“Jazz in vigna” 2026, tra jazz e word music un fascinoso luglio dal vivo tra i vigneti etnei di Santa Venerina
Alla Tenuta San Michele di Santa Venerina, prosegue la settima edizione di “Jazz in vigna”, il jazz club open air organizzato da Algos, l’associazione che gestisce il Monk Jazz Club di Catania. Il 5 luglio in calendario l’omaggio al Brasile del trio femminile Babanaì; l’11 luglio segue “Latino ibérico” del compositore e fisarmonicista brasiliano Roger Corrêa; il 18 luglio palco allo storico quintetto siciliano Libertango; il 25 luglio arriva arriva il trio del pianista americano Aaron Goldberg
Jazz in vigna, Santa Venerina (Ct), Tenuta San Michele, 5, 11, 18 e 25 luglio, h. 20.30, € 27
Con il doppio sold out dell’omaggio a Miles Davis di Paolo Fresu, non poteva andare meglio per il varo della settima edizione di “Jazz in vigna”, il jazz club open air organizzato dall’associazione Algos alla Tenuta San Michele di Santa Venerina. Un ulteriore segnale che la rassegna musicale estiva del Monk Jazz Club di Catania, ha sempre le carte giuste per unire la qualità dell’offerta musicale con il fascino del contesto, i vigneti etnei in cui è inserito l’agriturismo di Cantine Murgo. Un concerto a settimana nel segno del jazz e della world music.
Ricco è il mese di luglio di “Jazz in vigna 2026” che prosegue domenica 5, alle 20.30, con il concerto di Babanaì, nuovo progetto al femminile di Barbara Casini alla voce, Anaïs Drago al violino, voce, percussioni e Barbara Piperno ai flauti, voce, percussioni. Tre artiste, cantanti e polistrumentiste, unite dal desiderio di sperimentare mescolanze di suoni e colori di mondi diversi, partendo dalla storia musicale di ognuna, esplorano un repertorio che spazia dalla tradizione popolare di Brasile e non solo a brani originali rivisitati o composti a sei mani. Il direttore artistico di “Jazz in vigna” Dino Rubino: «Il progetto delle tre musiciste è dedicato alla bossa nova e alla musica brasiliana ed avevo il piacere di ospitare questo concerto anche perché l’anno prossimo sarà il centenario dalla nascita di Antônio Carlos Jobim, tra gli inventori della bossa nova. Credo che il concerto a Santa Venerina sarà uno dei primi che il trio porterà in giro quest’estate».
Barbara Casini, cantante, chitarrista e cantautrice, da anni si dedica allo studio e alla diffusione della musica popolare brasiliana. Ha soggiornato a lungo in Brasile conquistandosi la stima di vari artisti “verde oro” che la considerano ambasciatrice della loro musica nel mondo. Ha collaborato con vari e importanti personaggi della scena jazz e brasiliana italiana e internazionale, come Enrico Rava, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Phil Woods, Lee Konitz, Toninho Horta, Guinga, Roberto Taufic; ha guidato varie formazioni con le quali ha inciso una ventina di dischi. Nel 2012 ha pubblicato “Se tutto è musica”, libro di interviste con grandi compositori brasiliani.
Anaïs Drago è considerata tra i più grandi talenti del violino nel panorama italiano. La sua musica spazia tra diverse sonorità, inclusa l’improvvisazione libera, la musica elettroacustica, il jazz, la world music e il pop. Come band leader ha preso parte ai principali festival jazz italiani, tra cui Umbria Jazz, Time in Jazz, Torino Jazz Festival, Bergamo Jazz Festival, nonché la collaborazione in duo con il trombettista Enrico Rava. Nel 2022 è stata eletta miglior nuovo talento del panorama italiano dalla rivista “Musica Jazz”.
Barbara Piperno, flauto, voce, partita da una formazione classica, ben presto ha iniziato a sperimentare altri generi musicali. Nel 2011 ha cominciato ad approfondire la musica popolare brasiliana e in particolare il genere Choro, attraverso un viaggio di ricerca e studio che l’ha portata in Brasile nel 2012. Tornata in Italia, ha registrato “Chorando na Toscana” primo album del progetto Choro de Rua. Nel 2013 ha inciso il primo disco del quintetto Circolo Odeòn nel quale, oltre alla letteratura dello Choro, affronta la rilettura di alcuni brani d’autore del liscio romagnolo e della filuzzi bolognese.
Ancora Brasile per “Jazz in vigna” col progetto “Latino ibérico” del compositore e fisarmonicista Roger Corrêa in scena sabato 11 luglio con Edilson Forte al pianoforte, Tiê Pereira al basso e Rodrigo Porciúncula alla batteria. “Latino Ibérico”, interpreta la cultura brasiliana come parte essenziale dell’identità culturale latinoamericana: la musica del sud brasiliano dialoga con le radici musicali dei popoli originari, sviluppando accenti propri in stili come milonga, chamamé, chacarera, candombe, tango, salsa, choro e molti altri. Il tutto letto dal musicista del Rio Grande do Sul attraverso l’estetica universale del jazz, valorizzando la composizione, l’improvvisazione e la ricerca di nuovi stili e fusioni. «Una bella concentrazione di progetti jazz legati alla world music di matrice latino americana nell’edizione di quest’anno di “Jazz in vigna” – commenta Rubino -, progetti per noi molto interessanti compreso questo sguardo ampio sul Brasile e l’identità culturale e musicale latinoamericana di Roger Corrêa».
Jazz e world music sono le protagoniste anche del concerto del Libertango 5et, in calendario sabato 18 luglio, storico progetto etneo, nato nel 1993 grazie al sassofonista Marcello Leanza, al fisarmonicista e pianista Francesco Calì, al chitarrista Luigi Devita, al contrabbassista Giovanni Arena e al batterista Ruggero Rotolo. Il Nuevo Tango e la tradizione brasiliana sono stati i riferimenti iniziali per l’ensemble che negli anni ha compiuto una ricerca musicale più ampia, esplorando sonorità e influenze culturali provenienti da tutto il mondo. Dino Rubino: «Tenevamo molto ad avere nella nostra rassegna i Libertango, un gruppo che sfida il tempo esistendo da ben 33 anni. Nell’ambito tra jazz e dintorni che frequentiamo noi, non è facile trovare un gruppo così longevo, solo il quintetto di Paolo Fresu è più “vecchio” essendo nato nel 1984. Credo che tra di loro ci sia qualcosa che vale veramente oltre la musica. E poi Marcello, Franco, Gino, Ruggero, e Giovanni sono amici di vecchia data e sono molto contento di averli da noi».
Il 25 luglio sul palco tra i vigneti di Santa Venerina arriva il trio del pianista americano Aaron Goldberg – con lui una sezione ritmica tutta italiana formata da Piero Leveratto al contrabbasso e dall’ericino Joe Santoro alla batteria – che sostituisce il già annunciato concerto del trio del pianista newyorkese Kenny Werner. «Per ragioni di salute Werner ha annullato le date – spiega Rubino -, ed allora abbiamo pensato ad Aaron Goldberg che in questo momento è uno tra i più quotati a livello internazionale. Viene con un trio di forte matrice jazzistica, con lui una ritmica italiana, Piero Leveratto al contrabbasso e il siciliano Joe Santoro alla batteria. Joe è venuto tante volte a suonare da noi fino al concerto di Nico Gori, ultimo atto della stagione al chiuso del Monk».
Nativo di Boston, newyorkese d’adozione, il 52enne pianista americano ha assunto anche in Europa una notevole popolarità. Fortemente ispirato dai classici, Aaron Goldberg è dotato di grande senso dello swing, ma la sua curiosità lo ha portato ad appassionarsi sia alla musica brasiliana di Jobim sia alla musica europea colta. Dotato di grande prestanza strumentale, ha suonato da subito con alcuni tra i più importanti musicisti da Michael Brecker a Kenny Garrett, da Mark Turner a Kurt Rosenwinkel e Joshua Redman, guadagnandosi l’appellativo di pianista delle star del jazz.


