FUTURO NAZIONALE SULLA CRISI DELLA DIGA ANCIPA: “L’ACQUA
NON SPARISCE PER DECRETO. BASTA SCUSE, SERVE UNA RIVOLUZIONE
INFRASTRUTTURALE NELL’ENTROTERRA SICILIANO”
ENNA, 18 AGOSTO 2026
Il movimento politico Futuro Nazionale interviene con fermezza sulla drammatica
gestione delle risorse idriche della diga Ancipa, a seguito dei dati allarmanti emersi nella
prima metà di agosto che hanno visto l’invaso svuotarsi di oltre 2,5 milioni di metri cubi
in appena otto giorni. A sollevare la dura reazione del movimento è il referente del
Comitato Costituente di Futuro Nazionale per la città di Enna, l’avvocato Carmelo
Mirisciotti: “La risposta dell’Autorità di Bacino della Regione Siciliana, che liquida il
drastico calo come un semplice ‘prelievo programmato’ per l’irrigazione dei consorzi di
Catania ed Enna, è l’ennesima dimostrazione di una burocrazia che si muove per carte
bollate mentre i rubinetti dei cittadini dell’entroterra restano a secco”, dichiara
l’avvocato Mirisciotti. “L’acqua non sparisce per decreto. Giustificare un consumo
quintuplicato in piena estate, nel silenzio delle istituzioni regionali, significa ignorare
deliberatamente la sete e l’esasperazione di un intero territorio. Difendiamo e
sosteniamo con forza la battaglia dei comitati civici locali che vigilano ogni giorno per
la trasparenza di questi dati”.
Futuro Nazionale sposta l’accento dalle sole cause climatiche alle storiche responsabilità
politico-amministrative che paralizzano la provincia ennese e la Sicilia intera:
Infrastrutture colabrodo: Una rete idrica che disperde oltre il 42% della risorsa prima
ancora che arrivi a destinazione è un insulto intollerabile ai cittadini, ai commercianti e
agli agricoltori.
Mancata manutenzione: Le dighe dell’entroterra soffrono di decenni di abbandono, con
il paradosso di sversamenti forzati a mare durante i mesi invernali per carenze strutturali
nei sistemi di sbarramento e sicurezza.
Abbandono dell’Ennese: Cinque comuni dell’alta provincia (Troina, Nicosia, Gagliano
Castelferrato, Cerami e Sperlinga) dipendono totalmente dall’Ancipa per l’uso
idropotabile. Condannare queste comunità all’incertezza e a turnazioni estenuanti
significa accelerare lo spopolamento delle nostre aree interne. “Non si può continuare a
gestire l’Isola rincorrendo perenni stati di emergenza o tregue apparenti”, conclude
l’avvocato Carmelo Mirisciotti. “Chiediamo un piano straordinario di investimenti reali
sulle reti idriche provinciali, il completamento immediato delle opere accessorie — a
partire dalla traversa sul fiume Martello — e una gestione strategica della risorsa idrica
che metta al primo posto la sopravvivenza dei territori e del tessuto produttivo agricolo
locale. Il tempo delle scuse e dei rimpalli di responsabilità è scaduto”.


