Inps: Genovese ( Cgil), “i dati sulle prestazioni in Sicilia sono la fotografia di un mercato del lavoro povero”. Riaprire il confronto su riforma pensioni e ammortizzatori sociali
Palermo, 10 nov- I dati Inps sulle prestazioni erogate in Sicilia “sono la fotografia di un mercato del lavoro povero e frammentato , che rende ancora più urgente, oltre alle politiche di sviluppo, la riforma del sistema pensionistico e di quello degli ammortizzatori sociali. Se questo non avverrà si andrà verso nuove disuguaglianze”. Lo dice Monica Genovese, segretaria regionale Cgil, che è intervenuta ieri alla presentazione del bilancio sociale dell’Inps. A proposito del reddito di cittadinanza Genovese sostiene che “occorre distinguere la previdenza dall’assistenza, riportandolo nel suo naturale alveo di misura di contrasto alla povertà”, rilevando anche la necessità di “implementare la dotazione di ispettori per migliorare l’attività di vigilanza”.
“Sulla previdenza- aggiunge l’esponente della Cgil- occorre che si riapra il confronto guardando sia ai generi che alle generazioni, posto che il sistema prevalentemente contributivo , se non adeguatamente corretto può generare nuove e profonde disuguaglianze” .“Purtroppo – sottolinea Genovese – “ la bozza di legge di bilancio non rappresenta ancora soprattutto in materia pensionistica e di riforma degli ammortizzatori sociali una risposta adeguata e sufficiente all’insieme delle richieste e delle proposte di Cgil, Cisl e Uil. In particolare –prosegue – la mediazione politica sui temi previdenziali oltre che interessare un numero limitatissimo di lavoratori e di lavoratrici non affronta alcune questioni fondamentali come la necessità di prevedere l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per i più giovani, una flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni di età o 41 di contributi, interventi che tengano conto della specifica condizione delle donne, dei lavoratori disoccupati, discontinui e precoci, dei lavori gravosi e usuranti. Oltre al fatto – afferm Genovese– che le stime basate su quota 102 dimostrano che saranno circa 33.000 le persone coinvolte contro le 141.000 domande accolte nel 2020”.


