Vai al contenuto
Enna Press

Enna Press

Testata giornalistica Online

BANNERCGIL
Menu principale
  • Politica
    • sindacati
  • Salute
    • sanità
  • Istituzioni
    • Comune
    • Associazioni
    • Prefettura
    • Camera di Commercio
    • Provincia
    • Scuola
    • Università
    • Convegni
    • ordini professionali
    • Forze dell’Ordine
    • giudiziaria
  • Cultura
    • Poesie
    • Eventi
    • Teatro
    • Eventi Religiosi
      • Riti della settimana santa
  • Ambiente
    • Agricoltura
    • Agroalimentare
  • Sport
    • Arti Marziali
    • Atletica
    • Automobilismo
    • Basket
    • Boxe
    • Calcio
    • Calcio a 5
    • Canoa
    • Danza
    • Karting
    • Motori
    • Nuoto
    • Pallamano
    • Pallavolo
    • Tennistavolo
    • Rally
    • Uisp
    • Aia
    • Coni
  • Cronaca
  • Turismo
  • Trasporti
  • Solidarietà
    • Volontariato
    • Donazioni
  • VIDEO
  • Home
  • Ambiente
  • Il primo Forum Acqua Sicilia la gestione della risorsa nell’isola di fronte alla sfida climatica:
  • Ambiente

Il primo Forum Acqua Sicilia la gestione della risorsa nell’isola di fronte alla sfida climatica:

Riccardo Giugno 26, 2025 11 minuti letti

Il primo Forum Acqua Sicilia

la gestione della risorsa nell’isola di fronte alla sfida climatica:

“La Sicilia, hotspot climatico del Mediterraneo,
affronta una crisi idrica sempre più intensa.

Per tutelare agricoltura e accesso all’acqua potabile,
servono una governance integrata, dati condivisi
e una pianificazione in linea con
il regolamento UE sul riutilizzo delle acque reflue”

Al Forum organizzato da Legambiente Sicilia è stata presentata

anche l’attività di monitoraggio condotta su quattro laghi regionali, nell’ambito della prima tappa della campagna nazionale Goletta dei Laghi:

dei sei punti analizzati, cinque sono risultati entro i limiti di legge, mentre uno – alla foce del fiume Naro (AG), affluente della diga San Giovanni – è risultato “fortemente inquinato”

Cartella
foto – Rapporto Forum Acqua Sicilia (in allegato)

La crisi idrica che nel 2024 ha colpito la Sicilia, divenuta a tutti gli effetti
hotspot del cambiamento climatico, ha reso evidente l’inadeguatezza delle infrastrutture e dei sistemi di raccolta, distribuzione e gestione dell’acqua. Si tratta di una carenza che pesa soprattutto sulle spalle di centinaia di migliaia di cittadini costretti
a fare i conti con severi razionamenti dell’acqua, e sul comparto agricolo regionale, che nel 2024 ha subito a causa della siccità una perdita economica netta stimata in tre miliardi di euro, unita a un drastico calo produttivo: -80% nella produzione di olio
d’oliva e punte fino al 100% nella produzione di cereali, foraggi e grano.

Di gestione sostenibile delle risorse idriche siciliane tra dati di contesto,
governance e politiche di adattamento al climate change si è parlato oggi alla prima edizione del
Forum Acqua Sicilia, organizzato da Legambiente Sicilia presso Casa Sanfilippo, sede del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento. L’evento, realizzato con il patrocinio e la co-organizzazione dell’Ordine degli Ingegneri della
Provincia di Agrigento, nonché con il patrocinio del Parco Valle dei Templi, ha visto presenti tra gli ospiti l’assessore regionale all’Energia,
Francesco Colianni, il Commissario Straordinario Unico per la Depurazione,
Fabio Fatuzzo, e Salvo Cocina, Capo Dipartimento della Protezione Civile della Regione Sicilia. Il Forum è stato anche l’occasione per inaugurare la
ventesima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna nazionale – quest’anno realizzata in partnership con Novamont e CONOU, e con Biorepack come partner tecnico – che monitora la salute dei laghi italiani e ne denuncia le criticità,
in particolare quelle legate a scarichi illegali e alla mala depurazione.

Infrastrutture idriche e reti di distribuzione alle prese con una governance frammentata e finanziamenti in parte mal indirizzati. L’isola conta ben 46 grandi e medi invasi, con una possibilità teorica di capienza pari a oltre un miliardo e cento milioni
di metri cubi, dei quali oltre 360 milioni destinati a scopo idropotabile o misto idroelettrico e idropotabile. Gli invasi sono gestiti da un complesso di strutture, pubbliche e private, che vanno da Siciliacque, gestore di sovrambito, all’ENEL, dai Consorzi
di Bonifica al DRAR. Insomma, una pletora di gestori non di rado “disattenti” nella gestione delle importanti e delicate infrastrutture, così come si evince dagli impressionanti dati dell’interrimento di molti dei bacini. E poi ancora, mancato collaudo, mancata
manutenzione delle strutture di manovra e presa, mancate operazioni di flushing per lo sfangamento, e persino l’incredibile vicenda della diga di Trinità di Delia, nell’agro di Castelvetrano, svuotata per la mancanza di adeguati controlli in merito
alla tenuta sismica della struttura.

Passando poi alle reti di distribuzione dell’acqua la storia non cambia: reti non di rado talmente obsolete da perdere significative percentuali del prezioso liquido, sino a raggiungere percentuali consolidate di perdita pari al 60% e al 70%. Così nell’idropotabile,
ma anche e soprattutto nell’irriguo. L’acqua distribuita ai gestori d’ambito dovrebbe teoricamente raggiungere le case dei siciliani, tutta con lo stesso prezzo e per tutti con le stesse caratteristiche organolettiche e di potabilità, infine per tutti 24 ore
su 24. Ma nella realtà così non è.

Per quanto riguarda i finanziamenti, in Sicilia nel decennio 2010-2020 sono stati attivati interventi per il miglioramento delle infrastrutture idriche per un valore complessivo di 4,878 miliardi di euro. Tuttavia, solo il 7,5% di queste risorse si è
concretizzato in opere effettivamente concluse, con una spesa pari a circa 365,8 milioni di euro. Negli ultimi anni, gli investimenti destinati al settore idrico nel breve e medio termine – inclusi quelli già programmati, come quelli previsti dal PNRR – ammontano
complessivamente a circa due miliardi di euro. Tali risorse finanziano interventi che spaziano dalla potabilizzazione e distribuzione alla manutenzione delle reti e alla depurazione. Tra questi fondi si segnalano: 230 milioni di euro stanziati attraverso il
programma FESR 2021-2027 per il servizio idrico integrato, assegnati agli ATO siciliani a seguito dell’approvazione dei nove piani d’ambito; circa 360 milioni di euro provenienti dal PNRR e dal PNIISSI; oltre 1,2 miliardi di euro ancora da allocare per futuri
interventi. A livello regionale, risultano inoltre stanziati 100 milioni di euro per l’acquisto di tre dissalatori mobili e le relative opere di adduzione, oltre a un piano pluriennale da oltre 250 milioni di euro, attualmente in fase di attuazione da parte
di Siciliacque, per il potenziamento delle dorsali idriche regionali.

Non sottovalutando infine, le procedure d’infrazione della Corte di Giustizia Europea
per la mancata depurazione. Ultima in ordine di tempo la sentenza del 27 marzo 2025, in relazione alla quale l’Italia è stata condannata a pagare una multa di 10 milioni di euro e una penalità di 13.687.500 euro ogni 6 mesi fino all’adeguamento degli
agglomerati, tra i quali Castellammare del Golfo, Cinisi, Terrasini.

“Rivedere l’architettura istituzionale del sistema – dichiara Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia –
è certamente il primo problema da affrontare attraverso la realizzazione di una governance unica e integrata dell’acqua, affinché tutti i cittadini e le cittadine siciliani partano da pari condizioni. Per poter individuare un ambito ottimale – oggi in Sicilia
ATI – è necessario che questo sia dotato di tutte quelle caratteristiche che consentono di applicare una tariffa unica, peraltro comparabile con quella degli altri ambiti limitrofi. È necessario inoltre che tutti gli ambiti individuabili posseggano una quantità
d’acqua pro-capite simile e tariffabile a costi comparabili, depurino l’acqua (auspicabilmente secondo parametri che ne consentano l’uso irriguo), mettano in campo strategie efficaci per il risparmio idrico – a partire dalla contabilizzazione degli usi civili
attraverso l’installazione dei contatori ed evitando rigidamente l’uso dell’acqua potabile per usi industriali, artigianali e irrigui -, monitorino costantemente l’andamento delle falde per evitare che l’emungimento possa incidere negativamente su quantità
e qualità di queste ultime. Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile adeguare il sistema siciliano ai principi su cui si fonda la normativa nazionale: acqua pubblica utilizzata secondo principi di solidarietà e di tutela ecologica, prescindendo quindi
dai perimetri delle ex provincie e cancellando le autorizzazioni contra legem rilasciate dalle ATI per consentire ad alcuni comuni un uso privatistico delle acque ricadenti nel proprio territorio”.

Anche il mantenimento della qualità microbiologica delle acque lacustri, ossia l’assenza di batteri fecali,
è fondamentale per una gestione sostenibile e responsabile delle risorse idriche, soprattutto quando i laghi, come nel caso della Sicilia, rappresentano invasi strategici per l’irrigazione agricola e l’approvvigionamento di acqua potabile. Il tema è
stato tra quelli affrontati nell’ambito del Forum Acqua Sicilia, accompagnato dalla presentazione
dei risultati delle analisi microbiologiche condotte dai volontari e dalle volontarie di Legambiente nell’ambito della
prima tappa della ventesima edizione della Goletta dei Laghi 2025.

I monitoraggi hanno interessato quattro laghi siciliani: il lago Piana degli Albanesi (in provincia di Palermo), il
lago Soprano (nel Nisseno), il lago Pergusa (unico bacino naturale della Sicilia, a Enna) e la diga San Giovanni (o lago di Naro, nell’Agrigentino).

Dei sei punti di campionamento complessivi, cinque sono risultati conformi ai limiti previsti dalla normativa sulle acque di balneazione. In particolare, tre punti nel lago Piana degli Albanesi (Ansa Est, Spiaggetta e Oasi Lago), uno nel lago
Soprano (Contrada Cuba, a Serradifalco – AG) e uno nel lago Pergusa (foce del canalone Mondelli) hanno evidenziato valori microbiologici entro i parametri di legge.

Un’unica eccezione è rappresentata dalla foce del fiume Naro, affluente della diga San Giovanni, dove i livelli di inquinamento risultano critici: le elevate concentrazioni di Escherichia coli rilevate hanno determinato la classificazione del punto monitorato
come “fortemente inquinato”.

Lago

Regione

Comune

Provincia

Località

Punto

2025

Piana degli Albanesi

Sicilia

Santa Cristina Gela

PA

Ansa est, alla fine di Via del Lago

Entro i limiti

Piana degli Albanesi

Sicilia

Piana degli Albanesi

PA

Piana degli Albanesi “Spiaggetta”

Entro i limiti

Piana degli Albanesi

Sicilia

Piana degli Albanesi

PA

Oasi lago

Entro i limiti

Lago Soprano

Sicilia

Serradifalco

CL

Contrada Cuba

Lago Soprano

Entro i limiti

Lago Pergusa

Sicilia

Enna

EN

Pergusa

Foce canalone Mondelli

Entro i limiti

Lago diga San Giovanni

Sicilia

Naro

AG

Fiume Naro, immissario nel lago

Fortemente inquinato

“La gestione delle risorse idriche non può essere affrontata solo in termini di quantità disponibile, perché anche la qualità delle acque è un fattore altrettanto essenziale –
dichiara Stefania Di Vito dell’ufficio scientifico Legambiente, intervenendo al Forum Acqua Sicilia nell’ambito della prima sessione dal titolo
La gestione delle risorse idriche: i dati di contesto. In particolare, se pensiamo che i laghi sono fonte di acqua potabile per la popolazione e fondamentali per il sostentamento del settore primario. E senza sottovalutare che un buon livello
microbiologico delle acque lacustri è fondamentale per mantenere l’equilibrio del sistema acquatico, garantendo la vitalità degli ecosistemi e la continuità dei servizi economici essenziali legati alla risorsa idrica. Un discorso ancor più valido in una regione
come la Sicilia, particolarmente soggetta ai cambiamenti climatici e ai fenomeni ambientali correlati”.

I risultati dei monitoraggi precedenti. Per un inquadramento più ampio, va segnalato che
nel 2024 non è stato possibile effettuare monitoraggi a causa della grave siccità che ha colpito i bacini lacustri siciliani. Emblematico il caso del lago Pergusa, che nel luglio 2024 risultava quasi completamente prosciugato, divenendo simbolo della
crisi idrica nell’isola.

Analizzando i dati raccolti negli anni precedenti: i tre punti del lago Piana degli Albanesi sono risultati sempre entro i limiti anche nei monitoraggi del 2023 e del 2022; il punto al canalone Mondelli del lago Pergusa era conforme anche nell’unico monitoraggio
precedente del 2020; il punto nel lago Soprano invece, ha mostrato un andamento variabile: sebbene sia risultato entro i limiti nel 2023, nel 2021 era stato classificato come “fortemente inquinato”.
*

Al Forum Acqua Sicilia Legambiente ha inoltre presentato un report che include un’analisi di contesto e
una serie di proposte per ottimizzare la gestione regionale della risorsa idrica.
Le indicazioni dell’associazione ambientalista si articolano attorno a tre punti chiave: 1) definire una
cabina di regia e una governance unica e integrata dell’acqua che metta a sistema le esperienze maturate nel corso degli anni dai diversi soggetti che la gestiscono, con l’obiettivo di superare gli stalli burocratici e tecnici che bloccano o rallentano
interventi e progettazioni virtuose; 2) promuovere la conoscenza condivisa e l’aggiornamento dei dati disponibili sulla risorsa, mettendo al centro sia la sua disponibilità che gli usi attraverso bilanci idrici affidabili e condivisi; 3)
pianificare l’uso della risorsa idrica e del territorio attraverso una progettazione integrata, orientata alla prevenzione dell’inquinamento e capace di garantire una qualità dell’acqua in uscita dagli impianti conforme agli standard richiesti per il
riutilizzo in agricoltura e nell’industria, in linea con il regolamento europeo sul riutilizzo delle acque reflue in vigore da giugno 2023.

*Nota metodologica:

Tutti i monitoraggi della Goletta dei Laghi in Sicilia sono stati effettuati tra il 9 e 10 giugno 2025 da un gruppo di volontari e tecnici di Legambiente. I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati
in frigorifero fino al momento dell’analisi, effettuata nello stesso giorno del prelievo o comunque entro le 24 ore. I parametri indagati sono di tipo microbiologico, nello specifico: enterococchi intestinali ed escherichia coli. Questi indicatori permettono
di valutare la qualità microbiologica delle acque, in relazione alla possibile contaminazione fecale.

In riferimento ai valori limite stabiliti dalla normativa italiana sulle acque di balneazione (D.Lgs. 116/2008 e Decreto attuativo del 30 marzo 2010), i giudizi sono così espressi:

INQUINATO

Enterococchi intestinali > 500 UFC/100ml

e/o Escherichia coli > 1000 UFC/100ml

FORTEMENTE INQUINATO

Enterococchi intestinali > 1000 UFC/100ml

e/o Escherichia coli > 2000 UFC/100ml

Nel monitoraggio Legambiente un campione viene definito “inquinato” se almeno uno dei due parametri microbiologici supera i limiti stabiliti, “fortemente inquinato” se i valori normativi vengono superati di oltre il doppio.

Ulteriori informazioni sulla campagna Goletta dei Laghi:

Il monitoraggio di Legambiente non sostituisce i controlli ufficiali ma ha lo scopo di individuare criticità ancora presenti nei sistemi di depurazione delle acque, con l’obiettivo di contrastare l’inquinamento dei laghi. I punti monitorati sono scelti in base
a un presunto “maggior rischio” di inquinamento, segnalato dai circoli di Legambiente e dai cittadini attraverso il
servizio
SOS Goletta. Particolare attenzione è riservata a foci di fiumi e torrenti, scarichi e canali minori. Queste aree sono generalmente i principali veicoli di contaminazione batterica, dovuta a insufficiente depurazione dei reflui urbani e
scarichi illegali che, trasportati dai corsi d’acqua, finiscono nei bacini lacustri.

Advertisement
Advertisement
Visite: 839

Informazioni sull'autore

Riccardo

Editor

Visualizza tutti gli articoli

Navigazione articolo

Precedente: POLIZIA DI STATO: CAMPAGNA CONTRO L’ABBANDONO DEGLI ANIMALI
Successivo: L’Instituto Cervantes presenta il concerto di Lucía Rey che propone il suo ultimo lavoro Nómadas.

Storie correlate

meteo 28
  • Ambiente

Previsioni Meteo Enna: ancora una giornata con clima instabile e temperature nella norma

Riccardo Giugno 26, 2026
decoro urbano
  • Ambiente

Enna, al via il piano di manutenzione del verde e di decoro urbano

Riccardo Giugno 25, 2026
  • Ambiente

Inaugurata la Control Room di ARPA Sicilia, l’infrastruttura di nuova generazione per il monitoraggio ambientale del territorio regionale

Riccardo Giugno 25, 2026

Articoli recenti

  • Enna, le luminarie della festa patronale diventano un’installazione artistica
  • Previsioni Meteo Enna: ancora una giornata con clima instabile e temperature nella norma
  • Festa Sacro Cuore di Gesu: questa sera concerto Chivas Quartet e Street Food
  • Volontari Acli di Enna al reparto pediatrico dell’ospedale Umberto I
  • Nuoto: il Lago Nicoletti un punto di riferimento federale per il Nuoto di Fondo

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Archivi

Giugno 2026
L M M G V S D
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930  
« Mag    

Articoli recenti

  • Enna, le luminarie della festa patronale diventano un’installazione artistica
  • Previsioni Meteo Enna: ancora una giornata con clima instabile e temperature nella norma
  • Festa Sacro Cuore di Gesu: questa sera concerto Chivas Quartet e Street Food
  • Volontari Acli di Enna al reparto pediatrico dell’ospedale Umberto I
  • Nuoto: il Lago Nicoletti un punto di riferimento federale per il Nuoto di Fondo

Ultime notizie

luminarie
  • Eventi

Enna, le luminarie della festa patronale diventano un’installazione artistica

Riccardo Giugno 26, 2026
meteo 28
  • Ambiente

Previsioni Meteo Enna: ancora una giornata con clima instabile e temperature nella norma

Riccardo Giugno 26, 2026
chivas quartet
  • Eventi

Festa Sacro Cuore di Gesu: questa sera concerto Chivas Quartet e Street Food

Riccardo Giugno 26, 2026
volontari acli
  • Solidarietà

Volontari Acli di Enna al reparto pediatrico dell’ospedale Umberto I

Riccardo Giugno 26, 2026
Trova i tuoi orari degli autobus

OFFERTE DI LAVORO

Il Centro La Diagnostica di Catenanuova ricerca un tecnico sanitario di radiologia medica a Enna

Copyright EnnaPress© All rights reserved. | MoreNews di AF themes.
Accetta i Cookie
Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione.Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Panoramica sulla privacy

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e comprendere come si utilizza questo sito Web. Questi cookie saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. La disattivazione di alcuni di questi cookie può influire sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito Web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito Web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato in modo specifico per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito Web.
ACCETTA E SALVA