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Il Cutgana celebra i 50 anni della Convenzione di Ramsar sulle zone umide

Il Cutgana celebra i 50 anni della Convenzione di Ramsar sulle zone umide

Dodici scatti inediti di ambienti umidi delle aree protette siciliane dell’ornitologo Renzo Ientile dell’Università di Catania

Dodici scorci di natura siciliana per ricordare e ribadire l’importanza, la particolarità e la ricchezza degli ambienti umidi.

Scatti inediti dell’ornitologo Renzo Ientile dell’Università di Catania che immortalano sorgenti d’acqua, pozze effimere, prati allagati e torrenti, contornati da una florida vegetazione, spesso esclusiva, che ospitano una vasta gamma di specie animali.

Gli ambienti umidi – caratterizzati dalla presenza di acqua e di una ricca vegetazione acquatica – sono luoghi preziosi, anche se a volte sottovalutati, in quanto forniscono servizi ecosistemici essenziali come la tutela della biodiversità, la regolazione dei flussi idrologici, la depurazione delle acque, il controllo dell’erosione del suolo e la mitigazione dei cambiamenti climatici assorbendo l’anidride carbonica presente nell’atmosfera.

Il centro di ricerca Cutgana dell’Università di Catania vuole celebrare così il 50° anniversario della Convezione di Ramsar, il primo trattato internazionale a difesa delle zone umide e della loro biodiversità siglato a Ramsar, in Iran, il 2 febbraio 1971 in occasione della Conferenza internazionale sulle zone umide e gli uccelli acquatici.

Un evento storico – promosso dall’International Wetlands and Waterfowl Research Bureau con la collaborazione dell’International Union for the Nature e dell’International Council for bird Preservation – che vide per la prima volta riuniti i rappresentanti di governi, istituzioni scientifiche e organizzazioni internazionali.

Oggi quegli stessi principi della Convenzione di Ramsar sono universalmente riconosciuti attraverso molte leggi che tutelano la biodiversità a conferma dell’importanza del valore storico e sostanziale dell’accordo che rimane indiscusso nel tempo.

E l’Università di Catania, da anni impegnata nella gestione di un sistema di aree protette – ben sette riserve naturali e un’area marina protetta nella Sicilia orientale -, pur non avendo in gestione vere e proprie zone umide come paludi o laghi, contribuisce tuttavia nella salvaguardia di “zone umide” temporanee e corsi d’acqua.

«Il torrente Brace e i piccoli laghetti che forma lungo il suo corso nella Riserva naturale orientata “Vallone Piano della Corte” ad Agira, il Rio Belluzza nella Riserva naturale integrale “Complesso Speleologico Villasmundo – S. Alfio” di Melilli, e le doline, con i loro prolungati ristagni d’acqua, nella Riserva naturale integrale “Grotta Palombara” di Siracusa sono i principali ecosistemi umidi delle aree protette del Cutgana – spiega l’ornitologo Renzo Ientile -. Si tratta di veri e propri serbatoi di biodiversità, vegetale e animale, che sostengono importanti comunità di invertebrati, tra cui coloratissime libellule e farfalle, e vertebrati, strettamente acquatici, come la Testuggine palustre, e non solo. L’acqua, soprattutto in periodo estivo, alle nostre latitudini, è molto ricercata da tutta la fauna».

«Gli stessi luoghi, privati dell’acqua, ridurrebbero enormemente le loro capacità ricettive, anche della fauna apparentemente non collegata a questo elemento – aggiunge l’esperto del Cutgana -. In un mondo in continua evoluzione, su cui gravano pesanti trasformazioni ambientali, indotte dall’uomo, la salvaguardia di questi piccoli santuari della natura è una priorità e oggi, più che mai, va ricordato».

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