Oggi, qui a Sperlinga, non celebriamo solo il 25 novembre.
Oggi affermiamo insieme che questa comunità non accetta più il silenzio, l’indifferenza, la normalità della violenza.
La manifestazione di oggi è più di un momento simbolico:
è il segno che anche un piccolo paese può dare un grande messaggio.
Perché la rivoluzione che serve non è fatta di slogan, ma di coscienza.
Di un modo nuovo di guardare le relazioni, l’amore, il rispetto.
La violenza non comincia con un pugno:
comincia con parole che feriscono, con controlli mascherati da affetto,
con quella cultura antica che ha insegnato a troppe donne a chiedere permesso,
e a troppi uomini a sentirsi padroni.
E allora questa rivoluzione culturale deve partire da qui, da noi.
Dalle nostre famiglie, dalle nostre scuole, dal nostro modo di educare.
Dalla capacità di dire: “A Sperlinga nessuna è sola. A Sperlinga non si chiude più gli occhi.”
La manifestazione di oggi è un passo.
Un passo piccolo forse, ma decisivo.
Perché ogni cambiamento vero comincia dove c’è una comunità che sceglie di non avere paura.
Che questo 25 novembre, a Sperlinga, sia l’inizio.
Non di un ricordo, ma di un futuro diverso.
Pagina Facebook Giuseppe Cucci


