Finanza: Inflazione e tassazione
Due sono gli argomenti che hanno caratterizzato la settimana in corso.
L’inflazione americana sale ancora e fa registrare un balzo che va dal 4,20% al 5%, era da tempo che non si registrava un tasso inflazionistico così consistente. Ma nonostante ciò la Banca Centrale americana sembra non preoccuparsi più di tanto affermando che il motivo di tale incremento è dovuto alla forte richiesta di materie prime.
Anche la Banca Centrale Europea afferma che è ancora presto per intervenire sui tassi d’interesse e conferma la politica di acquisto di titoli di stato.
Ma la novità assoluta viene dal forum dei ministri delle finanze del G7 riunitisi a Londra nel quale si è raggiunto lo storico accordo per una tassazione globale sulle società multinazionali, secondo questo accordo tali società dovrebbero pagare una tassa del 15% sui profitti realizzati paese per paese; sarebbe a dire che Google o Amazon, per fare degli esempi, pagheranno in Italia la relativa tassa su tutto ciò che vendono all’interno del paese e cosi via negli altri paesi.
Come ha dichiarato il presidente Mario Draghi l’importanza di questa decisione, per la quale si lavora da oltre 4 anni, sta nella eliminazione dell’elusione fiscale perseguita da queste grandi aziende, nello specifico la decisione impatterebbe sui grandi profitti dei colossi tecnologici e porterebbe ai vari paesi ingenti risorse utili a finanziare le spese legate alla pandemia.
La notizia curiosa della settimana riguarda il rendimento del titolo decennale americano che ha battuto ogni record rimanendo sotto il 2% per circa 460 giorni consecutivi.
Dott. Alberto Dottore
Consulente Finanziario


