EQUUS INTER LUMINA PROROGATA: SOLO DUE MESI PER VIVERE L’INSTALLAZIONE DI GUSTAVO ACEVES A PIAZZA ARMERINA E AIDONE
La grande mostra diffusa Equus Inter Lumina dell’artista messicano Gustavo Aceves è stata prorogata. Restano solo due mesi per visitare l’installazione prima della chiusura definitiva a fine giugno 2026: un’occasione da non perdere per chi vuole scoprire uno dei dialoghi più intensi tra arte contemporanea e patrimonio dell’umanità.
Con un unico biglietto d’ingresso di 17 euro è ancora possibile accedere a un’esperienza straordinaria che comprende:
la visita della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, Patrimonio UNESCO, con i suoi straordinari mosaici tardoromani tra i più estesi e meglio conservati al mondo;
la visita alla ex Chiesa Monumentale di San Domenico ad Aidone;
la grande installazione di Gustavo Aceves, che si snoda con circa 50 sculture equestri presso la Villa Romana del Casale, Palazzo Trigona nel cuore del centro storico di Piazza Armerina e la splendida installazione site-specific creata appositamente dall’artista per la chiesa di San Domenico ad Aidone.
Un percorso multisensoriale in cui il cavallo diventa simbolo universale di migrazione, viaggio e incontro tra culture, ma anche di forza terrigna e radicata tradizione, in un dialogo profondo tra antico e contemporaneo.
Gustavo Aceves
Gustavo Aceves (Città del Messico, 1957) è uno degli artisti contemporanei messicani più riconosciuti a livello internazionale. Autodidatta, ha iniziato la sua carriera come pittore figurativo per poi affermarsi con potenti installazioni scultoree di grande formato. Vive e lavora a Pietrasanta, in Toscana. Il suo progetto Lapidarium (noto anche come Skeletal Horses), avviato nel 2014 e già ospitato in città come Berlino, Roma, Atene, Parigi, Pechino, San Pietroburgo e Città del Messico, utilizza la figura del cavallo come metafora universale delle migrazioni umane, della storia e dell’incontro tra culture diverse. In Sicilia, con Equus Inter Lumina, Aceves porta la sua visione più ambiziosa: la tappa più diffusa e articolata del progetto, con quattro comuni, cinque siti e oltre 200 opere.
Le parole del curatore Vincenzo Sanfo
«Gustavo Aceves è uno dei più grandi artisti messicani e centro-americani viventi», sottolinea il curatore Vincenzo Sanfo. «Il lavoro che ha portato questo percorso dei quattro Comuni del Parco è incentrato sul tema delle migrazioni. Questi cavalli rappresentano le schiere di persone che, dai propri paesi, migrano verso luoghi sconosciuti, verso mete di cui non conoscono esattamente i luoghi, i territori e arrivano lacerati e affaticati ed è proprio quello che emerge dalle sculture. Gustavo Aceves ha preso a simbolo il cavallo che è stato uno dei primi aiuti per le migrazioni dei popoli. I cavalli sono andati nel Nuovo Mondo ed hanno accompagnato l’uomo nelle sue migrazioni. Quindi questo cavallo è il simbolo di questi spostamenti e delle masse che si spostano. Queste esposizioni mantengono il senso del gruppo che avanza verso nuovi territori e mondi ancora del tutto sconosciuti. Questo è il messaggio di Gustavo Aceves, queste migrazioni che portano a problematiche anche importanti connesse con la nostra vita di tutti i giorni».
La mostra si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Francesco Buranelli, Nicola Barbatelli e Vincenzo Sanfo, curatore dell’esposizione.


