Enzo Savarino, Uila: “Lavoro nero e caporalato in Agricoltura, denunce confermate dallo studio della Cgia. Si vuole davvero estirpare questa malapianta in Sicilia?”
“In Sicilia sono 196 mila, almeno 196 mila, le lavoratrici e i lavoratori fantasma nel settore agricolo. Senza contratti, senza tutele, spesso schiavizzati dalla mafia dei campi. Il dato sulla manodopera in nero, evidenziato da uno studio della Cgia di Mestre, conferma le nostre denunce e rilancia le nostre proposte mentre ci chiediamo se davvero esista una volontà diffusa, comune, di estirpare questa malapianta”.
Così Enzo Savarino, segretario generale della Uila Sicilia, commenta il rapporto sul “lavoro nerissimo” in Italia diffuso ieri dall’associazione di imprese Cgia di Mestre. L’esponente sindacale aggiunge: “Nessuna sorpresa nel leggere che la nostra sia una delle regioni dove l’irregolarità è più marcata e che l’Agricoltura nell’Isola sia il secondo fattore di questa ormai cronica condizione di emergenza legale, sociale, civile. Contro ogni forma di sfruttamento, contro i predatori di dignità e diritti, non basta l’impegno di magistratura e forze dell’ordine che spesso devono fare i conti con muri di omertà e terrore. Le istituzioni politiche facciano la propria parte investendo su controlli, formazione, prevenzione. E altrettanto vale per le parti sociali, imprese e sindacati, con il rafforzamento dell’iniziativa negli enti bilaterali a favore dell’Agricoltura di qualità. Pure i consumatori, infine, diventino protagonisti rifiutandosi di acquistare prodotti privi di tracciabilità non solo sulla provenienza ma anche sul rispetto di norme e contratti a garanzia di operaie e operai impegnati lungo tutta la filiera”.


