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Enna Verso le elezioni amministrative: Paolo Garofalo “Cardaci uomo dei Valori”

ALLE DONNE, AI GIOVANI E AI MILITANTI E DIRIGENTI DEL PD
Come molti di voi, anch’io sono cresciuto avendo molti maestri e seguendo esempi ed insegnamenti.
A volte venivano da un libro, da un fumetto, da una sola frase di una canzone, da un uomo entrato nella storia dell’umanità o da un amico, un familiare, perfino da un avversario.
Mi è capitato spesso nel mondo della politica di rivolgere l’attenzione verso donne e uomini che potevano insegnarmi qualcosa, secondo il vecchio proverbio per cui è meglio stare con chi è più capace di te pur pagandone tutte le spese.
Tra i tanti nomi, molti erano di formazione laica e socialista, oggi ne ricordo uno che stava dall’altra parte. Lui Sindaco democristiano ed io giovane capogruppo del Psi all’opposizione. Vito Cardaci mi insegnò il valore delle istituzioni, che fare il Sindaco significava assumere responsabilità, pagare il prezzo più alto e pagare per primo. Ricordo quando dovette scegliere tra chiudere con ordinanza sindacale la miniera di Pasquasia, allora pienamente funzionante o farsi denunciare per non avere dato seguito alle indicazioni di un ufficio della Regione che proponeva l’ordinanza. Decise la seconda, perché non poteva non assumere la responsabilità di salvaguardare quei posti di lavoro. Se non ricordo male quella scelta fu condannata dalla Magistratura e svogliatamente dimenticata dai partiti e dalla politica.
Ma non aveva altra scelta che quella giusta. In quelle circostanze il coraggio è degli uomini.
A distanza di anni, io venni eletto Sindaco e Dario Cardaci consigliere comunale all’opposizione e, per la legge del contrappasso, è stato uno dei più incisivi consiglieri a Sala d’Euno. È stato determinato nella sua azione di vigilanza, responsabile del ruolo che ha ricoperto e, a differenza di tanti altri, lo ha fatto potendomi guardare negli occhi perché sempre leale, con l’Istituzione che rappresentavamo seppur con ruoli diversi, con i suoi elettori, e con il senso di umanità che deve avere chi fa politica.
Testardo e a volte introverso, tanto quanto capace di una generosità che tiene riservata, proprio perché importante, nella sua formazione cattolica e di uomo di sport.
Così Dario è stato un altro maestro di vita per me, e mi ha insegnato che il rispetto dei ruoli e delle istituzioni si tramanda per generazioni, nelle famiglie, tra gli amici e anche nei partiti politici.
Chi ha una responsabilità in una Istituzione, come il Comune, non ne diventa il padrone. Non scatena la caccia agli avversari, non intimorisce i dipendenti, non cerca il colpevole ad ogni difficoltà.
Per quanto ricchi e nelle possibilità di spendere e spandere, sono gli insegnamenti e i valori che fanno ricca una comunità.
Lo dimostrano i piccoli borghi che seppur piccoli e a volte poveri, sono abitati da Comunità orgogliose, vivaci, che chiamano attorno a sé, che attirano, che uniscono, che non dividono, non discriminano.
Come in una famiglia, i valori dell’uomo valgono molto più di un vestito nuovo.
Dario è un uomo dei valori e non ha un vestito nuovo, è lo stesso che indossa da decenni: quello di un cattolico moderato che già cinque anni fa, insieme al PD si schierava contro l’attuale amministrazione, e contro quello che quest’ultima rappresentava e rappresenta.
Alla cultura dell’odio, del mercato dei profitti, dei padroni del bastimento, dell’intolleranza, della cattiveria, Dario, preferisce quella della comunità, dell’accoglienza, delle responsabilità. Come noi del PD.
Vero, Dario non è del PD. Probabilmente non lo sarà mai. Ma questa non è una carenza. Il PD non ha candidato Dario come candidatura di bandiera, di appartenenza, ma lo ha scelto per la capacità che esprimerà nel ruolo di Primo Cittadino; lo ha voluto perché la lealtà e il rispetto dei ruoli vale ancora qualcosa per lui e per noi; lo ha indicato insieme ad altri partiti, l’Udc, il Partito Socialista, e liste civiche e associazioni come Cittadinanza Attiva, perché il PD ha a cuore il governo della Città più di ogni altra cosa.
Se vuoi saperne di più, chiedilo a lui stesso. Lo trovi in giro, da sempre, in questa Città.
Perché Dario sta tra di noi. Lui è davvero uno dei nostri.
Paolo Garofalo

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