Lunedì 17 maggio dalle ore 15 alle 21:30 il garage riapre con la mostra personale de Il Chiano, che occupa la parte maggiore dello spazio, e con la mostra/installazione collettiva “Dimensioni del Dialogo // offline accumulation” nata e cresciuta durante i mesi di chiusura con opere e interventi di (in ordine temporale): Michele Di Leonardo, Patrizia Alongi, Calogero Timpanaro, Oriana Facchinetti, Giuseppe Di Prima, Alessandra Mazza, Il Chiano, Noemi Alessandra, Giovanni Marcellino, Cristiano Sgrò, Lili Candiotte, Alessia Tabita, Michele Pepe e con la collaborazione di dwepoint2.5.
Alle ore 18 si terrà la performance di SBAM DANCE CONNECTION che interagisce con gli ambienti e le opere del Chiano.
Capienza limitata / si prega di prenotare via email (garage.enna@gmail.com) o telefono (366 8725778 – 3409655369 whatsapp)
Ingresso libero con tessera garage 2020/21
Le due mostre sono visitabili dalle 16 alle 20 anche martedì 18, mercoledì 19 e giovedl 20 maggio. Successivamente su appuntamento e durante i prossimi eventi al garage.
Visitatori e visitatrici si impegnano ad indossare la mascherina sia all’interno che all’esterno dello spazio e a rispettare le norme igieniche.
> Link per scaricare e compilare la domanda di adesione all’associazione da far pervenire compilata all’email garage.enna@gmail.com o da consegnare all’ingresso: https://drive.google.com/…/1tNhZ7DbIGh41iru046jWTQ…/view
Informazioni sulle mostre
IL CHIANO
‘Uso fotografie in bianco e nero per tenere viva la memoria di posti e di anime siciliane. La mia identità non è importante, la nostra si.
Non ci può essere futuro se non si tiene bene a mente il passato. Nei volti, nelle espressioni, negli sguardi di chi ha vissuto nei nostri territori, ci sono luci e ombre che ci ricordano da dove veniamo e ciò che ha veramente importanza in un’epoca come la nostra, fatta di troppe apparenze e poca sostanza.’
DIMENSIONI DEL DIALOGO / OFFLINE ACCUMULATION
Il Garage Arts Platform ha dato il via da metà dicembre 2020 a un formato inusuale di allestimento dettato dalla necessità di adattamento alle contingenze e dalla volontà di trovare una via per tener viva l’attività artistica al di fuori della realtà digitale.
Per far fronte al prolungamento delle misure per il contenimento dei contagi da COVID-19 e nel rispetto delle stesse norme, diversi artisti e artiste, individualmente, hanno lavorato nello spazio del garage. Ogni artista ha lasciato nello spazio il proprio lavoro e ha invitato per il giorno successivo un artist* dell’altro sesso o genere a compiere la stessa azione. Questa catena di interventi e inviti si è protratta fino alle prime settimane di maggio quando nuovi regolamenti meno restrittivi rendono possibile l’apertura. La mostra, risultato dell’accumulo di tutti gli interventi, può adesso essere aperta al pubblico.
Attraverso questo processo si è cercato di riattivare il dialogo tra artist* grazie agli stimoli e scambi che scaturiscono dalla condivisione dello stesso spazio d’espressione, seppure in assenza. L’intervento, sia esso un manufatto, una composizione multimediale o la traccia di un passaggio, diventa una modalità di rappresentazione della propria presenza nello spazio e in quanto tale interagisce con gli altri interventi sia sul piano del sensibile che a livello concettuale.
I concetti di autorialità e di curatela sono depotenziati o quantomeno sfumati nelle proprie qualità di controllo, previsione e progettazione, al fine di ampliare le capacità di comprensione, assimilazione, risposta, composizione e superamento del carattere univoco della creazione artistica. Molteplici linee di significato e dialogo potranno nascere, svilupparsi e scomparire nel processo di accumulo dei lavori, sia durante la realizzazione della mostra, nella percezione di ogni artista, che in seguito per ogni visitatore e visitatrice, una volta aperta la mostra al pubblico.
“Dimensioni del dialogo”, il titolo di questo tentativo di mostra con approccio “additivo”, il cui periodo di apertura al pubblico sarà verosimilmente minore del periodo d’installazione della stessa, è ispirato da Možnosti dialogu (1982) dell’artista e regista ceco Jan Švankmajer, noto soprattutto per le sue opere d’animazione.
Durante il primo lockdown il Garage aveva, infatti, organizzato una serie d’incontri online con lo stesso titolo – Dimensioni del Dialogo – in diretta su Bedda Radio, con artist*, curatori e curatrici con cui collabora. Questa seconda chiusura forzata delle attività ha permesso di sperimentare e sviluppare un’altra tipologia di dialogo.


