Enna, 16 agosto 1965. Quella lettera che descrive la nostra città negli anni sessanta, scritta da Salvatore Morgana ad Antonio Giaimo
Da sempre subisco il fascino delle lettere scritte a mano in bella grafia. Stavo per leggere uno dei libri di mio zio dal titolo “Papi siciliani e concili ecumenici” scritto da Salvatore Morgana, socio della Società Siciliana di Storia Patria, autore a me sconosciuto. L’editore era di Enna: “L’Artigiana”. Aprendo il libro trovo una meravigliosa lettera manoscritta la cui carta comunica quanto sia stata custodita con grazia, ben piegata, amata. Non esito a leggerla scoprendo la mia città, negli anni sessanta, descritta con una dovizia di particolari che solo un professionista della parola può riuscire a comporre. Incuriosita chiedo a mio padre informazioni sull’esimio mittente e scopro con grande meraviglia e un pizzico di orgoglio che era uno stimato maestro elementare della scuola “Santa Chiara” appassionato di storia e cultura. Scriveva ad un giovane Antonio Giaimo ventenne che svolgeva la leva militare a Busto Arsizio presso i bersaglieri. Immagino avesse chiesto al maestro di tenerlo informato su Enna durante la sua assenza, perché il suo amore per questa città, celato da ironia e sarcasmo, è sempre stato intenso. Preferisco non aggiungere altro ma ricopiare stralci di una lettera che avrà il potere di affascinare i lettori per l’eloquio, l’armonia, i dettagli, l’eleganza, la punteggiatura e lo stile intellettuale. Viene fuori dallo scritto anche lo stile di vita mite che si conduceva ad Enna, immersi nel tempo delle stagioni e nello spazio di una montagna che incanta. La descrizione della città dona ancora oggi molti spunti di riflessione in giorni di campagna elettorale: siti culturali, turismo, economia sono gli argomenti che sessant’anni fa come adesso riteniamo fondamentali e identitari per la nostra città.
Enna 16 agosto 1965
Carissimo amico Giaimo,
il silenzio, dice il proverbio, è d’oro anche se qualche volta, come in questo caso, la parola è di platino. Comunque è passato il torrido di questa stagione che mi ha tenuto prostrato per causa della mia pressione. Adesso il caldo è ragionevole e anche io sono ragionevole e … più operoso. Per la cronaca nulla da registrare. Solita vita, solite discussioni tranne che una buona stagione automobilistica sulle rive del sonnolento Pergusa e le recite nel castello di Lombardia. Buono l’afflusso dei forestieri – non turisti – che comunque hanno affollato i luoghi dei loro svaghi. Non so se a Settembre – seconda decade – mi sarà possibile di venire a Milano e in tal caso è prevista una visita in caserma. Mi farebbe piacere, del resto lassù le distanze sono rese di facile superamento. Ogni tanto ho visto il suo papà e anche la mamma e il fratello. Stanno tutti bene. Qui continuano i lavori di restauro. Sono di turno i campanili del Carmine e di S. Francesco e continueremo. Il Castello di Lombardia l’ho fatto ripulire e ho fatto sistemare le inferriate nei pozzi e i cancelli dove mancavano. Di altro nulla di nuovo… (continuano informazioni private).
La ricordo sempre con particolare considerazione e si abbia un caldo abbraccio
suo Totò Morgana


