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Emergenza Coronavirus; verso la Fase Due; Cgil, Cisl, e Uil, Enna "Ripresa si ma nel rispetto della sicurezza e salute dei lavoratori"

Ripartenza graduale si ma nel pieno rispetto del protocollo sulla sicurezza e salute dei lavoratori firmato da Governo, datori di lavoro e parti sociali nei mesi scorsi. E’ questa la condizione essenziale per i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Nunzio Scornavacche, Carmela Petralia e Vincenzo Mudaro sull’ipotesi di inizio della Fase Due che dal 3 gennaio dovrebbe consentire a tante categorie di lavoro di riprendere l’attività. Ma per i tre dirigenti sindacali, qualsiasi decisione che si prenderà non può prescindere dalla garanzia della sicurezza dei lavoratori. Intanto con la dotazione a tutte le maestranze coinvolte dei dispositivi di protezione individuale. Ma poiché questo non basta, Scornavacche la Petralia e Mudaro chiederanno un incontro al Prefetto per la costituzione di un tavolo istituzionale con il coinvolgimento delle forze dell’ordine in modo da accentuare i controlli nelle aziende per verificare se sarà rispettato il protocollo. E c’è anche molta perplessità sulla celerità nell’effettuare tamponi da parte delle istituzioni sanitarie preposte poiché se un lavoratore dovesse essere contagiato si dovrà sapere immediatamente in modo da prendere poi eventuali provvedimenti a protezione ed a garanzia sia dello stesso che degli altri lavoratori. Ma per Cgil, Cisl e Uil, ancor prima del problema della ripresa c’è una emergenza sociale che sta venendo fuori in tutta la sua celerità. I tre sindacalisti hanno avuto nei giorni scorsi già due incontro in video conferenza con il sindaco di Enna per affrontare insieme questa emergenza e si ritengono soddisfatti su come il sindaco li abbia incontrati immediatamente dopo la loro richiesta. Tanto per fare capire di cosa stiamo parlando, il Comune di Enna ha provveduto a distribuire pacchi spesa e buoni spesa a circa 800 famiglie il che equivale a circa 3 mila persone, oltre il 10 per cento della popolazione cittadina. Senza considerare che oltre a questi ci sono i soggetti dei Cantieri di Servizio e fruitori del reddito di cittadinanza. Quindi una fascia a rischio molto più ampia di 3 mila persone. Quindi c’è da capire come intervenire il prima possibile visto che i comuni non possono essere lasciati soli e le risorse sia dello Stato che Regione non sono sufficienti. Cgil Cisl e Uil insieme alle loro rispettive categorie dei pensionati hanno chiesto la convocazione di un tavolo istituzionale con i sindaci capofila dei distretti sanitari per eventualmente rimodulare le risorse dei piani di zona e quindi ottimizzare ed utilizzare al meglio le risorse non utilizzate. Un terzo incontro tra parti sociali e sindaco di Enna dovrebbe tenersi in questi giorni.

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