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Emergenza Coronavirus MISURE DI CONCILIAZIONE E SOSTEGNO PER FAMIGLIE E LAVORATRICI/LAVORATORI

Emergenza Coronavirus
NOTA DELLA STRUTTURA NAZIONALE DONNE E POLITICHE DI PARITÀ E DI GENERE a cura di Antonella Iachetti
MISURE DI CONCILIAZIONE E SOSTEGNO PER FAMIGLIE E LAVORATRICI/LAVORATORI
Riferimenti normativi
DECRETO LEGGE 17 marzo 2020, n. 18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020)
È stato emanato il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 cosiddetto Decreto “Cura Italia” che prevede, fra l’altro, importanti misure a favore di famiglie e lavoratrici/lavoratori per far fronte all’emergenza Covid 19. Il Decreto è entrato in vigore il 17 marzo 2020. Esaminiamo alcuni degli articoli contenuti nel provvedimento riguardanti le principali misure di supporto e di aiuto alle famiglie e alle lavoratrici e ai lavoratori, in modo da favorirne e semplificarne la fruizione e l’utilizzo da parte degli aventi diritto.
Per alcuni dei provvedimenti contenuti nel Decreto devono ancora essere emanate le relative Circolari attuative. Forniremo, al riguardo, ulteriore informativa e documentazione. Nell’attesa abbiamo comunque inserito, nel presente approfondimento, alcune indicazioni pratiche per procedere in tempi brevi alle richieste e all’utilizzo.
Articolo 23
(Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335,
e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19)
CONGEDO PER GENITORI CON FIGLI FINO A 12 ANNI
Per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli di età non superiore ai 12 anni, è previsto un congedo (di seguito congedo parentale speciale) per un periodo massimo di 15 giorni (continuativo o frazionato), indennizzato al 50% della retribuzione (esclusi i ratei delle mensilità aggiuntive ovvero esclusa gratifica natalizia, tredicesima mensilità e agli altri premi o mensilità o trattamenti accessori ecc.).
I genitori hanno diritto a usufruire del congedo, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, a decorrere dal 5 marzo 2020.
I periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa. IMPORTANTE DAL 5 MARZO, CONVERSIONE DEL CONGEDO PARENTALE ORDINARIO IN CONGEDO SPECIALE Nel caso in cui, nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, i genitori avessero fruito del congedo parentale c.d. ordinario o del prolungamento del congedo parentale (di cui agli artt. 32 e 33 D.lgs. 151/2001, V. NOTA: CONGEDO PARENTALE ORDINARIO, PROLUNGAMENTO CONGEDO PARENTALE), i suddetti periodo di congedo sono convertiti nel congedo parentale speciale con diritto all’indennità del 50%, di cui sopra. Detti periodi di congedo parentale speciale non saranno né computati né indennizzati come congedo parentale ordinario.
DURATA
Il congedo parentale speciale è riconosciuto alternativamente a entrambi i genitori per un totale complessivo di 15 giorni.
ATTENZIONE!
I giorni di congedo parentale speciale sono 15 in totale, indipendentemente dal numero di figli da accudire. Condizione per accedere al beneficio è che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, o altro genitore disoccupato o non lavoratore.
CHIARIMENTO SU INDENNITÀ
L’indennità prevista dalla legge per il congedo parentale ordinario è il 30% della retribuzione inclusi i ratei delle mensilità aggiuntive, per esempio gratifica natalizia, tredicesima mensilità, trattamenti accessori ecc. Per quanto riguarda il congedo parentale speciale, invece, l’indennità prevista è il 50% della retribuzione, ma sono esclusi dal calcolo tutti ratei delle mensilità aggiuntive.
CONGEDO PER GENITORI CON FIGLI DISABILI
In caso di figli con disabilità grave ex legge 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado od ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, i genitori possono usufruire del congedo parentale speciale senza i previsti limiti d’età del figlio, sempre per un periodo massimo di 15 giorni (continuativo o frazionato), indennizzato al 50%.
Resta ferma la possibilità per i genitori di figli disabili gravi di usufruire dell’estensione del numero delle giornate di permesso retribuito per assistenza ai familiari disabili ex art. 33 L.104 (v. oltre, Articolo 24).
DIRITTO DI ASTENSIONE DAL LAVORO PER GENITORI CON FIGLI DA 12 A 16 ANNI
Per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli di età compresa fra i 12 anni e i 16 anni è previsto il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.
ATTENZIONE!
Condizione per accedere al beneficio è che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.
IN EVIDENZA Ferme tutte le specificità e particolarità delle misure viste finora, sottolineiamo che, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, i genitori: ➢ con figli fino a 12 anni, hanno la possibilità d’assentarsi dal lavoro usufruendo di un congedo parentale speciale, indennizzato al 50%, la cui durata massima è di 15 giorni (ferma ovviamente la possibilità d’accedere ad altre agevolazioni e/o permessi, per esempio congedo parentale ordinario, nel rispetto dei limiti e requisiti di legge); ➢ con figli da 12 anni a 16 hanno la possibilità d’assentarsi dal lavoro senza limiti di tempo, ma non è previsto il riconoscimento di alcuna indennità (ferma ovviamente la possibilità di accedere ad altre agevolazioni e/o permessi ove ne abbiamo i requisiti); ➢ con figli con disabilità grave ex legge 104, indipendentemente dall’età dei figli (purché gli stessi siano iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale), possono usufruire del congedo parentale speciale, indennizzato al 50%, ma sempre per un periodo massimo di 15 giorni (ferma ovviamente la possibilità di accedere ad altre agevolazioni e/o permessi, per esempio diritto allo smart working, V. oltre Articolo 39 permessi L.104 ecc.).
IMPORTANTE DISPOSIZIONI OPERATIVE PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANE Le procedure telematiche Inps verranno implementate per la presentazione delle domande di congedo parentale speciale e, al riguardo, è prevista l’emanazione di apposita Circolare Inps con le istruzioni per procedere. Nelle more, considerato che il Decreto Cura Italia non ha introdotto delle nuove modalità per la presentazione delle richieste (ferme restando le particolarità della nuova disciplina sopra rappresentata), riteniamo possibile procedere alla richiesta del congedo parentale con le modalità previste finora: – comunicazione al datore di lavoro dei giorni di congedo di cui il lavoratore intende usufruire; – domanda telematica Inps, che, al momento e fino all’implementazione indicata, è quella ordinaria. Eventualmente, ove ci sia la possibilità d’inserire delle “note”, consigliamo di indicare che “il congedo è richiesto ai sensi dell’articolo 23 del D.L. n. 18/2020” – ricordando, che i giorni di congedo parentale “ordinario” o “prolungato per figli disabili in situazioni di gravità” fruiti dal 5 marzo in poi saranno convertiti in giorni di congedo parentale speciale.
BONUS PER ACQUISTO SERVIZI BABY SITTING
In alternativa al congedo parentale speciale e per i medesimi lavoratori beneficiari, a decorrere dall’entrata in vigore delle presenti disposizioni, è possibile richiedere un bonus fino a 600 euro per l’acquisto di servizi di baby-sitting da utilizzare per prestazioni effettuate per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.
ATTENZIONE!
Il bonus è alternativo al congedo parentale speciale: quindi, può essere richiesto solo se non si fruisce di tale congedo. Può essere richiesto dagli stessi lavoratori a cui spetterebbe il congedo parentale speciale ovvero:
– genitori con figli di età non superiore ai 12 anni,
– genitori di figli disabili, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, qualsiasi sia l’età dei figli.
L’erogazione del bonus avviene mediante il “Libretto Famiglia”, pertanto per la richiesta del bonus si dovrà far riferimento alla suddetta procedura. (V. NOTA: LIBRETTO FAMIGLIA)
È previsto nel Decreto che l’Inps stabilisca le modalità operative per accedere sia al congedo parentale speciale che al bonus per i servizi baby sitting. Le suddette agevolazioni saranno erogate fino al raggiungimento del limite di spesa complessivo stabilito dal D.L. ovvero 1.261,1 milioni di euro annui per l’anno 2020. IMPORTANTE Le agevolazioni di cui al presente articolo possono essere fruite anche dai genitori affidatari.
ALLERT!!!!
IN MERITO AL CONGEDO PARENTALE SPECIALE, RILEVIAMO CHE IL MESSAGGIO INPS N. 1281 DEL 20 MARZO 2020 DICE CHE TALE CONGEDO È FRUIBILE FINO AL 3 APRILE 2020. TALE DATA È ATTUALMENTE QUELLA PREVISTA PER LA CHUSURA DELLE SCUOLE, SECONDO QUANTO STABILITO DAI PROVVEDIMENTI NORMATIVI ATTUALMENTE IN VIGORE.
IN MERITO AL DIRITTO DI ASTENSIONE DAL LAVORO PER GENITORI CON FIGLI DA 12 A 16 ANNI, RILEVIAMO CHE IL MESSAGGIO INPS N. 1281 DEL 20 MARZO 2020 DICE CHE LA DURATA DELLO STESSO È DI 15 GIORNI. SUL PUNTO, EVIDENZIAMO CHE NEL DECRETO “CURA ITALIA” NON È FISSATO ALCUN LIMITE DI DURATA.
STIAMO MONITORANDO TALI QUESTIONI CON L’AUSILIO DELLE COMPETENTI STRUTTURE DELLA CONFEDERAZIONE E DELL’INAS: VI TERREMO AGGIORNATI SUGLI SVILUPPI.
NOTA: CONGEDO PARENTALE ORDINARIO (art 32 D.lgs. 151/2001)
Il Congedo parentale c.d. maternità/astensione facoltativa è il diritto di astenersi dal lavoro, per un certo periodo di tempo, riconosciuto a ciascun genitore nei primi dodici anni di vita del bambino al fine di prendersi cura del figlio e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali. La legge stabilisce i limiti massimi di fruibilità del congedo parentale. Essi variano a seconda che i genitori siano entrambi, uno solo dei due o nessuno dei due lavoratori dipendenti. Il periodo massimo di congedo parentale fra i due genitori è di 10 mesi (elevabili ad 11 mesi in casi particolari).
Il congedo parentale è indennizzato (a carico) dall’Inps e anticipato dal datore di lavoro nella misura del 30% della retribuzione, inclusi i ratei delle mensilità aggiuntive, (art. 23, D.lgs. 151/2001), per:
– un periodo massimo di 6 mesi fra entrambi i genitori
– e se utilizzato entro i 6 anni di vita del bambino.
Dopo i 6 mesi di utilizzo e/o dopo i 6 anni di vita e comunque fino agli 8 anni d’età del bambino, l’indennità è riconosciuta entro un certo limite reddituale (reddito individuale del genitore richiedente deve essere inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione fissato di anno in anno dall’Inps. Per l’anno 2018: euro 16.491,15 (ovvero euro 6.596 per 2,5). Dagli 8 ai 12 anni di età del bambino non vi è indennità.
PROLUNGAMENTO CONGEDO PARENTALE (art. 33 D.lgs. 151/2001)
Il prolungamento del congedo parentale è il periodo di astensione facoltativa dal lavoro ulteriore rispetto al congedo parentale ordinario del quale possono usufruire i genitori lavoratori dipendenti che abbiano figli minori di 12 anni in situazione di handicap grave (ex art. 33 Legge 104/92).
Spetta per ogni figlio minore con handicap in situazione di gravità anche in caso di adozione/affidamento:
✓ indifferentemente alla madre o al padre.
✓ al genitore lavoratore dipendente anche se l’altro genitore non ne ha diritto (casalinga, disoccupato, pensionato ecc.)
Requisiti:
1. riconoscimento dello stato di grave handicap del figlio
2. età del bambino: entro il compimento del dodicesimo anno
3. mancanza di ricovero a tempo pieno in istituto specializzato, salvo (circ. Inps 32/2012):
• il caso in cui la presenza del genitore sia richiesta dai sanitari;
• interruzione del ricovero per necessità del disabile di recarsi fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite o terapie;
• ricovero a tempo pieno di un disabile in coma vigile e/o in situazione terminale;
Per ricovero a tempo pieno si intende quello, per le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.
La ricorrenza delle situazioni eccezionali di cui sopra dovrà naturalmente risultare da idonea documentazione medica che l’amministrazione è tenuta a valutare.
Durata e modalità di fruizione: il periodo massimo di fruizione è 3 anni, comprensivo dei congedi parentali ordinari, per ogni figlio disabile.
Frazionamento: può essere utilizzato in maniera continuativa o frazionata, a giorni, a settimane o a mesi. Non può però essere frazionamento ad ore. I genitori si possono alternare nella fruizione sia del congedo parentale sia del prolungamento del congedo parentale. Poiché il prolungamento del congedo spetta indifferentemente alla madre o al padre essi si possono alternare anche nell’utilizzo del prolungamento del congedo stesso.
Indennizzo: 30% della retribuzione (su 12 mensilità), inclusi i ratei delle mensilità aggiuntive (come per il congedo parentale ordinario).
Contribuzione: contribuzione figurativa piena al 100%. Non maturano né le ferie, né la tredicesima mensilità. È però computato nell’anzianità di servizio.
NOTA: LIBRETTO FAMIGLIA Il Libretto Famiglia è uno strumento per gestire l’utilizzo delle prestazioni di lavoro occasionali, regolato dall’ articolo 54-bis, legge 24 aprile 2017, n. 50 nonché dalla Circ. Inps n. 107/2017.
Possono fare ricorso al Libretto Famiglia soltanto le persone fisiche, non nell’esercizio dell’attività professionale o d’impresa, per remunerare esclusivamente le prestazioni di lavoro occasionali rese in loro favore per:
a) lavori domestici, inclusi i lavori di giardinaggio, di pulizia o di manutenzione (servizi domestici);
b) assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità (compresi servizi di baby sitting e similari);
c) insegnamento privato supplementare (ripetizioni private).
Il Libretto Famiglia è composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro, utilizzabili per compensare prestazioni di durata non superiore a un’ora. Il valore nominale di 10 euro è così suddiviso:
– euro 8,00 per il compenso a favore del prestatore;
– euro 1,65 per la contribuzione ivs alla Gestione separata Inps;
– euro 0,25 per il premio assicurativo Inail;
– euro 0,10 per il finanziamento degli oneri di gestione della prestazione di lavoro occasionale e dell’erogazione del compenso al prestatore. Per avere accesso alle prestazioni del Libretto Famiglia sia l’utilizzatore che il prestatore (di lavoro) devono accedere e registrarsi nell’apposita piattaforma on line predisposta dall’Inps (servizio online dedicato): www.inps.it/ Prestazioni Occasionali. Per maggiori info su operatività Libretto Famiglia, V. Circ. Inps n.107/2017.
Articolo 24
(Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104)
PERMESSI PER LAVORATORI DISABILI E CAREGIVER
Per i mesi di marzo e aprile 2020, i 3 giorni di permesso mensile retribuito, coperti da contribuzione figurativa, (art. 33, comma 3, Legge 104/92) sono incrementati di ulteriori e complessive 12 giornate.
L’agevolazione in questione riguarda:
– i lavoratori beneficiari dei permessi mensili retribuiti per assistenza ai figli con handicap grave di cui al combinato disposto dell’art. 42, commi 2 e 3, D.lgs. 151/2001 e dell’art. 33, comma 3, L. 104/92, in alternativa agli altri benefici (V. oltre NOTA: TESTO DI LEGGE);
– i lavoratori beneficiari dei permessi mensili retribuiti per assistenza a familiari disabili portatori di handicap grave di cui all’art. 33, comma 3, L. 104/92 (V. oltre NOTA: TESTO DI LEGGE);
– i lavoratori con handicap grave beneficiari dei permessi mensili di cui all’art. 33, comma 6, L. 104/92 (V. oltre NOTA: TESTO DI LEGGE).
CHIARIMENTO
I 12 giorni di permesso aggiuntivo (usufruibili anche a ore) si aggiungono ai 3 giorni di permesso mensile già previsti dalla Legge 104/92. Pertanto, i lavoratori che assistono una persona con disabilità grave e quelli a cui è riconosciuta una disabilità grave hanno a disposizione, complessivamente per i mesi di marzo e aprile 2020, 18 giorni di permesso retribuito coperto da contribuzione figurativa. Le persone che hanno diritto a tali permessi possono scegliere come distribuire i 18 giorni nei due mesi (attenzione: solo i giorni di permesso aggiuntivo non “scadono” a fine mese).
Possibili modalità d’utilizzo dei permessi L. 104 nei mesi di marzo e aprile:
Esempio 1: marzo: 3 giorni permesso ordinario + 6 giorni permesso aggiuntivo
aprile: 3 giorni permesso ordinario + 6 giorni permesso aggiuntivo
Esempio 2: marzo: 3 giorni permesso ordinario
aprile: 3 giorni permesso ordinario + 12 giorni permesso aggiuntivo
Esempio 3: marzo: 3 giorni permesso ordinario + 5 giorni permesso aggiuntivo
aprile: 3 giorni permesso ordinario + 7 giorni permesso aggiuntivo
IMPORTANTE DISPOSIZIONI OPERATIVE Le modalità per la richiesta e l’utilizzo dei permessi ex L.104 (ordinari e aggiuntivi) rimangono le stesse di sempre. Pertanto, chi ad oggi ha già diritto ai permessi mensili ex L.104 può chiedere di usufruire dei permessi aggiuntivi di cui al Decreto “Cura Italia”. Infatti, il Decreto ha solamente esteso i giorni di permesso utilizzabili, ma senza modificare le modalità di presentazione della richiesta dei permessi. Probabilmente le procedure telematiche dell’Inps per la presentazione delle domande relative alla richiesta di permesso verranno implementate, ma riteniamo che fino ad allora si possa procedere con le attuali modalità: ➢ per i lavoratori già in precedenza autorizzati alla fruizione dei permessi, si tratterà di comunicare al datore di lavoro i giorni in cui vengono utilizzati i permessi (sia ordinari che aggiuntivi) ➢ per i lavoratori che non sono stati in precedenza autorizzati e richiedono i permessi, per la prima volta nei mesi di marzo e aprile, si dovrà avviare la procedura standard
CUMULO DEI PERMESSI
(Fonte FAQ, sito Ministero del Lavoro – versione al 23 marzo 2020 ore 12,30)
Le nuove disposizioni hanno aumentato i giorni di permesso mensile senza modificare le modalità di richiesta e il diritto agli stessi. Pertanto, se si aveva diritto ai giorni di permesso in base alle previsioni della legge 104/1992 per più di un familiare, si continuerà ad averne diritto con possibilità di cumulo dei permessi.
Esempio: Se prima del Decreto si aveva diritto ad assistere due familiari con 6 giorni di permesso mensili totali, ora si avrà diritto a totali 36 giorni di permesso (6 + 6 di permessi ordinari e 12 +12 di permessi aggiuntivi) da utilizzare fra i mesi di marzo e aprile 2020.
ALLERT!!!!
RILEVIAMO CHE, DA UNA PRIMA LETTURA DEL MESSAGGIO INPS N. 1281 DEL 20 MARZO 2020, SEMBREREBBE CHE I GIORNI AGGIUNTI DI PERMESSO EX L. 104 SIANO RISERVATI AI SOLI CAREGIVER. LA SUDDETTA INTEPRETAZIONE È IN CONTRASTO CON QUANTO AFFERMATO NELLE FAQ COMPARSE SUL SITO DEL MINISTERO DEL LAVORO (versione al 23 marzo 2020 ore 12,30), NELLE QUALI SI AFFERMA ESPLECITAMENTE CHE GLI STESSI SONO USUFRUIBILI ANCHE DAI LAVORATORI DISABILI.
Per maggiori info:
http://disabilita.governo.it/it/notizie/nuovo-coronavirus-domande-frequenti-sulle-misure-per-le-persone-con-disabilita/
STIAMO VERIFICANDO ANCHE QUESTO PUNTO E VI TERREMO AGGIORNATI.
NOTA BENE: TESTO DI LEGGE
ARTICOLO 33, Legge 104/1992 “Agevolazioni”
1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 26 MARZO 2001, N. 151. 2. I soggetti di cui al comma 1 possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino. 3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera
continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente. Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti (*). 3-bis. Il lavoratore che usufruisce dei permessi di cui al comma 3 per assistere persona in situazione di handicap grave, residente in comune situato a distanza stradale superiore a 150 chilometri rispetto a quello di residenza del lavoratore, attesta con titolo di viaggio, o altra documentazione idonea, il raggiungimento del luogo di residenza dell’assistito. 4. Ai permessi di cui ai commi 2 e 3, che si cumulano con quelli previsti all’articolo 7 della citata legge n. 1204 del 1971, si applicano le disposizioni di cui all’ultimo comma del medesimo articolo 7 della legge n. 1204 del 1971, nonché quelle contenute negli articoli 7 e 8 della legge 9 dicembre 1977, n. 903. 5. Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. 6. La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità può usufruire alternativamente dei permessi di cui ai commi 2 e 3, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso. 7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5 si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazione di gravità. 7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’Inps accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
(*) La Corte Costituzionale, con sentenza 5 luglio – 23 settembre 2016, n. 213 (in G.U. 1ª s.s. 28/09/2016 n. 39) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale “dell’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall’art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro) nella parte in cui non include il convivente – nei sensi di cui in motivazione – tra i soggetti legittimati a fruire del permesso mensile retribuito per l’assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, in alternativa al coniuge, parente o affine entro il secondo grado.”
ARTICOLO 42, D.lgs. 151/2001 “Riposi e permessi per i figli con handicap grave”
1. Fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità e in alternativa al prolungamento del periodo di congedo parentale, si applica l’articolo 33, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, relativo alle due ore di riposo giornaliero retribuito. 2. Il diritto a fruire dei permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto, in alternativa alle misure di cui al comma 1, ad entrambi i genitori, anche adottivi, del bambino con handicap in situazione di gravità, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera continuativa nell’ambito del mese. (omissis)
Articolo 26
(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato)
QUARANTENA E PERMANENZA DOMICILIARE EQUIPARATI A MALATTIA
Per i lavoratori dipendenti del settore privato, i periodi di quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria disposti ai sensi di legge (art. 1, comma 2, lettere h) e i) del D.L. n. 6 del 23 febbraio 2020) sono equiparati alla malattia ai fini del trattamento economico e non sono computabili ai fini del periodo di comporto. In questa ipotesi, il certificato medico è redatto dal medico
curante che dovrà riportare gli estremi del provvedimento dell’operatore di sanità pubblica che ha disposto la quarantena o la permanenza domiciliare.
I certificati di malattia trasmessi prima dell’entrata in vigore delle presenti disposizioni sono validi anche in assenza del provvedimento dell’operatore di sanità pubblica che ha disposto la quarantena o la permanenza domiciliare.
MALATTIA
Il certificato medico per malattia accertata da COVID-19 è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche. In questo caso non è necessario alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.
INFORTUNIO SUL LAVORO
Nei casi accertati di infezione da Coronavirus in occasione di lavoro sarà riconosciuto l’infortunio sul lavoro con la relativa tutela per l’infortunato. Nei suddetti casi, le prestazioni Inail sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro. (Art. 42 “Disposizioni Inail”, Decreto Cura Italia)
ATTENZIONE!
POSSIBILITÀ DI RESTARE A CASA
Fino al 30 aprile, per i lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (ex art. 3, comma 3, L. 104/92) nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita (ex art. 3, comma 1, L. 104/92), il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero.
AI LAVORATORI CON DISABILITÀ GRAVE EX L. 104 O CHE ABBIANO NEL PROPRIO NUCLEO FAMILIARE UNA PERSONA CON DISABILITÀ GRAVE EX L. 104 È, ALTRESI’, RICONOSCIUTA LA POSSIBILITÀ DI LAVORARE IN SMART WORKING FINO AL 30 APRILE 2020, A CONDIZIONE CHE TALE MODALITÀ SIA COMPATIBILE CON LE CARATTERISTICHE DELLA PRESTAZIONE (V. oltre Articolo 39).
Articolo 36
(Disposizioni in materia di patronati)
Gli istituti di Patronato e di assistenza sociale, considerato lo stato di emergenza epidemiologica da Covid 19, possono, tra l’altro:
– acquisire in via telematica il mandato di patrocinio (fino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria). Il suddetto mandato dovrà essere regolarizzato immediatamente – ai sensi della normativa vigente – una volta cessata l’attuale situazione emergenziale prima della formalizzazione della relativa pratica all’istituto previdenziale;
– approntare misure organizzative che prevedono, in deroga alle disposizioni di legge, una riduzione degli orari di apertura al pubblico e un’apertura delle sedi solo nei casi in cui non sia possibile operare mediante l’organizzazione dell’attività con modalità a distanza, ciò anche al fine di ridurre il numero di personale presente negli uffici e di diminuire l’afflusso dell’utenza.
ATTENZIONE!
Per il conferimento telematico del mandato e l’invio di documenti per le richieste è possibile scaricare qui il modulo (riportato anche in allegato) da inviare per email al Patronato Inas Cisl di competenza territoriale.
Articolo 39
(Disposizioni in materia di lavoro agile)
DIRITTO AL “LAVORO AGILE” (SMART WORKING)
Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti con disabilità grave (ex art. 3, comma 3, L. 104/92) o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave (ex art. 3, comma 3, L. 104/92) hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
PRIORITÀ D’ACCESSO AL “LAVORO AGILE” (SMART WORKING)
È riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle richieste di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa.
NOTA BENE
ARTICOLO 3, LEGGE 104/1992 “Soggetti aventi diritto”
1. È persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. 2. La persona handicappata ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative. 3. Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici. 4. La presente legge si applica anche agli stranieri e agli apolidi, residenti, domiciliati o aventi stabile dimora nel territorio nazionale. Le relative prestazioni sono corrisposte nei limiti e alle condizioni previste dalla vigente legislazione o da accordi internazionali.
Articolo 47
(Strutture per le persone con disabilità e misure compensative di sostegno anche domiciliare)
SOSPENSIONE ATTIVITÀ CENTRI PER PERSONE CON DISABILITÀ
L’attività di tutti i Centri semiresidenziali – comunque siano denominati dalle normative regionali – a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità, è sospesa dalla data di entrata in vigore del DL e fino alla durata dello stato di emergenza (art. 2, comma 1, Decreto 9 marzo 2020). La Asl, d’accordo con gli Enti gestori dei suddetti Centri, può attivare interventi non differibili in favore delle persone con disabilità ad alta necessità di sostegno sanitario purché la tipologia delle prestazioni e l’organizzazione delle strutture stesse consenta il rispetto delle previste misure di contenimento per la diffusione del virus Covid 19.
ASSENZA DAL LAVORO: GENITORI CONVIVENTI DI PERSONA CON DISABILITÀ
A condizione che sia preventivamente comunicata e motivata l’impossibilità di accudire la persona con disabilità a seguito della sospensione delle attività dei Centri di cui sopra, l’assenza dal posto di lavoro da parte di uno dei genitori conviventi di una persona con disabilità non può costituire giusta causa di recesso dal contratto di lavoro ai sensi di legge (art. 2119 del codice civile).
Articolo 48
(Prestazioni individuali domiciliari)
Durante la sospensione dei servizi educativi e scolastici e delle attività socio-sanitarie e socio-assistenziali nei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, laddove disposta da ordinanze regionali o altri provvedimenti, le pubbliche amministrazioni forniscono prestazioni in forme
individuali domiciliari o a distanza o rese negli stessi luoghi ove si svolgono normalmente i servizi senza ricreare aggregazione e nel rispetto delle direttive sanitarie.
Le priorità nello svolgimento di tali servizi saranno individuate dalla stessa amministrazione competente, tramite coprogettazioni con gli enti gestori, che adotterà altresì specifici protocolli che definiscano tutte le misure necessarie per assicurare la massima tutela della salute di operatori ed utenti.
Articolo 63
(Premio ai lavoratori dipendenti)
PREMIO PER LAVORATORI DIPENDENTI
Per il mese di marzo 2020, è previsto un premio pari ad euro 100 (da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede nel suddetto mese di marzo) per i titolari di redditi di lavoro dipendente che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente (da non confondere con ISEE!) dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro. IMPORTANTE Il premio non concorre alla formazione del reddito e sarà riconosciuto, in via automatica, dalle Aziende (in quanto sostituti d’imposta) a partire dalla retribuzione del mese di aprile e comunque entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.
Articolo 66
(Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19)
Al fine di agevolare e incentivare il sostegno economico da parte dei privati cittadini e delle imprese alle misure di contrasto per l’emergenza da COVID 19, sono state previste nel Decreto “Cura Italia” specifiche detrazioni fiscali per le erogazioni liberali.
DETRAZIONI FISCALI PER EROGAZIONI LIBERALI IN DENARO E IN NATURA
Viene prevista una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro, per le erogazioni liberali in denaro o in natura, effettuate nel corso del 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Se le erogazioni liberali in natura o in denaro sono disposte da soggetti titolari di reddito di impresa si applica l’art. 27 della legge 13 maggio 1999 n. 133 (*), inoltre le medesime erogazioni liberali, ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, sono deducibili nell’esercizio in cui sono effettuate ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.
(*) LEGGE N. 133/1999, ARTICOLO 27 (Disposizioni in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche)
1. Sono deducibili dal reddito d’impresa ai fini delle relative imposte le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri Stati, per il tramite di fondazioni, di associazioni, di comitati e di enti. 2. Non si considerano destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ai sensi degli articoli 53, comma 2, e 54, comma 1, lettera d), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, i beni ceduti gratuitamente ai sensi del comma 1. 3. I trasferimenti dei beni di cui ai commi 1 e 2, effettuati per le finalità di cui al comma 1, non sono soggetti all’imposta sulle donazioni. ((4. Le fondazioni, le associazioni, i comitati e gli enti di cui al comma 1 sono identificati ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 giugno 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 155 del 5 luglio 2000)) … omissis.
Roma, 23 marzo 2020
STRUTTURA NAZIONALE
DONNE E POLITICHE DI PARITÀ E DI GENERE

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