Un appello alla struttura di coordinamento, dell’emergenza, la Protezione Civile, a reperire dispositivi di protezione. E’ quanto esortano aziende, sindacati e lavoratori del servizio pulizia, cucina e manutenzione termica ed idraulica nei 4 nosocomi ennesi l’Umberto I di Enna ed il Chiello di Piazza Armerina, Ferro Capra Branciforti, Basilotta di Nicosia. Infatti se da un lato personale medico e paramedico è quello in prima linea in questa “guerra”, immediatamente dietro ad un solo si trova questo “esercito” per tanti “invisibile” di circa 250 persone di ditte esterne che con i loro servizi h24, contribuiscono in maniera determinante alla stessa vita degli ospedali. Ma da tutti l’allarme è lo stesso. I dispositivi di protezione iniziano a scarseggiare e le scorte ad esaurirsi. Una speranza è che nel più breve tempo possibile inizi una produzione di mascherine con aziende tessili siciliane tra cui anche ennesi. Ma sino a quando non si inizia c’è la necessità di dover fare fronte al grande consumo giornaliero. Circa 150 sono i lavoratori delle ditte Puliservice, Operosa e Pfe, che fanno capo al servizio di pulizia e sanificazione e anche come inservienti e che sono di fatto sono quelli che stanno a più stretto contatto con il personale medico e paramedico. Ma non di meno sono gli altri circa 50 a testa sia del servizio mensa per conto della ditta Serenissima che della manutenzione degli impianti termini ed idraulici per conto della Engie. Ed il paradosso è che se da un lato senza dispositivi di protezione garantire il servizio diventa molto difficile dall’altro fermare queste attività significherebbe la paralisi degli ospedali. “E’ una situazione complicata – commenta il direttore provinciale della Cna (che associa ditte in particolare delle pulizie) Stefano Rizzo – comprendiamo il momento difficile per tutti e per questo si chiede un aiuto a chi di competenza di mettere le imprese in condizioni di garantire la sicurezza ai propri dipendenti”. “I lavoratori sono consapevoli di quello che sta accadendo – continua Roberto Di Vincenzo segretario provinciale della Filcams Cgil che abbraccia le categorie dei pulizieri e mense – e sono pronti a dare il loro contributo per far funzionare al meglio le strutture ospedaliere. Ma che vengano messi nelle condizioni di lavorare con serenità”.


