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EDUCAZIONE CIVICA E SALUTE BENE COMUNE DALLE PIETRE ALLE NARRAZIONI: L’AMBIENTE COME METAFORA DELLA CONVIVENZA CIVILE

Riccardo Marzo 2, 2022 6 minuti letti

EDUCAZIONE CIVICA E SALUTE BENE COMUNE
DALLE PIETRE ALLE NARRAZIONI: L’AMBIENTE
COME METAFORA DELLA CONVIVENZA CIVILE
E PUNTO D’INCROCIO DELLE RESPONSABILITÀ
DI SINGOLI, COMUNITÀ, MERCATO E ISTITUZIONI

Infrastrutture, capitalismo naturale, raccolta differenziata
tra i temi affrontati dai relatori del terzo seminario
di Ufficio Scolastico Regionale e Rete Civica della Salute
Il ciclo di webinar si concluderà il 9 marzo con il focus
su cittadinanza digitale e valore della comunicazione

Responsabilità, certo, ma anche emozioni, economia, timori, convivenza, speranza: sono tante le parole che tornano nella riflessione a più voci di cui si compone il terzo dei quattro webinar dedicati a “Educazione civica e salute bene comune” e realizzati nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia (USR), Rete Civica della Salute (RCS) e Conferenza dei Comitati Consultivi delle aziende sanitarie (CCA).
L’ambiente – tutela, custodia e rigenerazione – è il tema centrale ed è così ampio da “aggredire” le coscienze da tanti punti di vista. I relatori lo affrontano “in punta di piedi”, sia per la sua complessità sia perché – come ricorda in premessa Pieremilio Vasta, ideatore e coordinatore della Rete Civica della Salute – le nuove generazioni, quegli studenti per i quali i seminari sono pensati come attività preparatoria di specifica offerta didattica, hanno mostrato di avere una sensibilità avanzata e un interesse profondo per questa tematica, e talvolta è da loro che “gli adulti di riferimento” devono prendere “lezioni”.
Una considerazione a cui fa eco Giuseppe Pollicino, esperto della Regione Siciliana e componente del tavolo nazionale sull’energia, il quale, dopo la constatazione della necessità di una “collaborazione sistemica” tra dipartimenti, assessorati, competenze e procedure per la quale la presidenza Musumeci ha istituito una “cabina di regia” super partes, si sofferma sulla scuola come “snodo portante” dell’intero processo, perché – ricorda – attraverso la sensibilità dei figli si raggiungono le famiglie, i genitori, gli anziani.
E se, per problemi tecnici viene rimandato al prossimo webinar, in programma il 9 marzo, il contributo di Salvatore Cocina, dirigente generale Dipartimento Protezione Civile Regione Siciliana, qui si parla di ambiente come di un insieme di suggestioni che danno nutrimento all’anima, ispirazione all’arte, fondamento alla lettura del reale, cittadinanza al dialogo tra generazioni. Lo sottolinea Felice Cavallaro, presidente “Strada degli Scrittori” e giornalista, che dalla Cunzirìa di Mastro don Gesualdo arriva alla Scala dei Turchi vandalizzata, dalla Sicilia ricreata in Lazio dal regista Roberto Andò, per la contaminazione urbanistica sopraggiunta, giunge alla “nuova” casa di Pirandello in Contrada Caos dove i display hanno sostituito, anziché aggiungersi, i mobili le carte e le atmosfere originali. Cavallaro ricorda il Presidente Mattarella che cita il professor Pietro Carmina, vittima del crollo di Ravanusa, il quale ai “suoi” ragazzi aveva scritto tra l’altro: «Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha. Non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi. Caricatevi sulle spalle chi non ce la fa. Voi non siete il futuro, siete il presente. Vi prego: non siate mai indifferenti». Il giornalista conclude esortando a far sì che «la meglio gioventù che ha ripulito la Scala dei Turchi diventi un esercito stabilmente attivo».
È proprio questa spinta ad una educazione civica che travalica l’istruzione e coniuga nella trasversalità le diverse discipline l’obiettivo primario dell’iniziativa, come sottolineano Bernardo Moschella, dirigente USR Sicilia, e Ignazio Testoni, docente assegnato all’USR Sicilia sui Progetti Nazionali. E l’archeologa Valentina Caminneci racconta come «un’ottima legge della Regione Siciliana poi presa a modello a livello nazionale» abbia consentito autonomia finanziaria, flessibilità e innovazione nella gestione del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, con il privato, sociale e non, che partecipa in prima linea, come nel caso del rinato Giardino della Kolymbethra a cura del FAI, con la comunità coinvolta e protagonista, negli orti sociali, nelle produzioni doc (con un brand vero e proprio, Diodoros, per la commercializzazione di olio e vino, e poi i mandorli, le confetture, il miele, i nettari, le erbe aromatiche), nei percorsi didattici gratuiti, negli itinerari green, in quelli sotterranei, a cavallo, di trekking… Una best practice premiata (Premio Paesaggio del Ministero Beni Culturali nel 2017, menzione speciale del Consiglio d’Europa nel 2018) che – sottolinea la studiosa – «è partita dallo sviluppo per arrivare alla conservazione», dimostrando che l’ecologia “rende”, che si può superare, con beneficio concreto, attuale e futuro, la contrapposizione tra ecologia ed economia.
Quella culturale è dunque una delle prime barriere da abbattere. Ed ecco che lo declina nella vita di ogni giorno Antonino Lo Brutto, esperto di politiche attive per l’ambiente e coordinatore provinciale RCS di Agrigento. Con il piglio dell’architetto che anzitutto fa i conti per verificare la fattibilità di un progetto, il relatore illustra i risparmi (centinaia e migliaia di euro per singola famiglia, o scuola, o comune) e i guadagni (anche qui di entità significativa) che derivano dalla raccolta differenziata, riepiloga l’intero processo che trasforma il rifiuto in risorsa, parla di risparmio e comportamenti, di rispetto dell’ambiente e di “nuova vita” di oggetti e indumenti. E completa il ragionamento con una indicazione precisa: i Comuni facciano pagare alle famiglie le tasse solo sul “secco residuo”, l’indifferenziato, sia per incentivare la raccolta differenziata sia per una questione di giustizia sociale, perché «i protagonisti primi dell’intero processo siano i cittadini».
Interrogativi ed esortazioni provengono poi dai testimonial. Giuseppe Mazzotta, WWF Sicilia Area Mediterranea, connette anche ad Agenda ONU 2030 una serie di politiche e pratiche di tutela, rispetto e rigenerazione dell’ambiente «indispensabili e indifferibili», Manuela Leone, CEO New Circular Solutions, parla di capitalismo naturale e sottolinea come il PIL, la ricchezza finanziaria, sia uno strumento inadeguato a misurare «la salute dell’economia», che è invece esito di molti indicatori, come ribadito da diversi autorevoli economisti, Tommaso Castronovo, Legambiente Sicilia, parla dell’infrastrutturazione “sbagliata” che ha dato vita a centinaia di incompiute (in Sicilia il 25% di tutte le incompiute del Paese) e ricorda che la pianificazione infrastrutturale virtuosa parte da un progetto condiviso e dà risposta a bisogni veri, e Gero La Rocca, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Sicilia, ritorna all’inizio delle riflessioni. «Tutto è interconnesso e ha impatto sulla vita di ciascuno. Lo ha dimostrato la pandemia. Lo sta dimostrando la guerra. La sfida è l’integrazione tra modelli di sviluppo e modelli culturali. L’impresa deve essere chiamata a fare la propria parte, ma la classe dirigente deve dare risposte sul “funzionamento” dei territori. Servono le riforme che consentano una vera integrazione tra mercato, stato e comunità. La digitalizzazione e la sburocratizzazione della pubblica amministrazione sono, per esempio, premesse irrinunciabili».
Con i saluti degli organizzatori, Vasta, Moschella, Testoni e l’avv. Pier Francesco Rizza, presidente della Conferenza dei CCA, il webinar si conclude dando appuntamento al prossimo e ultimo seminario, in programma il 9 marzo, con inizio alle ore 15. Introdotto dall’intervento del Responsabile della Protezione Civile regionale Salvatore Cocina, sarà focalizzato su cittadinanza digitale e comunicazione e vedrà gli interventi di Iria Cogliani, Alessia Cotroneo e Giuseppe D’Avella (iTAM srl, Parliament Watch Italia), Salvatore Gullotta, coordinatore provinciale RCS Catania, medico di famiglia, Paolo Rugolo, coordinatore provinciale RCS Palermo, avvocato, Giuseppe Adernò, Riferimento Civico della Salute, dirigente scolastico emerito, Presidente Unione Cattolica Stampa Italiana, sezione di Catania.

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