Economia, analisi indicatori congiunturali Istituto Tagliacarne su Provincia di Enna
Albanese (Camera di Commercio Palermo Enna): “Volano le esportazioni, 5 indicatori su 10 in terreno positivo, aumenta il risparmio ma dati preoccupanti sull’occupazione”
Enna e la sua provincia fanno qualche passo indietro sul fronte degli indicatori economici messi a confronto con l’anno scorso. Cinque indicatori su 10 hanno una performance superiore alla media nazionale. In particolare, sono i dati sull’export, sul volume delle compravendite immobiliari, sulla consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale, sui prestiti alle imprese. E’ quanto si evince dall’analisi realizzata da “Dataview”, il barometro dell’economia territoriale del centro studi delle Camere di Commercio “G. Tagliacarne”, su dati Unioncamere – Istat. Enna e provincia non possono certamente sorridere, invece, per imprese attive, numero di imprese no profit, ma anche per start-up innovative.
“Il territorio di Enna conferma la sua forte vivacità nelle esportazioni sempre molto al di sopra della media nazionale – spiega Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna -. Potrebbe essere una ulteriore conferma che le poche realtà produttive restano fortemente competitive e propense ai mercati esteri, numeri positivi anche nel risparmio con il dato sui depositi che supera la media nazionale, anche i prestiti alle imprese restano superiori alla media nazionale, quindi il sistema bancario locale continua a sostenere l’economia e i risparmiatori riescono ancora a mettere da parte dei soldi. Continuano a preoccupare i dati relativi agli occupati e alle start-up innovative che sono in fase di stagnazione”, conclude Albanese.
Ecco tutti i dati relativi agli indicatori congiunturali di Enna e provincia con le percentuali e la media a livello nazionale e il raffronto temporale:
· Variazione percentuale delle imprese attive fra marzo 2025 e marzo 2026 -1,5% (Italia -0,9%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale della consistenza delle start-up innovative registrate fra marzo 2025 e marzo 2026 +0 % (Italia -3,5%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale della consistenza delle istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) fra marzo 2025 e marzo 2026 +5,3% (Italia +6,2%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale del numero di occupati fra il 2024 e il 2025 -3,6% (Italia +0,8%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale del numero di entrate previste di lavoratori delle imprese extra-agricole fra aprile-giugno 2025 e aprile-giugno 2026 -2,2% (Italia -0,8), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale del numero di ore di cassa integrazione guadagni fra gennaio-marzo 2025 e gennaio-marzo 2026 -10,6% (Italia -23,9%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale della consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale fra dicembre 2024 e dicembre 2025 +3,8% (Italia +3,2%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale della consistenza dei prestiti alle attività economiche fra dicembre 2024 e dicembre 2025 +0,6% (Italia -0,4%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale delle esportazioni fra il 2024 e il 2025 +67,2% (Italia +3,3%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
· Variazione percentuale del numero di transazioni normalizzate di abitazioni fra il 2024 e il 2025 +11,3% (Italia +6,4%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


