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“Donne di Ilio”, il mito che parla al presente: il Liceo Classico porta in scena il dolore dei vinti
Il laboratorio della Curvatura curricolare di Teatro e Drammaturgia Classica del Liceo Classico “Napoleone Colajanni”, dell’I.I.S. “N. Colajanni – P. Farinato” di Enna, Dirigente prof.ssa Maria Silvia Messina, torna in scena con un nuovo progetto teatrale di forte intensità civile e artistica: “Donne di Ilio. La dignità nella sconfitta: voci dalle rovine”, spettacolo con la regia di Elisa Di Dio, coordinato dalla professoressa Loredana Paci insieme ai docenti Piergiuseppe Battaglia e Daniela Colella.
L’opera, frutto di una rielaborazione dei drammi di Euripide, Seneca e Sartre, nasce dall’incontro di tre grandi voci della tradizione tragica e filosofica, rilette attraverso una nuova costruzione scenica che pone al centro non la città di Ilio degli eroi e dei vincitori, ma quella dei sopravvissuti, dei vinti, di chi resta tra le macerie della guerra. Ecuba, così, diventa simbolo universale del dolore dei popoli travolti dalla guerra e voce viva contro la violenza e i meccanismi del potere.
La regia mantiene un legame profondo con i testi originali, restituendoli però con una parola chiara, diretta, capace di dialogare con la sensibilità del presente. L’attualizzazione politica dello spettacolo non si fonda su riferimenti espliciti a singoli eventi storici, ma sulla volontà di far risuonare il mito dentro le dinamiche di potere che attraversano il nostro tempo. Un lavoro intenso, corale e profondamente umano, che invita il pubblico non solo alla visione, ma anche alla riflessione.
L’8 maggio sarà presentato un estratto dello spettacolo al Teatro “F. P. Neglia” di Enna, anticipando la prima ufficiale del 20 maggio che si terrà presso l’Auditorium dell’istituto nella sede di via Ingrà. Successivamente, “Donne di Ilio” rappresenterà l’istituto all’Amenanos Neos – Festival dei Giovani di Catania, portando in scena una tragedia antica che continua a interrogare il presente con straordinaria forza. Appuntamenti imperdibili per chi crede nel valore del teatro come memoria, denuncia e coscienza civile.


