Gaza: il gelo e il vento spazzano via le ultime speranze. Non lasciamoli soli nel fango
Piazza Armerina (EN)
29 dicembre 2025
A Gaza non si muore più solo per le armi, ma di freddo, di fango e di abbandono. Le notizie che arrivano in queste ore sono strazianti: una tregua che resta un filo sottilissimo mentre il meteo si accanisce su chi non ha più nulla.
Le immagini delle tende strappate dal vento, dei bambini che dormono per strada perché l’unico riparo è volato via, ci dicono che l’umanità è arrivata al punto di rottura. Solo a dicembre, quindici persone – tra cui diversi neonati – sono morte per il gelo. È un dolore che non può lasciarci indifferenti.
Come Associazione Don Bosco 2000, non abbiamo dimenticato i volti e le voci delle oltre duemila persone che lo scorso 29 settembre hanno sfilato con noi a Piazza Armerina per chiedere la pace a Gaza. In quell’occasione avevamo scritto all’Ambasciata d’Israele per chiedere pace e protezione per i civili. Quella lettera ci è tornata indietro, respinta, ma il nostro impegno non si è fermato a quel rifiuto.
“Oggi la popolazione è oltre il limite della resistenza,” dichiara Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000. “Le famiglie sono costrette a scappare, spostandosi da una maceria all’altra. Vedere padri e madri che cercano di fermare il vento con le mani per proteggere i figli feriti è un’immagine che deve tormentare la coscienza del mondo. La politica internazionale sta discutendo il futuro di Gaza, ma Gaza sta morendo adesso, nel fango delle strade.”
Il presidente lancia ancora una volta un appello a quanti sono chiamati a decidere per la Pace a Gaza, “non permettiamo che il silenzio cada su questa tragedia. La pace non è un tavolo tecnico, è il diritto di un bambino di non morire di freddo sotto una tenda squarciata” afferma Sella.


