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Dal 18 maggio sino al 22 maggio su RTA il racconto di quei terribili anni ’80 che hanno portato alla strage di Capaci

Dal 18 maggio sino al 22 maggio su RTA il racconto di quei terribili anni ’80 che hanno portato alla strage di Capaci
Il 23 maggio è una data che appartiene all’immaginario collettivo di tutti gli italiani e non solo. Nessuno può dimenticare il cratere sull’autostrada che collega Trapani a Palermo. Nessuno può dimenticare la strage, perpetrata dai poteri economico-politico-mafiosi nella quale persero la vita il dottor Giovanni Falcone, la dottoressa Francesca Morvillo e tre agenti che si occupavano del servizio di scorta al magistrato, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Ma quello che troppo spesso si dimentica è che quel 1992 è solo l’apice terminale di un lungo periodo storico che inizia nei primi anni ’80 o meglio, come ci suggerisce l’ottimo Piero Melati, che ha la sua genesi nella seconda metà degli anni ’70 quando gli interessi della criminalità di stampo mafioso si aprirono al remunerativo, quanto terribile, traffico di sostanze stupefacenti. Il nostro gruppo editoriale, proprietario di RTA Radio Tivù Azzurra e della testata giornalistica AzzurraNews, ha affidato alla redazione giornalistica l’importante compito di realizzare una settimana di preparazione e ricordo di quel periodo storico che abbiamo deciso di chiamare “#versoil23maggio, parole e ricordi”. A partire da lunedì 18 maggio, giorno del compleanno del dottor Giovanni Falcone, che nacque a Palermo nel 1939, sino a venerdì 22 maggio, tutti i giorni, all’interno di “A tutta mattina”, il programma di RTA condotto da Roberto Greco che va in onda tutti i giorni dalle 8:05 alle 11:00, ci saranno ospiti, “da remoto”,coloro che hanno vissuto,proprio al fianco del dottor Giovanni Falcone, quegli anni. Ognuno di loro sarà portatore di memoria attiva rivivendo, per tutti noi, quel buio periodo. Ripercorreremo così gli anni dell’indagine “Pizza Connection”, del maxi-processo, dei morti ammazzati, dell’attentato all’Addaura, delle innumerevoli delegittimazioni che ha dovuto subire il dottor Falcone, ma anche il periodo delle prime e importanti dichiarazioni di quelli che oggi vengono chiamati “collaboratori di giustizia”. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la sezione palermitana dell’Associazione Nazionale.
Si inizia il 18 maggio alle 9:25con il saluto dell’ANM cui seguirà, alle 10:25, il collegamento con la dottoressa Carla Del Ponte, magistrata svizzera, già procuratrice capo del Tribunale penale internazionale per l’ex-Jugoslavia dal 1999 al 2007 e ambasciatrice svizzera in Argentina dal 2008 al febbraio 2011. Nel 1981 è nominata giudice istruttore, funzione che eserciterà per tre anni, prima di essere nominata alla carica di procuratrice pubblica per il Sottoceneri a Lugano. Istruisce in particolare cause di criminalità economica, di traffico internazionale di droga e di crimine organizzato. L’attività su questo tipo di reati richiede di ampliare le indagini fuori dai confini svizzeri, per questo avvia diverse collaborazioni con gli organi giudiziari di altri paesi; in particolare è da menzionare la proficua collaborazione con Giovanni Falcone, che consente tra l’altro di provare il legame tra il riciclaggio di denaro effettuato in Svizzera e la mafia siciliana nel quadro dell’indagine, avviata già nel 1979, sul traffico di droga tra Italia e Stati Uniti denominata “Pizza Connection”. Il 21 giugno 1989, mentre queste indagini sono in corso, scampa a quello che oggi viene definito “l’attentato all’Addaura”.
Martedì 19 maggio, sempre alle 10:25, sarà ospite il dottor Vincenzo Mineo. Dirigente in pensione del Ministero della Giustizia; per il Tribunale di Palermo fu colui che seguì la nascita dell’aula bunker, di cui divenne di fatto il “custode”. Ha poi diretto vari servizi del Tribunale, preso parte a Uffici Elettorali, sino alla pensione.

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