Crisi idrica ed opere perse: Petralia (Cisl), «Di diga Pietrarossa e adduttore Castello restano solo i fondi restituiti. Occasione sfumata per il lavoro nelle aree interne»
La Segretaria CISL Carmela Petralia interviene dopo la conferma del definanziamento dal PNRR delle infrastrutture idriche strategiche in Sicilia.
Una crisi idrica senza precedenti attanaglia la Sicilia, mettendo in ginocchio l’agricoltura, le imprese e la quotidianità delle famiglie. Eppure, proprio nel momento di massima emergenza, la Regione Siciliana si trova a dover ammettere l’impossibilità di rispettare i tempi del PNRR, perdendo centinaia di milioni di euro destinati a opere vitali per il territorio.
Ad esprimere profonda amarezza e ferma preoccupazione è la segretaria generale della Cisl per le province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Carmela Petralia, all’indomani dei dati diffusi sulla stampa sulla gestione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’isola.
Tra i definanziamenti più pesanti figurano proprio due infrastrutture cruciali per il sistema idrico regionale: il completamento della Diga Pietrarossa (tra Aidone e Mineo), bloccata da decenni e per la quale erano stati previsti 60 milioni di euro, e la realizzazione dell’adduttore Castello nell’Agrigentino, opera finanziata per 8,25 milioni di euro.
“Quando c’era e c’è tuttora da fare qualcosa di concreto per affrontare strutturalmente la siccità, ci ritroviamo a restituire i soldi – commenta -. È una contraddizione inaccettabile di fronte al dramma che stanno vivendo i nostri cittadini e i nostri agricoltori. Non si trattava infatti di opere che avrebbero rappresentato soltanto una risposta concreta alla carenza d’acqua, ma si sarebbero tradotte in un volano fondamentale per lo sviluppo socio-economico dei nostri territori, portando occupazione vera, lavoro qualificato e dignità nelle nostre aree interne, zone drammaticamente colpite dallo spopolamento e dalla crisi economica. Perdere questi fondi europei significa privare la nostra terra di lavoro oggi e di acqua domani”.


