Enna Press

Testata giornalistica Online

Coronavirus. Ugl sanità e medici: "In Sicilia nel comparto sanitario anche lavoratori assunti con partita Iva, ma senza tutele. Professionisti indispensabili, si faccia un provvedimento straordinario e urgente per questa emergenza"

Coronavirus. Ugl sanità e medici: “In Sicilia nel comparto sanitario anche lavoratori assunti con partita Iva, ma senza tutele. Professionisti indispensabili, si faccia un provvedimento straordinario e urgente per questa emergenza”
L’incedere anche in Sicilia dell’epidemia Covid-19, nelle ultime settimane ha condotto il sistema sanitario pubblico ad incrementare necessariamente gli organici con veri e propri bandi di concorso, ma anche con semplici avvisi per la chiamata di lavoratori autonomi. Professionisti, medici ed infermieri, a partita Iva che continuano ad operare anche nel comparto privato dove oggi, a maggior ragione, sono andati a rimpiazzare i vuoti creati dai colleghi che sono transitati nelle strutture pubbliche (anche in barba alle quote previste dalla Legge regionale n° 39 del 1988). Un vortice di assunzioni come spiegano Carmelo Urzì e Raffaele Lanteri, rispettivamente segretari regionali delle federazioni Ugl sanità e della Ugl medici: “Di recente, a causa della grave situazione in corso, abbiamo assistito ad un’operazione di reclutamento senza precedenti sia di personale a contratto subordinato, che di unità con accordo libero professionale. Se i primi possono godere di tutte le tutele del caso, i secondi non possono vantare alcuna copertura motivo per cui, per la loro stessa salvaguardia, sono costretti ma non obbligati da contratto a dover stipulare a proprie spese un’assicurazione contro infortuni e responsabilità varie. Una disparità di trattamento – fanno notare Urzì e Lanteri – che in questo momento sta avvenendo anche tra operatori degli stessi reparti dove vengono curati pazienti affetti da “Coronavirus”. Vuol dire che se un lavoratore subordinato (anche a tempo determinato) si ammala, subisce un infortunio, oppure è responsabile di un qualsiasi fatto accaduto all’interno del luogo del lavoro, è totalmente tutelato al contrario di un collega a partita Iva che, oltre a guadagnare una cifra irrisoria, in assenza di assicurazione personale deve pagare di tasca propria. Ovvero se un dipendente è dichiarato positivo al Covid-19, per lui scatta subito l’isolamento e relativo l’infortunio sul lavoro come da circolare diramata dall’Inail, mentre non è così nel rapporto libero professionale dove il professionista se contrae il virus perde occupazione e indennità di malattia. Con l’inevitabile incremento dei pericoli dovuti dal diffondersi “Coronavirus”, trattandosi di lavoratori divenuti indispensabili ed a stretto contatto con i pazienti, occorre immediatamente correre ai ripari con un provvedimento straordinario temporaneo urgente che estenda le garanzie anche a medici ed infermieri a partita Iva. Per questo chiediamo al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ed all’assessore regionale della Salute Ruggero Razza, di farsi promotori di questa iniziativa individuando il percorso migliore, anche perchè vogliamo ribadire che qualsiasi lavoratore della sanità è oggi il potenziale primo contagiato ed il più pericoloso vettore di contagio e, per questo, va protetto in tutti i modi.”

Visite: 17