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Coronavirus. Per la ripresa economica la Ugl di Catania pensa alle Zes turistiche ed al rilancio dei Centri commerciali naturali. “La Regione incrementi le opportunità per il settore terziario”

Coronavirus. Per la ripresa economica la Ugl di Catania pensa alle Zes turistiche ed al rilancio dei Centri commerciali naturali. “La Regione incrementi le opportunità per il settore terziario”
Dopo l’allarme lanciato nelle scorse settimane sui posti di lavoro a rischio nel settore Terziario a Catania ed anche nell’intera Sicilia, la Ugl catanese lavora alle soluzioni da proporre per la ripresa economica di uno dei più importanti comparti su cui si fonda l’economia dell’isola. “E’ il momento di agire – spiegano Giovanni Musumeci, segretario territoriale etneo, e Carmelo Catalano che della federazione Ugl terziario è segretario provinciale – e, per questo, abbiamo subito pensato a delle soluzioni a nostro avviso di immediata fattibilità come la costituzione di Zone economiche speciali turistiche ed il rilancio dei Centri commerciali naturali. La prima proposta è infatti quella di istituire, come già fatto per le aree industriali ed artigianali, nonché per le realtà montane, Zes che possano comprendere le località a vocazione turistica indicate del Decreto del 16 febbraio 2011 emanato dall’Assessorato regionale del Turismo. In questo modo numerose attività come alberghi, strutture ricettive e balneari, attività ristorative e gestori di servizi, potranno godere di necessarie agevolazioni in questo momento di grande sofferenza. Per tanti imprenditori, infatti, poter godere di varie forme di sgravio, soprattutto in un frangente in cui come oggi dovranno fare i conti con una contrazione del pubblico, vorrà dire non chiudere e significherà anche non licenziare o comunque assumere. Il nostro timore è proprio quello che migliaia di lavoratori stagionali potrebbero rimanere alla porta, proprio perché nessuno avrà la forza economica di assumere. Immaginiamo quindi, l’immediata istituzione di Zes anche ad esempio sulla base delle aree omogene già disegnate a seguito della costituzione dei Distretti turistici territoriali – sottolineano Musumeci e Catalano. Di pari passo, invece, chiediamo un rilancio dei Ccn già da tempo istituiti e mai realmente decollati, con la possibilità di costituirne nuovi. Per numerose città questo potrebbe assumere un significato non indifferente, soprattutto per i centri storici le cui attività presenti si ritroverebbero nell’organizzare opportunità di rilancio con relativa boccata d’ossigeno. In questo caso è di fondamentale importanza l’individuazione, da parte dell’Assessorato regionale delle Attività produttive, di fondi consistenti per consentire la rinascita dei Centri commerciali naturali (fermi da diversi anni), dando la possibilità a centinaia di piccole e medie imprese, ma anche di artigiani, di poter rafforzare la qualità dei servizi offerti e la competitività. Una misura a nostro avviso molto importante perché, in un contesto così complicato, agevolerà nel nostro territorio la riqualificazione e la ripartenza di tantissime attività (per di più in riferimento alle iniziative rivolte all’adeguamento dei locali alle nuove normative per la sicurezza, oltre all’implementazione di iniziative per il commercio parallelo sul web, a domicilio o a prenotazione). Siamo certi – concludono i sindacalisti Ugl – che il presidente Nello Musumeci prenda in considerazione questo nostro suggerimento, perché oggi il sostegno all’imprenditoria nelle varie forme vuol dire la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro, con attività imprenditoriali che non chiudono ed anzi mantengono e rilanciano assumendo.”

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