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COORDINAMENTO ITALIANO SANITA’ AREE DISAGIATE ePERIFERICHE: CON IL NUOVO GOVERNO A RISCHIO LA REVISIONE DEL DM 70?

Riccardo Febbraio 17, 2021 5 minuti letti

COORDINAMENTO ITALIANO SANITA’ AREE DISAGIATE ePERIFERICHE

CON IL NUOVO GOVERNO A RISCHIO LA REVISIONE DEL DM 70?Uno degli obiettivi più importanti conseguiti dal CISADEP nei mesi scorsi e stato quello di ottenere, all’interno del Patto per la Salute, la revisione del DM 70 e dei suoi parametri capestro per la sanità Ospedaliera delle aree particolarmente disagiate, periferiche ed ultraperiferichedel paese, nonché di chiedere anche un decreto ad hoc per la sanità territoriale in dette aree . Quindi ci siamo mossi presentando le nostre proposte al Ministero dellaSalute, presso la Conferenza Stato Regioni e presso la stessa presidenza della stessa, con un incontro con i tecnici preposti sia all’assistenza ospedaliera che territoriale dell’Emilia Romagna. Contro abbiamo sempre avuto i Dirigenti del Ministero della Salute ed in modo particolare della Programmazione, cheavevano come linea del Piave la non modificabilità del DM 70, dei suoi parametri, del piano nazionale esiti, delle indicazioni delle società scientifiche che facevano dei numeri il benchmark dell’appropriatezza, sicurezza, efficacia ed efficienza, a partire dai punti nascita, oltre che dell’assioma che lesolo concentrando tutto in pochi grossi ospedali centrali i servizi ospedalieri secondo ampi bacini di utenza si potevano garantire cure sanitarie ospedaliere al top, riducendo la spesa sanitaria e assicurando migliori Lea: cosa rivelatasi fallimentare grazie alla pandemia.L’ultimo atto del Governo Conte è stato quello di avviare il tavolo con la Conferenza Stato Regioni per la revisione del DM 70.Adesso che cosa può accadere con il Governo Draghi? Inprimo luogo, rischiamo, nonostante la conferma del Ministro Speranza, e,ci auguriamo,del Vice Ministro Sileri, che riprenda il sopravventol’orientamentotecnico attuale a guidare la sanità, che darà di nuovo ampio spazio e seguirà pedissequamente le indicazioni della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria nella revisione del DM 70, limitando a cose risibili le revisioni e non tenendo conto, come fatto finoad oggi, delle proposte di revisione sostanziali da noi sostenute; in secondo luogo, l’assolutizzazionee l’enfasi posta sullasanità territorialeporrà in sordina il processo di riforma della sanità ospedaliera relativa alla revisionedelDM 70, che, se va bene per l’alta specialità concentrata in grandi strutture, si rivela fallimentare per i servizi ospedalieri sanitati di base (medicina interna, ortopedia, chirurgia generale, pronto soccorso e una rete strategica periferica di punti nascita),che ben organizzati e garantiti nelle Aree periferiche e particolarmente disagiate, sono di supporto strategiciessenziale ad una rete territoriale efficiente ed efficace, cosa oggi non consentitadalla norma vigente. Quindila revisione del DM 70 per queste aree è fondamentale, come il potenziamento della rete territoriale, per avere veramente la garanzia di servizi sanitari adeguati, sicuri ed efficaci.Da quila necessità assoluta che tutti i comitati, gli amministratori locali, regionali, i parlamentarivigilino su questo processo di revisione tra Ministero e Conferenza Stato Regioni e l’appello che il CISADEP fa a tutti di intervenire personalmente con articolio comunicatistampa, con e mail ai Governatori, ai parlamentari, ai Sindaci dei propri territori, presso il Dipartimento della Programmazione Sanitaria, presso il Presidente del Consiglio, il ministro e i sottosegretari o viceministri della Salutepremendo affinché nella revisione del DM 70 sia in particolare previsto:1.La precisazionedegli standard ospedalieri per le Aree Particolarmente Disagiate nella previsione di Pronto Soccorsodi Basecon consulenzerelativee aggiunta di alcuni posti di Lungodegenza e per le strutture in riconversione in aree periferiche andare verso la tipologia di Ospedali Riabilitativi (PPI, Riabilitazione e Lungodegenza),
COORDINAMENTO ITALIANO SANITA’ AREE DISAGIATE ePERIFERICHESede Sociale:Piazza Vittorio Veneto, 11 Porretta Terme40046 Alto Reno Terme(BO).C.F. 91393800379IBAN :IT 30 S 08472 05533 051000655655E mail: cisadep@gmail.comPec: cisadep@pec.it============================================================================================22.L’inserimentonel Decreto degli standard relativi all’Assistenza Territoriale,salvaguardando in modo particolare le Aree Ultra periferichee Periferiche del paese (Case della Salute, ADI, AD Riabilitativa, 118, Continuità Assistenziale, ecc),potenziandola e rendendola efficace.3.L’estensione dell’emendamento Colletti,nel decreto Genova,che tutela nelleAreeterremotatedel Centro Italial’Assistenza Ospedaliera, a tutte le aree terremotate d’Italia.4.La salvaguardiae il ripristino di tuttii punti nascita necessari per un Percorso nascita sicuro in tutti i suoi aspetti, compresi i tempi di percorrenza del 118, nelle Aree Periferiche e Disagiate, e particolarmentedisagiatecon la rotazione del personale medico dall’Hub/Spoke di riferimento e garantendo tutta la dotazione tecnologica prevista per un parto sicuro come in un centro di 500 parti;5.Ilnon operare nelle Aree Snai alcuna riduzione sia dei Presidi Ospedalieri di Base o degli Ospedali di Area Particolarmente Disagiata esistenti a prescindere dagli abitanti, per non contraddire la strategia stessa.6.Il garantirenelle Aree Periferichecomunque i servizi sanitari Ospedalieri di Base, riducendo il parametrodel DM70per un Ospedale di Basea 25.000 abitanti, e per tutti gli altri servizi ospedalieri prevedere piattaforme mediche e chirurgiche facenti capo agli ospedali Spoke e Hub per assicurare con un decentramento ottimizzante le strutture perifericheleprestazioni di DRG relativipossibili, decongestionando le strutture centrali7.Prevedere un Centro Regionale Malattie infettive in ogni Regione.Il CISADEP invierà questa nota, riallegando il documento relativoche avevamo prodotto e depositato, che di seguito si ripubblica, con la vecchia lettera di accompagnamento, alla Presidenza del Consiglio, al Ministero della Salute, ai Governatori, alla Conferenza Stato Regioni, alle Commissioni Affari Sociali e Sanità di Camera e Senato, ai parlamentari con cui è in contatto, ai consiglieri regionali, Sindaci e amministratori locali, perchétutti prendano coscienza del problema, e si appella a tutti i Comitati perché facciano altrettanto: questa è la madre di tutte lebattaglie, perché se il DM70 non sarà modificato come auspicato, sarà la fine del progetto di Sistema Sanitario Nazionale secondo i principi ispiratori della 285 del 1978 e la fine dei servizi sanitari pubblici ospedalieri nelle aree periferiche e particolarmente disagiate d’Italia

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