La SRR di Enna aveva l’obbligo sin dal 2017 di assumere i dipendenti della società Sicilia Ambiente in servizio al 31 dicembre del 2009. Lo sancisce una sentenza della Corte di Appello di Caltanissetta su un ricorso presentato e vinto da un ex dipendente di Sicilia Ambiente assistito dall’avvocato Valentina Agozzino. Le motivazioni della sentenza sono state depositate lo scorso 9 novembre. I lavoratori di Sicilia Ambiente, al pari degli altri lavoratori, per legge dovevano seguire il servizio avendo una sorta di “clausola di salvaguardia” e quindi dovevano solamente “transitare” a parità di condizioni giuridiche ed economiche e per mansioni coerenti al profilo di inquadramento. Invece la vecchia presidenza della SRR aveva stabilito che l’assunzione era una mera facoltà. E poiché a suo avviso non si riuscivano a rispettare i parametri stabiliti dalla legge regionale in materia di rifiuti ovvero un dipendente amministrativo ogni 9 operativi, tanti di questi lavoratori amministrativi ex Sicilia Ambiente, poi nel frattempo licenziati a seguito del fallimento di Ennaeuno, sono rimasti privi di occupazione perchè ritenuti in esubero. Nello specifico di una novantina di dipendenti con qualifica tecnica – amministrativa solamente una minima parte è stata assunta in prima battuta mentre altri lo sono stati negli anni successivi ma con orario di lavoro ridotto e con livelli contrattuali più bassi. Ed ancora oggi in attesa di una riassunzione ne rimangono una trentina. In verità, specifica la sentenza in questione, “Operativo” non equivale ad “operaio”, come ritenuto dalla SRR nel computo del rapporto 9/1, ma si riferisce al personale avente specifica attinenza con le attività inerenti il servizio di raccolta trasporto e spazzamento dei rifiuti ovvero di gestione dell’impiantistica. La sentenza così ribadisce che il personale vada assunto dalla SRR e “utilizzato” dai gestori. La SRR invece ha ceduto ai gestori il contratto di lavoro dei dipendenti. Una modalità che secondo l’avvocato Agozzino ha eluso la tutela che invece la legge voleva assicurare al personale che doveva restare sempre dipendente della SRR. “Questa sentenza conferma che il sistema di passaggio del personale posto in essere dalla precedente presidenza della SRR è stato totalmente erroneo – commenta l’avvocato Agozzino – e non conforme alla legge e alle direttive della Regione Siciliana. Questa arbitraria attuazione della normativa da parte della SRR ha lasciato a casa decine di lavoratori, gettandoli sul lastrico. E’ un problema gravissimo che l’attuale presidente dovrà risolvere con urgenza.”


