Cosi come si vuol pensare che la siccità è la sola causa della cris
stanno fortemente subendo in questi mesi, adesso le piogg
versano le strade secondarie dei nostri territori, dichiarano la Segretaria Generale della Cisl
Agrigento Caltanissetta Enna e il Segretario Generale della Filca, Luca Gintili.
E’ chiaro che come per la crisi idrica il probl
di programmazione, di manutenzione e
e ponti presenti nelle nostre aree interne, le stesse strade che ogni giorno vengono percorse da
lavoratori, studenti e cittadini. Si tratta di un problema di sicurezza importante che non è più
possibile concepire.
E’ chiaro, continuano Petralia e Gintili, che nelle nostre aree interne le vie secondarie sono
spessol’unico strumento per potersi avvalere di ser
trasporti, ed altro ancora. Come possiamo parlare di sviluppo delle aree interne se non ci sono le
infrastrutture adeguate per favorire le imprese che vorranno investire in queste aree e non solo
nell’ambito turistico ma anche nella tutela e la valorizzazione dell’enorme patrimonio ambientale,
storico e culturale?
Più volte come Cisl abbiamo denunciato queste criticità, dialogando con le istituzioni preposte ma
ci spiace constatare che non molto è stato fatt
sono intere zone del nisseno e dell’ennese
con la chiusura dello svincolo autostradale è diventata in questi anni arteria primaria),
completamente isolate, praticamente isolati nell’isola! E
prossimi giorni con l’apertura delle scuole.
Inoltre, il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto idrogeologico riguardo frane, alluvioni ed
erosioni, e non fanno eccezione i nostri territori dove il pericolo è altissimo. Siamo consapevoli che
le cause di ciò siano giustamente riconducibili alla morfologia del territorio, ai cambiamenti
climatici e al consumo di suolo, ma è anche vero che è necessario adottare tutte
di prevenzione oltre che una costante ricognizione e messa in sicurezza del territorio.
Così come è anche vero che sarebbe utile avere un sistema unitario di banca dati di gestione dei
fondi riguardo questo tema e soprattutto
svolgere funzioni ordinarie che hanno portato, nel tempo, al ripetuto ricorso di gestioni
commissariali ed emergenziali.Il tema del dissesto idrogeologico costituisce un argomento di
particolare rilevanza a causa degli impatti non solo sulla popolazione e sulle infrastrutture, ma
soprattutto sul tessuto economico e produttivo.
sostenibile su un territorio fragile.
AGRIGENTO CALTANISSETTA ENNA
COMUNICATO STAMPA
che la siccità è la sola causa della crisi idrica che le nostre aree interne
in questi mesi, adesso le piogge sono il deterrente dell’incuria in cui
versano le strade secondarie dei nostri territori, dichiarano la Segretaria Generale della Cisl
Agrigento Caltanissetta Enna e il Segretario Generale della Filca, Luca Gintili.
E’ chiaro che come per la crisi idrica il problema non è legato solo alle piogge ma ad una mancanza
programmazione, di manutenzione e di interventi adeguati sulle strade secondarie, sui viadotti
e ponti presenti nelle nostre aree interne, le stesse strade che ogni giorno vengono percorse da
ri, studenti e cittadini. Si tratta di un problema di sicurezza importante che non è più
E’ chiaro, continuano Petralia e Gintili, che nelle nostre aree interne le vie secondarie sono
l’unico strumento per potersi avvalere di servizi fondamentali come la sanità, l’istruzione, i
trasporti, ed altro ancora. Come possiamo parlare di sviluppo delle aree interne se non ci sono le
infrastrutture adeguate per favorire le imprese che vorranno investire in queste aree e non solo
o turistico ma anche nella tutela e la valorizzazione dell’enorme patrimonio ambientale,
Più volte come Cisl abbiamo denunciato queste criticità, dialogando con le istituzioni preposte ma
ci spiace constatare che non molto è stato fatto. Con le precipitazioni delle ultime settimane ci
sono intere zone del nisseno e dell’ennese, in particolare nel Vallone e nel Dittaino
vincolo autostradale è diventata in questi anni arteria primaria),
, praticamente isolati nell’isola! E la situazione non migliorerà di certo nei
prossimi giorni con l’apertura delle scuole.
Inoltre, il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto idrogeologico riguardo frane, alluvioni ed
eccezione i nostri territori dove il pericolo è altissimo. Siamo consapevoli che
le cause di ciò siano giustamente riconducibili alla morfologia del territorio, ai cambiamenti
climatici e al consumo di suolo, ma è anche vero che è necessario adottare tutte
di prevenzione oltre che una costante ricognizione e messa in sicurezza del territorio.
arebbe utile avere un sistema unitario di banca dati di gestione dei
riguardo questo tema e soprattutto superare le difficoltà delle amministrazioni locali nello
svolgere funzioni ordinarie che hanno portato, nel tempo, al ripetuto ricorso di gestioni
Il tema del dissesto idrogeologico costituisce un argomento di
sa degli impatti non solo sulla popolazione e sulle infrastrutture, ma
soprattutto sul tessuto economico e produttivo. Non può esserci sviluppo e soprattutto sviluppo
sostenibile su un territorio fragile.
i idrica che le nostre aree interne
deterrente dell’incuria in cui
versano le strade secondarie dei nostri territori, dichiarano la Segretaria Generale della Cisl
ema non è legato solo alle piogge ma ad una mancanza
sulle strade secondarie, sui viadotti
e ponti presenti nelle nostre aree interne, le stesse strade che ogni giorno vengono percorse da
ri, studenti e cittadini. Si tratta di un problema di sicurezza importante che non è più
E’ chiaro, continuano Petralia e Gintili, che nelle nostre aree interne le vie secondarie sono
vizi fondamentali come la sanità, l’istruzione, i
trasporti, ed altro ancora. Come possiamo parlare di sviluppo delle aree interne se non ci sono le
infrastrutture adeguate per favorire le imprese che vorranno investire in queste aree e non solo
o turistico ma anche nella tutela e la valorizzazione dell’enorme patrimonio ambientale,
Più volte come Cisl abbiamo denunciato queste criticità, dialogando con le istituzioni preposte ma
cipitazioni delle ultime settimane ci
ittaino(che ricordiamo
vincolo autostradale è diventata in questi anni arteria primaria),
la situazione non migliorerà di certo nei
Inoltre, il 94% dei comuni italiani è a rischio dissesto idrogeologico riguardo frane, alluvioni ed
eccezione i nostri territori dove il pericolo è altissimo. Siamo consapevoli che
le cause di ciò siano giustamente riconducibili alla morfologia del territorio, ai cambiamenti
climatici e al consumo di suolo, ma è anche vero che è necessario adottare tutte le misure idonee
di prevenzione oltre che una costante ricognizione e messa in sicurezza del territorio.
arebbe utile avere un sistema unitario di banca dati di gestione dei
difficoltà delle amministrazioni locali nello
svolgere funzioni ordinarie che hanno portato, nel tempo, al ripetuto ricorso di gestioni
Il tema del dissesto idrogeologico costituisce un argomento di
sa degli impatti non solo sulla popolazione e sulle infrastrutture, ma
Non può esserci sviluppo e soprattutto sviluppo
Non si può sempre e solo intervenire quando ci sono
Istituzioni – ciascuno per il proprio ruolo e le proprie responsabilità
risorse comunitarie e nazionali avendo chiara una strategia di sviluppo dei territori che governano.
A tal proposito, concludono Petralia e Gintili, abbiamo già inviato richiesta di
ai Commissari dei liberi consorzi per fare il punto sul monitoraggio e la realizzazione di interventi
sulle strade secondarie, per conoscere i tempi di realizzazio
individuare in sinergia le possibili soluzioni
dei cantieri.
AGRIGENTO CALTANISSETTA ENNA
Non si può sempre e solo intervenire quando ci sono le emergenze, è fondamentale che le
ciascuno per il proprio ruolo e le proprie responsabilità – siano in grado di sfruttare le
risorse comunitarie e nazionali avendo chiara una strategia di sviluppo dei territori che governano.
concludono Petralia e Gintili, abbiamo già inviato richiesta di
ai Commissari dei liberi consorzi per fare il punto sul monitoraggio e la realizzazione di interventi
per conoscere i tempi di realizzazione dei progetti in itinere e per
in sinergia le possibili soluzioni per superare i principali ostacoli per la velocizzazione
le emergenze, è fondamentale che le
siano in grado di sfruttare le
risorse comunitarie e nazionali avendo chiara una strategia di sviluppo dei territori che governano.
concludono Petralia e Gintili, abbiamo già inviato richiesta di incontro ai Sindaci e
ai Commissari dei liberi consorzi per fare il punto sul monitoraggio e la realizzazione di interventi
ne dei progetti in itinere e p


