Centuripe celebra la memoria e la bellezza:
inaugurato il Belvedere “Raffaele Miceli” con i vasi realizzati dagli studenti e la scultura “Le Ali della Libertà” di Maurizio Balducci
Si è tenuta lunedì 10 ottobre a Centuripe la cerimonia di presentazione del restauro del Belvedere intitolato a Raffaele Miceli, figura simbolo di integrità e coraggio civile. L’intervento di riqualificazione, durato circa un anno, è stato reso possibile grazie alla vincita di un bando da 1 milione di euro finanziato con il Fondo FRUS (Fondo di Sviluppo Urbano), nell’ambito dell’iniziativa comunitaria JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas) dedicata alla riqualificazione urbana in Sicilia.
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari tra cui il Prefetto di Enna Maria Carolina Ippolito, il Sindaco di Centuripe Salvatore La Spina, il Questore di Enna Salvatore Fazzino, il Vice Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Antonino Restuccia, il Comandante della Compagnia di Nicosia Cap. Giacomo La Manna, le dirigenti scolastiche Maria Giovanna Galvagno e Grazia Lo Presti, e l’artista Maurizio Balducci.
Il Belvedere, restituito alla cittadinanza in una veste completamente rinnovata, è stato adornato da 37 vasi in ceramica realizzati a partire dai disegni degli alunni delle scuole di Centuripe, che hanno raffigurato scorci e simboli del paese. Il progetto artistico è stato possibile grazie alla maestria degli artigiani Rosario Muni e Lucia Stella, che hanno modellato e decorato i vasi trasformando i bozzetti degli studenti in opere permanenti.
A coronare lo spazio urbano, una monumentale scultura in acciaio Corten e inox, “Le Ali della Libertà” dell’artista Maurizio Balducci, donata al Comune come simbolo di riscatto e libertà. L’opera, alta 3,60 metri, è stata realizzata con il contributo della ditta Renova Restauri Srl.
L’intero Belvedere è stato intitolato all’ingegnere Raffaele Miceli, figura chiave nella storia industriale e civile di Centuripe. Miceli fu direttore della miniera Marmora Gualtieri, una delle più importanti del bacino zolfifero nisseno. Il 22 maggio 1945 venne assassinato dalla mafia per aver rifiutato una richiesta estorsiva, dopo averla coraggiosamente denunciata alle autorità. Le sue ultime parole ai Carabinieri, “Non darei mai e poi mai ai banditi una somma simile, neanche se la possedessi”, sono oggi monito e ispirazione per le nuove generazioni. Dopo decenni di silenzio, il suo nome è stato inserito nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie dall’associazione Libera.
“Intitolargli questo luogo – ha sottolineato il Sindaco La Spina – significa rendere giustizia a un uomo che ha pagato con la vita la sua fedeltà ai valori della legalità. È anche un modo per offrire un esempio tangibile ai nostri giovani, affinché non dimentichino mai l’importanza della libertà e della coerenza.”
Durante l’inaugurazione, l’artista Maurizio Balducci ha spiegato il significato della sua opera con un discorso toccante e potente: “La libertà non è solo fisica. Si può essere prigionieri di mentalità chiuse, del denaro, del potere, dei media. Con quest’opera voglio celebrare chi ha scelto di non piegarsi. Raffaele Miceli ha detto no, e lo ha fatto in un tempo difficile. ‘Le Ali della Libertà’ simboleggiano proprio questo: il desiderio e il diritto di spiccare il volo, liberi da ogni forma di ricatto.”
Il Sindaco Salvatore La Spina, ideatore e promotore del progetto, ha voluto ringraziare pubblicamente tutte le persone e gli enti coinvolti: “Un sentito ringraziamento va a tutta la Giunta Comunale, all’Assessore Michele Seminara, al R.U.P. Ing. Gaetano Alvano, al Dott. Giuseppe Saccone, ai direttori dei lavori Ing. Vito Fiorenza, Ing. Giuseppe Risiglione e Ing. Antonio Guccio, agli artigiani Rosario Muni e Lucia Stella, alle dirigenti scolastiche Maria Giovanna Galvagno e Grazia Lo Presti, alla coordinatrice prof.ssa Valentina Censabella e a tutti gli studenti del Fermi-Leopardi. Grazie anche all’impresa Symamy Srl con il Dott. Giuseppe Cipria e i suoi operai, alla Saes, a Renova Restauri, all’artista Maurizio Balducci, e a tutti coloro che hanno collaborato con passione alla rinascita di questo luogo.”


