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Cassa integrazione, ritardi e complessità delle procedure in Sicilia (M5S): “Inaccettabile, martedì sul tema seduta straordinaria di commissione. Chiesta presenza dell’assessore Scavone”

Cassa integrazione, ritardi e complessità delle procedure in Sicilia (M5S): “Inaccettabile, martedì sul tema seduta straordinaria di commissione. Chiesta presenza dell’assessore Scavone”
“Cassa integrazione, meccanismi di erogazione a rilento e procedure regionali complesse, bisogna cambiare passo o sarà il disastro, i lavoratori non possono aspettare”.
Lo affermano i deputati 5 Stelle della commissione Lavoro dell’Ars, Giovanni Di Caro, Ketty Damante, Nuccio Di Paola e Roberta Schillaci, che hanno chiesto la presenza dell’assessore al Lavoro Antonio Scavone alla seduta straordinaria della V commissione di palazzo dei Normanni, convocata per martedì prossimo per affrontare a tematica degli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza Coronavirus.
“In Sicilia i passaggi che dovranno portare all’erogazione della cassa integrazione in deroga – affermano i deputati – sono troppi e troppo farraginosi. Arrivare ad erogare le somme ai lavoratori in tempi strettissimi di questo passo diventa pura utopia, come confermano anche i commercialisti che rischiano di fare da parafulmini incolpevoli alla rabbia di quei lavoratori che non hanno più la possibilità di mettere qualcosa a tavola per loro e per i propri familiari”.
“Abbiamo chiesto – dicono i parlamentari 5 Stelle – la presenza dell’assessore Scavone per cercare di trovare assieme una soluzione per bruciare le tappe, allentando la morsa burocratica che in questo momento rischia di diventare una trappola mortale. Va anche sciolto il nodo dell’ irragionevole esclusione dall’accordo sindacale sottoscritto per l’applicazione della cassa in deroga delle aziende artigiane non aderenti all’Ente bilaterale di settore. Risultano così esclusi migliaia di artigiani e lavoratori sia dalla cassa in deroga prevista dal decreto Cura Italia, sia dallo specifico fondo di settore, perché non hanno versato il relativo contributo nonostante non ne avessero l’obbligo”.

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