Alla fine del suo ennesimo pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, Totò Trumino – fondatore e coordinatore del Cammino di San Giacomo in Sicilia – ha vissuto un incontro destinato a segnare una nuova e autorevole tappa nella storia del cammino siciliano.
Nella città dell’Apostolo, cuore universale della spiritualità jacopea, si è svolto un incontro programmato con due figure centrali del mondo culturale e istituzionale galiziano: Francisco Singul, storico dell’arte e membro del Comitato Internazionale di Esperti del Cammino, e Ildefonso de la Campa, direttore della Sociedad de Gestión del Plan Xacobeo.
Un confronto cordiale ma sostanziale, nel quale si è parlato di visione, di cooperazione europea e di futuro dei cammini jacopei. Al centro del dialogo, il ruolo strategico del Cammino di San Giacomo in Sicilia, oggi riconosciuto come autentica “porta mediterranea” verso Santiago.
Il percorso siciliano, infatti, non rappresenta soltanto un itinerario regionale, ma si inserisce nella più ampia e storica Rotta Jacopea del Mediterraneo, l’antica via dei pellegrini che, attraverso i porti del Sud Italia, collegava il Mediterraneo alla Galizia. Una rotta che oggi torna a vivere in forma strutturata e riconosciuta, collegando realmente l’Italia a Santiago de Compostela e rafforzando il dialogo tra le sponde europee.
Il Cammino di San Giacomo in Sicilia è oggi ufficialmente riconosciuto dalla Federación Española de Asociaciones de Amigos del Camino de Santiago, dalla Xunta de Galicia e da Camino Europa Compostela – Federazione Europea delle Associazioni degli Amici del Cammino di Santiago. Un riconoscimento che ne certifica la qualità progettuale, la coerenza storica e la piena integrazione nella rete ufficiale dei cammini jacobei europei.
Non è dunque soltanto una definizione suggestiva quella di “Cammino di Santiago d’Italia”: il percorso siciliano è oggi l’unico cammino che collega organicamente e istituzionalmente l’Italia a Santiago de Compostela, inserendosi nel sistema europeo dei cammini riconosciuti e contribuendo alla costruzione di un’identità jacopea condivisa.
Durante l’incontro, Francisco Singul ha ribadito il valore culturale e storico del fenomeno jacobeo come patrimonio europeo vivente, capace di attraversare secoli e confini. Ildefonso de la Campa, in linea con quanto già espresso pubblicamente, ha sottolineato come il Cammino continui ad avere molto da offrire ai pellegrini contemporanei, purché sostenuto da reti solide, qualità nell’accoglienza e cooperazione internazionale.
Ma l’incontro non si è fermato alle parole. Alla fine del prossimo mese, Singul e de la Campa saranno in Sicilia per percorrere e conoscere da vicino il Cammino di San Giacomo in Sicilia. La loro venuta avrà anche un significato altamente simbolico: porteranno un dono che legherà ufficialmente la Sicilia a Santiago de Compostela, rafforzando quel filo spirituale e culturale che unisce il Mediterraneo all’Atlantico sotto il segno dell’Apostolo.
La fotografia dell’incontro, scattata a Santiago de Compostela e allegata al presente comunicato, testimonia un momento di forte valore simbolico: tre uomini uniti dalla stessa visione, sotto il segno dell’Apostolo, a conferma che il Cammino non è solo un percorso geografico, ma una rete viva di relazioni, cultura e fraternità europea.
Dalla Galizia alla Sicilia, lungo la Rotta Jacopea del Mediterraneo, l’Italia è oggi più vicina a Santiago. E il Cammino di San Giacomo in Sicilia si afferma sempre più come ponte spirituale, culturale e istituzionale tra il cuore del Mediterraneo e l’Atlantico. @tutti


