La ASD Don Bosco 2000 è lieta di annunciare l’arrivo di Salvino Arena come nuovo coach della squadra. Un ritorno al passato per promuovere lo sport come integrazione. “Il ritorno di Salvino Arena rappresenta un’opportunità unica per promuovere l’integrazione nello sport e rafforzare i valori di accoglienza e solidarietà all’interno della nostra organizzazione – dice Agostino Sella – crediamo fermamente nel potere del calcio come strumento di integrazione sociale. Abbiamo chiesto a Salvino di tornare poiché la sua esperienza e la sua passione per l’inclusione rappresentano un valore aggiunto per il nostro progetto. Già nel 2018 ha dimostrato grande attenzione ai migranti guidando la squadra in prima categoria e portandola in promozione con un team multietnico.” Queste invece le dichiarazioni del presidente Cheicou Siaka
“Attraverso l’impegno nel campo sportivo, desideriamo offrire un ambiente accogliente e inclusivo per i migranti provenienti dai paesi africani. Vogliamo creare opportunità di sviluppo, condivisione e coesione tra i membri della squadra, indipendentemente dalle loro origini.
Mister Arena per fare questo è la persona ideale”
Sul ritorno di Arena quele le parole del Ds Angelo Tespi: “la collaborazione tra Salvino Arena e la ASD Don Bosco 2000 sarà fondamentale per potenziare un ambiente in cui la diversità è valorizzata e celebrata. Invitiamo tutti gli attori interessati, inclusi altri club sportivi e media, a unirsi a noi in questo importante sforzo per promuovere l’integrazione attraverso lo sport e costruire una società più inclusiva”.
La società inoltre ringrazia il coach Filippo Angilella che ha guidato la squadra lo scorso anno. “Ringraziamo mister Angilella – dice Sella – per l’impegno profuso con passione e professionalità nella scorsa stagione. Abbiamo vissuto bei momenti di sport e amicizia. Nella vita c’è un tempo per ogni cosa. Nonostante le circostanze che hanno portato a dividerci a causa degli obiettivi diversi, vogliamo sottolineare l’impatto positivo che Angilella ha avuto sulle vite dei giocatori e sull’intero ambiente sportivo. Ha rappresentato un modello di leadership e professionalità, ispirando gli atleti a dare il massimo di sé stessi, a perseguire i propri obiettivi e a crescere come individui all’interno e al di fuori del campo”.


