ORDINARIA FOLLIA – LA SANCATALDESE TORNA IN SERIE D
E’ un giorno di ordinaria follia quello che ieri si è diviso tra Mazara e San Cataldo. Già dalle ore mattutine si scorgevano, tra le vie in salsa araba in quel di Mazara, diverse maglie a tinte verde amaranto. Dal litorale al centro storico un invasione di circa 400 unità, forse anche più, tutti con il proprio sogno comune in tasca, la serie D. Inizia il match con una cornice di pubblico degna delle grandi occasioni, tensione con rispetto sugli spalti, meno in campo. La partita inizia infatti con toni accesi e parecchi interventi che causano non poche interruzioni, ed infatti proprio da un calcio da fermo nasce il vantaggio della Sancataldese. Calcio di punizione dalla destra, il mancino al veleno di Veneroso trova Kouame che al volo di spalle insacca Compagno. Gran goal in acrobazia al minuto 18’ quindi e Sancataldese in vantaggio. Al 21’ Compagno si fa espellere per un colpo a gioco fermo ai danni di Tuccio, segnalato dal guardialinee Tina, Akragas indietro sia nel punteggio che negli uomini. Al 39’ la superiorità numerica si fa sentire e infatti con un Akragas sbilanciato, il sempre lucido Veneroso scappa sulla destra in solitaria e mette in mezzo una palla che Candela appoggia nella propria porta, 2-0 per la Sancataldese che rientra negli spogliatoi con mezza promozione in pugno. Il secondo tempo si apre come si era chiuso il primo, è il nervosismo a fare da padrone, al 55’ è Ferla a cadere nella trappola e con due gialli per proteste reiterate si fa espellere dall’arbitro Buzzone. E’ in questo momento che l’Akragas produce il suo massimo sforzo colpendo un legno e riuscendo a tirare diverse volte, senza però impensierire Dolenti. Nonostante la parità numerica l’Akragas rischia e prende diverse imbarcate in contropiede con due occasioni di Torregrossa (poi in fuorigioco) e dello straripante Kouame che vengono sprecate a lato. Negli ultimi 5 minuti si rompono definitivamente gli equilibri, al 85’ Azzara si fa espellere per eccessivo nervosismo, ma è in 9 uomini che la Sancataldese chiude la partita con il goal di Saetta, che manda in delirio la tribuna del Nino Vaccaro con tifosi ed ultras impazziti di gioia. Si chiude una partita che è lo specchio di ciò che è stato questa “Race”, perché di una vera e propria corsa stiamo parlando. La Sancataldese più bella degli ultimi anni, con principi di gioco finalmente propositivi ha gestito la partita portandosi subito in vantaggio, ed è capitato spesso così, con la sostanziale differenza che si va in vantaggio e non ci si difende, ma si fa il secondo, ed è un po’ come la nostra Nazionale che con Mancini ha rivalutato e finalmente abolito il classico stereotipo di difensivisti e catenacciari, perché adesso si propone, si propone calcio. Un’Akragas deludente ha messo la partita sull’aggressività ma si è ritrovata vittima della sua stessa strategia, squadra di valori tecnici e di esperienza notevoli, forse, sulla carta, pure più di quelli avversari, e in diverse occasioni si è fatta trovare impreparata sulle imbucate, lasciando in fase offensiva l’onere a Villa e Gambino con scarsi risultati. Giorni di gloria e di festa a San Cataldo che già ieri sera hanno preso il via lungo le via principali, un traguardo che la comunità Sancataldese aspettava da quel playout perso in casa col Roccella, la giusta categoria per una piazza che ha dimostrato di essere unica come tifo e attaccamento, soprattutto in questo anno e mezzo di pandemia. Nota a margine ci si chiede adesso se il cammino è finito, vista l’idea e la voglia del presidente Morgana di voler disputare una supercoppa tra le vincenti dei Gironi A e B e dunque Giarre e Sancataldese, ad oggi tutto tace, e se l’intenzione è quella di disputarla Domenica 27 Giugno dovrebbero presto esserci delle comunicazioni.


