Come anticipatovi la scorsa settimana, oggi programmeremo una settimana “tipo” di un gruppo – squadra della Scuola Calcio. Prenderemo in esame un gruppo di Pulcini 2° Anno (classe 2011) che svolge due sedute di allenamento settimanali, ipoteticamente il martedì ed il giovedì. Il gruppo sarà composto da 28 giovani calciatori seguiti in campo da due istruttori qualificati, due collaboratori, un preparatore motorio ed un preparatore dei portieri (presente in campo solo al primo allenamento settimanale).
L’obiettivo tecnico del mediociclo trimestrale prefissato sarà il controllo orientato; quello del microciclo mensile, il controllo orientato a 180°; l’obiettivo tattico, costituito dallo smarcamento incontro al pallone; infine, l’obiettivo motorio principale sarà il miglioramento della capacità di ritmizzazione (in stretta relazione alla corsa di smarcamento verso il portatore di palla e al successivo controllo orientato del pallone trasmessogli da quest’ultimo).
Come già detto nello scorso articolo, lo schema della seduta che io prediligo per i gruppi della Scuola Calcio si compone dell’alternanza di gioco libero e giochi correttivi.
Analizzata la situazione iniziale, fissati gli obiettivi e lo schema della seduta di allenamento, siamo pronti per scendere in campo.
Esamineremo la prima seduta settimanale, quella del martedì per intenderci.
I piccoli portieri (ipotizziamo per comodità siano in 4) svolgeranno, col proprio preparatore tecnico, un lavoro specifico della durata di 60 minuti all’incirca. Il resto del gruppo verrà diviso per livelli omogenei. Ogni istruttore, affiancato da un collaboratore, si occuperà quindi 12 giocatori di movimento.
Entrambi i gruppi lavoreranno sullo stesso obiettivo proponendo però esercizi ed esercitazioni con livelli di difficoltà differenti.
La seduta sarà aperta da un’attivazione tecnico – coordinativa con l’utilizzo della speed ladder. Ai ragazzi sarà chiesto di effettuare un mini percorso coordinativo sulla scaletta (variando, di volta in volta, la combinazione degli appoggi dei piedi) ed in uscita, ricevendo un passaggio da un compagno posto frontalmente, di effettuare un controllo orientato a 180°, direzionando quindi il pallone verso un terzo compagno posto alle sue spalle, ed infine di trasmettere palla a sua volta. Questo esercizio ci permette quindi di incidere sia sugli aspetti coordinativi che intervengono durante una corsa di smarcamento in direzione del pallone, sia sul controllo in forma analitica. In questo momento sarà importante richiedere ai ragazzi la massima precisione di esecuzione possibile in velocità sempre crescente, ma sarà altrettanto opportuno, di volta in volta, correggere gli errori dando particolare rilievo alla corretta postura del corpo ed alla velocità in uscita dalla scaletta, ai corretti appoggi dei piedi sul terreno di gioco e all’intra – rotazione (o extra – rotazione, a seconda del tipo di controllo orientato più opportuno) dell’articolazione della caviglia nell’esecuzione del gesto tecnico.
La fase successiva prevede un momento di 20 minuti circa di gioco a tema. Una partita 5 contro 5 con goal in meta (ovvero conducendo palla oltre la linea di fondo). Per invogliare i ragazzi all’utilizzo del gesto tecnico in esame, attribuiremo un punteggio doppio per ogni meta messa a segno dopo un controllo orientato a 180° oppure su assist di un compagno che ha effettuato un controllo di questo tipo. In questa fase, a mio avviso, è molto importante che l’allenatore si limiti ad osservare i comportamenti dei calciatori in relazione all’obiettivo dato, individuando gli errori ed analizzandone nel minor tempo possibile le cause. Queste posso essere molteplici e di diversa natura: possono derivare da errati comportamenti motori in avvicinamento al pallone o col pallone stesso; possono avere origine da errate letture delle situazioni; possono essere causate da un eccessivo carico emotivo dato dal contesto di gara. Questi sono solo alcuni esempi, ma le ragioni degli errori possono essere svariate altre. È dunque necessario che l’occhio esperto dell’istruttore le individui e abbia le capacità e le conoscenze necessarie per proporre, nella fase immediatamente successiva, un gioco correttivo mirato della durata di circa 20 minuti.
Ipotizziamo che la maggior parte dei bambini commetta errori in relazione all’appoggio del piede portante (quello che poggia a terra per intenderci) o alla rigidità della caviglia del piede che esegue il gesto. In queste circostanze sarà più opportuno proporre un esercizio correttivo che verta sull’analitico. Qualora invece gli errori più evidenti fossero di natura cognitivo – decisionale (ovvero causati da un’errata valutazione della situazione di gioco contingente che porta ad un’errata risoluzione del problema) probabilmente sarà più opportuno sottoporre ai ragazzi un’esercitazione correttiva di tipo situazionale (ribadiamo ancora una volta che si intende “situazionale” qualunque esercizio che preveda la presenza del pallone, di un avversario e di una direzione di gioco).
Eseguito il gioco correttivo impegneremo nuovamente i ragazzi in una partita a tema che avrà sempre come obiettivo il controllo orientato a 180° e durante la quale l’istruttore avrà la possibilità di verificare l’efficacia delle correzioni date. Questa volta però la sua sarà una presenza maggiormente attiva. Non dovrà soltanto verificare ma, di volta in volta, potrà intervenire interrompendo il gioco per dare ulteriori suggerimenti e feedback (sul tema dei feedback ci soffermeremo brevemente al termine di questo articolo).
La parte finale della seduta sarà destinata al gioco libero. Terminato l’allenamento specifico, i portieri si aggregheranno al resto gruppo ed i ragazzi potranno effettuare una partita libera in parità numerica priva di particolari obblighi. L’attenzione dell’istruttore questa volta sarà rivolta non solo alla corretta esecuzione del gesto in esame, quanto piuttosto alla verifica dell’interiorizzazione del concetto da parte del gruppo. In parole povere si constaterà quanto i ragazzi abbiano fatto proprio il gesto tecnico, o il concetto di gioco, lavorato e quanto riusciranno ad utilizzarlo autonomamente come mezzo di “problem solving” in situazione di partita.
La seconda seduta settimanale seguirà lo stesso schema di quella appena esaminata. Potranno, se opportuno, essere variati gli esercizi e gli stimoli, specialmente quelli coordinativi e motori, ma dovrà essere mantenuto l’obiettivo del microciclo.
Facendo un passo indietro, credo sia opportuno sottolineare l’importanza dei feedback che un istruttore debba inviare ai propri allievi. Questi hanno l’obiettivo di marcare, in senso positivo o negativo, quanto fatto da un atleta in campo. Sono piccole frasi, dette nei momenti giusti, che hanno una enorme efficacia sulla psiche del giovane atleta. Sottolineare il corretto utilizzo del controllo orientato a 180° in un determinato frangente, per esempio con una frase come “Bravissimo Giacomo! Il controllo orientato in questa situazione, ti ha portato al goal!”, avrà un effetto cementifico sul ragazzo. Questi si sentirà gratificato dall’approvazione del mister ed ogni qual volta dovrà richiamare alla mente questo gesto tecnico da utilizzare in partita, lo farà con coraggio e fiducia nei propri mezzi.
I feedback possono essere di due tipi: positivi e negativi. Questi, a loro volta, si dividono in stretti e larghi. Più un feedback è specifico, più è stretto. Un “Bravo!”, più generico, è detto feedback largo positivo. Vanno usati tutti con parsimonia e oculatezza, specialmente quelli negativi. Un feedback stretto negativo, ad esempio “Sbagliato Giacomo! Il tuo errore ci ha fatto perdere la partita!”, potrebbe avere un effetto gravemente traumatico per il giovane atleta, inibendone il coraggio e l’autostima.
La prossima settimana, come già anticipatovi, analizzeremo le sedute di allenamento di una settimana – tipo di una squadra del Settore Giovanile scoprendone le fondamentali differenze, di forma e sostanza, con quelle della Scuola Calcio.


