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Calcio Giovanile il delegato provinciale Figc Roberto Pregadio replica alla dirigenza del Lagoreal Enna

Gentilissimo Direttore, nella qualità di Delegato Provinciale della FIGC – LND di Enna, ritengo necessario un chiarimento in merito all’articolo, pubblicato in data odierna, avente per titolo “Il Lagoreal Enna: non parteciperemo più a manifestazioni Figc se non a quelle obbligatorie”
Premesso che l’organizzazione e la gestione del progetto di cui trattasi sono di competenza del Coordinamento Federale Regionale del Settore Giovanile Scolastico e del C.R. Sicilia della FIGC-LND, con semplice collaborazione e coordinamento locale dei referenti provinciali, non posso esimermi dal notare che un progetto, nato in un momento come quello che stiamo vivendo per offrire ai ragazzi l’opportunità di sfruttare il joypad come svago vissuto da casa, promuovendo l’amicizia, la passione per il calcio grazie ai cosiddetti “eSport”, sia diventato, ahimè, motivo di furbizia, polemica, insulti e quant’altro.
Io, ovviamente, non intendo insultare nessuno ma non permetto che si insulti la Delegazione Provinciale, nei suoi vari componenti, sui cosiddetti “social” che, purtroppo oggi, non sono più l’utile strumento che permette di superare la solitudine, di far gioire giovani e meno giovani sulle belle ed utili cose della vita, ma “campo di gioco” sul quale sfogare le proprie frustrazioni contro tutto e tutti. E questo mi dispiace davvero. Sarà mia cura informare il C.R. Sicilia e, ovviamente, chiedere di tutelare la Federazione in tutte le sue sfaccettature, cosa che, comunque, mi riservo di fare io per quanto di mia competenza.
Nello specifico, il dirigente della APD Lagoreal di Enna ha ben spiegato quale è il motivo della polemica, cioè il presunto acquisto di “like”, a supporto di questo o quel disegno, per far vincere al suo autore un piccolo premio (un pallone). Se questo è vero, posso solo dire di essere disgustato da beceri comportamenti che non fanno altro che diseducare un ragazzino, insegnargli che con l’imbroglio si vince; visto che non possiamo sfogarci sui campi insultando questo o quel bambino, l’arbitro oppure incitando nostro figlio alla violenza nei confronti di un avversario, lo facciamo da casa, comodamente seduti sul divano. Ripeto, se questo è vero, c’è solo da aver paura delle nostre future generazioni che da grandi ricorderanno questi “insegnamenti”.
Il dirigente sbaglia, purtroppo, quando addebita alla Delegazione Provinciale la mancanza di intervento sanzionatorio nei confronti di chi avrebbe “giocato sporco”; ho detto prima che non compete a noi “squalificare” o meno un disegno, ma aggiungo che, purtroppo, mi rendo anche conto di quanto sia difficile decidere in una situazione assolutamente nuova, non prevista (si pensa sempre alla correttezza delle persone) e con pochi strumenti a disposizione se non il vedere (l’ho fatto pure io) che ci sono tantissimi “like” provenienti dall’estero (Asia, Est europeo, Sud America, etc.), ma sfido chiunque a dimostrare che non sono “regolari” (magari non sono tecnologicamente evoluto e non lo so, in tal caso prego chi sa di istruirmi).
Finisco scusandomi se sono stato prolisso e sottolineando che tutti gli insulti o le critiche ricevute da chi ritiene di sfruttare la cosa per acquisire consensi nei confronti di altre organizzazioni sportive che nulla hanno a che fare con il mondo delle Federazioni Sportive Nazionali, ma hanno altri meritori ed importanti obiettivi che non sono “sport agonistico”, lasciano il tempo che trovano; noi lavoriamo per i nostri ragazzi e per chi ama il calcio e lo sport in generale.
Roberto Pregadio
Delegato Provinciale FIGC LND Enna

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