Automotive, Conflavoro: “Due imprese su 3 non trovano tecnici competenti”
Una filiera da 31,2 miliardi di euro frenata dalla carenza di personale qualificato. Marcus Coluzzi nuovo presidente di Conflavoro Automotive per rafforzare formazione e dialogo con le imprese
Il settore automotive italiano vive una fase critica sul fronte delle competenze. Dall’elaborazione del Centro Studi Conflavoro su dati Tagliacarne ed Excelsior emerge un quadro netto: la filiera dell’aftermarket – produzione di ricambi, distribuzione e autoriparazione – genera 31,2 miliardi di euro di valore aggiunto e occupa circa 407.000 lavoratori, ma due imprese su tre faticano a trovare le figure di cui hanno bisogno e, per il 36,8% degli operatori, questo divario è già un freno alla crescita. Il confronto con i dati nazionali ne misura la gravità: mentre a livello Italia la difficoltà di reperimento si ferma al 44,1% delle figure ricercate, nella meccatronica ha raggiunto il 55,2% nella media del 2025, oltre otto punti sopra il dato nazionale nello stesso periodo; e per le figure specializzate dell’autoriparazione – meccanici, montatori e riparatori – supera il 70%, con uno scarto di oltre venti punti rispetto alla media del mercato del lavoro. A monte pesa la formazione: i diplomati ITS Academy risultano introvabili nel 57,3% dei casi.
È in questo scenario che Conflavoro ha nominato Marcus Coluzzi alla guida nazionale della sezione Automotive, su scelta del presidente Roberto Capobianco. Una sezione che punta a dare alla filiera un presidio stabile, capace di leggere i numeri del settore e di tradurli in interventi concreti su formazione e competenze.
“L’automotive è un pilastro dell’economia reale – commenta Roberto Capobianco – ma la sua tenuta dipende sempre più dalla capacità di trovare le competenze giuste. Non è la difficoltà di un singolo territorio, ma una sfida nazionale, che si affronta solo mettendo intorno allo stesso tavolo imprese, scuole e istituzioni. Abbiamo scelto di rafforzare la nostra presenza in questo settore proprio per passare dall’analisi all’azione e accompagnare le aziende in una transizione delicata”.
“Dalla Sicilia è partita un’esperienza importante sul sostegno all’Automotive, un laboratorio che oggi vogliamo mettere a disposizione di tutta la filiera nazionale. Collegare la formazione ai bisogni reali delle imprese è la strada per trasformare la carenza di competenze in una concreta opportunità di crescita”, dichiara Giuseppe Pullara, vicepresidente di Conflavoro.
“Vogliamo partire da un metodo concreto – dichiara il neopresidente nazionale di Conflavoro Automotive, Marcus Coluzzi – con incontri periodici con le imprese per ascoltarne i bisogni, tavoli tecnici sui fabbisogni professionali, collaborazioni con le aziende del settore e progetti nelle scuole per raccontare ai giovani mestieri che oggi garantiscono sbocchi reali. È un impegno concreto e di lungo periodo: solo così possiamo colmare il divario tra ciò che le officine cercano e le competenze disponibili sul mercato”.


