Asu: Cgil e Fp Sicilia chiedono alla Regione di fare fino in fondo la sua parte affinchè la norma sulle stabilizzazioni non sia impugnata dallo Stato. Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. Oggi l’ incontro con l’assessore regionale al lavoro
Palermo, 8 giu- “ Il processo di stabilizzazione dei lavoratori Asu deve proseguire senza interruzione. Per questo il governo regionale deve muoversi sul piano politico per evitare che le previsioni della Legge di stabilità regionale al riguardo vengano impugnate dallo Stato. Per quanto ci riguarda abbiamo investito della questione le nostre strutture nazionali perché intervengano sul Ministero dell’Economia e si possa giungere a una soluzione positiva della vertenza”. Lo scrivono in una nota Cgil e Funzione pubblica siciliane, dopo l’incontro di oggi pomeriggio dei sindacati con l’assessore regionale al lavoro Antonio Scavone. “ Il blocco delle stabilizzazioni- sostengono Francesco Lucchesi ( Cgil Sicilia), Massimo Raso (Fp Sicilia) e Salvo Musolino (coordinatore Asu per la Fp), che hanno partecipato all’incontro- sarebbe un fatto gravissimo, che colpirebbe 4.400 lavoratori che da 24 anni rendono possibile l’apertura di uffici, musei, aree archeologiche della Sicilia e che meritano di avere un lavoro stabile”. Cgil e Fp dichiarano di ritenere “giuste e condivisibili” le risposte tecniche date dalla Regione alle osservazioni del Ragioniere generale dello Stato. Controdeduzioni che si augurano consentano di procedere con il processo di stabilizzazione, che “se si vogliono cogliere le opportunità della legislazione nazionale – rilevano- deve concludersi entro il 2021”. Alla Regione, Cgil e Fp ,che hanno già proclamato lo stato di agitazione degli Asu e annunciato iniziative di mobiltazione se non si giungerà a una soluzione positiva, chiedono anche di “fare fino in fondo la propria parte prevedendo, se necessarie ulteriori iniziative legislative per assicurare la stabilizzazione degli Asu che lavorano nei Comuni, nei beni culturali e nel privato sociale”.


