Asp di Enna, i sindacati Cgil Fp, Uil Fp, Nursind e Nursing Up: “Allarme per la carenza di personale, personale allo stremo in fuga verso altre province”
È allarme all’Asp di Enna per la carenza di personale. I sindacati Cgil Fp, Uil Fp, Nursind e Nursing Up in una nota tornano a denunciare le gravi critici della sanità ennese, in cui “malgrado l’emissione di bandi, necessari a coprire i vuoti di personale, la partecipazione dei professionisti a tali procedure concorsuali è bassa o addirittura assente. Spesso, il personale medico neo assunto chiede, per il tramite degli istituti di mobilità o di comando, il trasferimento presso sedi più confacenti ai luoghi di provenienza ma soprattutto verso sedi più appetibili da un punto di vista professionale. Per tale motivo l’Asp di Enna è costretta a richiamare in servizio medici ormai in quiescenza da anni o addivenire all’utilizzo delle prestazioni aggiuntive, con un aggravio dei costi”.
Le sigle prendono atto con soddisfazione della convocazione, avvenuta dopo parecchi anni, della conferenza dei sindaci sugli argomenti inerenti alla sanità ennese e del conseguente incontro del 29 giugno scorso, ma sollevano diversi nodi. Altro argomento è quello relativo all’organizzazione del lavoro del personale di comparto come infermieri, operatori sociosanitari, tecnici di radiologia, tecnici di laboratorio. “Siamo, oramai, in piena stagione estiva -scrivono le sigle – e malgrado la direzione generale fosse a conoscenza delle carenze di personale si procede a rilento con le procedure di assunzione, anche a tempo determinato, di tali preziose figure professionali necessarie per sopperire e supportare i vuoti di organico all’interno dei nostri reparti e garantire un’adeguata assistenza all’utenza ricoverata nei presidi ospedalieri. Si rischia seriamente che il personale non possa godere delle ferie estive”. Secondo i sindacati “ad oggi nulla e’ stato fatto tranne una nota in cui l’Asp spiega di voler sopperire ai vuoti in organico con l’utilizzo dei fondi dei lavoratori destinati all’istituto dello straordinario. Tutto ciò senza un confronto con le organizzazioni sindacali”.
Ma i sindacati a riguardo fanno notare che l’istituto è rivolto a “fronteggiare situazioni di lavoro eccezionali, pertanto, non può essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del lavoro”.
I sindacati chiedono “una migliore organizzazione della sanità territoriale evitando caso di doppie unità operative e un lavoro ampio e sinergico e di lunga visione tra management aziendale, amministratori locali e organizzazioni sindacali”.


