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Alla scoperta dell’ennese:”Ennaion” la carta d’identità di Enna vecchia 2300 anni

Notizie gentilmente fornite da Gaetano Cantaro
Il grande masso, raffigurato nella foto, rappresenta la testimonianza più antica del nome della nostra città, che qui vi venne inciso, circa 2300 anni fa: “Ennaion”. Questo eccezionale monumento, nonostante la sua mole, pare sia scomparso nel nulla da circa 90 anni. Venne studiato per la prima volta, nel 1931, dal celebre archeologo Paolo Orsi, che lo descrisse minuziosamente. Misurava frontalmente 2 metri di altezza, 1,60 metri di larghezza e recava la seguente iscrizione, in lingua greca, scolpita dall’antica mano dell’uomo: “Arxos Dam Ennaion”. Trattavasi di una dedica a “Demetra, Dea degli Ennesi” e probabilmente segnava il limite del recinto sacro del santuario di Cerere. L’Orsi descrisse anche il punto esatto ove si trovava: “250 metri a nord – est del piede del roccione a piombo di Cerere, ed al piede dell’erta scarpata cespugliata che lo sorregge, formata da detriti, forse preistorici del roccione stesso”. Paolo Orsi narrava che, il Podestà Anzalone, gli suggerì di visitare “un terreno di sua proprietà ai piedi della Rocca di Cerere, dove si diceva ab immemorabili esistesse un gran blocco di pietra, forse crollato dall’alto, con delle lettere, mai visto o studiato da alcuno”. Riteneva l’Anzalone “anzi se ne fosse perduta la traccia, essendo il luogo tutto invaso da un fitto groviglio di sterpi e di rovi, che furono la salvezza del prezioso masso, sottraendolo al pericolo di distruzione o di esportazione”. Quella pietra scomparsa nel nulla era la “carta di identità” della città di Enna.

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