DISCARICA DI CONTRADA TIMPAZZO, PLD SICILIA: “QUANDO IL PUBBLICO NON RIESCE A CONTROLLARE SE STESSO”
L’operazione “Pi‑Greco”, condotta dai carabinieri del Noe di Caltanissetta e del Reparto territoriale di Gela, ha portato a cinque arresti domiciliari e al sequestro della società Impianti Srr, gestore della discarica pubblica di Timpazzo. Le accuse – traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale – sono gravi, ma siamo nella fase cautelare e vale la presunzione d’innocenza.
Per il Partito Liberal Democratico, la vicenda solleva una questione politica cruciale: come ha potuto una società pubblica operare così a lungo senza controlli efficaci? Il segretario provinciale Fulvio Miraglia evidenzia che il problema non riguarda solo i presunti illeciti, ma un sistema pubblico privo di strumenti di vigilanza reale: “Finché le nomine dipendono dalla politica e i controlli restano interni, episodi simili continueranno. Lo Stato deve fare bene le poche cose che gli competono, in modo trasparente e responsabile. Qui non è accaduto”.
La struttura di governance mostra un intreccio totalmente pubblico: i Comuni dell’area sud gestiscono la Srr4, che controlla Impianti Srr, senza alcun soggetto terzo indipendente. La Regione Siciliana, che ha finanziato l’impianto e rilasciato l’Autorizzazione integrata ambientale, avrebbe dovuto vigilare sul rispetto delle prescrizioni tecniche, ma – secondo il Pld – non lo ha fatto. La verifica amministrativa regionale è arrivata solo pochi giorni prima degli arresti, sollevando ulteriori interrogativi.
Il segretario regionale Salvo Liuzzo sottolinea che il caso Timpazzo è il sintomo di un modello di gestione dei rifiuti che in Sicilia non funziona: “La Regione ha finanziato, autorizzato e avrebbe dovuto controllare. Invece ha scoperto i problemi solo quando stava per intervenire la magistratura. Servono trasparenza, concorrenza e controlli indipendenti”.
Per il Pld, le società in house possono essere utili solo se rispettano tre condizioni: trasparenza reale, controllo indipendente e affidamenti con scadenze vere. Quando queste mancano, diventano strumenti di potere, con nomine politiche e controlli formali, mentre i cittadini pagano in qualità del servizio e tutela ambientale.
Il partito chiede una verifica politica e amministrativa su tutta la catena di responsabilità – dai Comuni alla Srr4, dalla Srr4 alla Regione – per garantire ai cittadini un sistema di gestione dei rifiuti che sia trasparente, efficiente e rispettoso dell’ambiente.


