Con commozione e stupore: grazie.
Grazie perchรฉ questo risultato era assolutamente inimmaginabile fino a qualche giorno fa.
788 ennesi hanno scelto di scommettere sui Giovani Democratici Enna ed รจ stata questa la nostra forza, la condizione che ci ha permesso di raggiungere un risultato mai raggiunto prima in cittร : chi si รจ recato nelle urne sapeva che scrivendo “Greco” sulla scheda avrebbe scritto il nome e cognome di decine e decine di ragazze e ragazzi di cui io non sono altro che il portavoce e tra questi, voglio qui menzionare con particolare affetto i 22 ex dirigenti e militanti della giovanile emigrati negli anni (li abbiamo contati) che hanno speso centinaia di euro a testa per tornare ad Enna e votare per amore della cittร .
La proposta di un patto generazionale in cittร ha funzionato e spero che il mio Partito possa fare di Enna un modello: sono convinto del fatto che non รจ nella contrapposizione tra generazioni la chiave del rinnovamento, ma nella giusta sintonia tra l’energia del nuovo e l’esperienza di chi ha scritto la storia della politica progressista.
E in effetti, piรน volte รจ stato detto che questa vittoria รจ figlia dei giovani. Vero, senz’altro un grande merito va dato alla nuova classe dirigente del PD ennese guidata da Giuseppe Seminara , Lillo Colaleo e Mattia Tamburella. Ma altrettanto merito va dato a chi, a partire da Mirello Crisafulli, a questa nuova classe dirigente ha dato fiducia, spazio e strumenti politici: senza il sostegno materno di Maria Stefania Marino, la saggezza antica di Salvatore Cappa e il supporto costante di Katya Rapรจ e Giuseppe Arena di certo non sarei qui oggi a scrivere questo post.
Questo risultato voglio dedicarlo a tutte e tutti le 15 candidate e candidati under 30 che hanno combattuto al mio fianco in questa battaglia. Tra queste, Laura Alvano e Maria Rita Campione saranno con me in Consiglio Comunale e mi auguro di vero cuore che a breve se ne possa aggiungere un’altra (che qui non cito solo per scaramanzia).
Adesso abbiamo una responsabilitร politica importante, enorme, che ha il peso delle speranze di quasi 800 cittadini, ossia essere all’altezza delle sfide che ci attendono ma soprattutto riuscire a vincere il confronto piรน difficile che รจ quello con noi stessi: nella mia pur breve esperienza ho visto tante e tanti ammalarsi della brutta malattia della tracotanza dopo una vittoria elettorale. Noi questo non possiamo permettercelo: dobbiamo sempre avere ben chiaro che la vittoria non รจ un punto d’arrivo ma l’inizio di un grande onere che dobbiamo rispettare con lavoro, impegno, dedizione e umiltร a servizio della nostra comunitร .
Come si diceva una volta: al lavoro e alla lotta.
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