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  • Cultura

Per la prima volta a Palermo, in prestito dal Museo del Prado, un capolavoro della pittrice cinquecentesca Sofonisba Anguissola, esposto in dialogo con una tela inedita di Alonso Sánchez Coello

Riccardo Maggio 25, 2026 6 minuti letti

Per la prima volta a Palermo, in prestito dal Museo del Prado,
un capolavoro della pittrice cinquecentesca Sofonisba Anguissola, esposto in dialogo con una tela inedita di
Alonso Sánchez Coello

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Galleria regionale della Sicilia Palazzo Abatellis
inaugurazione
venerdì 29 maggio ore 17.00 – ingresso libero

esposizione fino al 20 settembre 2026

Palermo

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La Galleria regionale di Palazzo Abatellis (via Alloro, 4), diretta da Maddalena De Luca, ospita per la prima volta a Palermo un capolavoro della ritrattista cinquecentesca Sofonisba Anguissola, presentato in dialogo con una tela inedita del pittore spagnolo coevo Alonso Sánchez Coello, nell’allestimento Ritratti di corte a Palazzo Abatellis che verrà inaugurato venerdì 29 maggio alle ore 17.00.

L’esposizione, curata da Maddalena De Luca e Valeria Sola, promossa dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Palermo, è frutto della sinergia consolidata tra la Galleria Abatellis e il Museo del Prado di Madrid dal quale proviene l’opera della pittrice Ritratto di Isabella di Valois (olio su tela, cm 205 x 123; 1561-65), collocata all’interno del percorso espositivo insieme al Ritratto di Dama con cane (olio su tela, cm 205 x 109,5 cm; firmato e datato 1567) di Alonso Sánchez Coello. Proveniente da una collezione privata palermitana, l’opera di Coello è stata attribuita soltanto nelle scorse settimane al pittore spagnolo, grazie alle attività di pulitura effettuate dalle restauratrici della Galleria dalle quali sono emerse la firma e la data dell’opera.

«La presenza, per la prima volta a Palermo di un capolavoro di Sofonisba Anguissola, in prestito dal Museo del Prado, conferma la costante e produttiva attività della Regione Siciliana volta ad accogliere e scambiare opere d’arte, nell’ottica di ampliare orizzonti culturali e rafforzare rapporti internazionali con le più importanti realtà del panorama europeo – dichiara Francesco Paolo Scarpinato, Assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Questa circostanza specifica ci ha riservato anche una sorprendente e inattesa scoperta, ovvero l’attribuzione di una tela di proprietà privata al celebre pittore Alonso Sánchez Coello che, grazie allo studio e alle attività condotte delle restauratrici della Galleria Abatellis, ha potuto collocarsi nel tempo e aprire nuove possibilità di studio sulla Sicilia e sul Mediterraneo».

«Siamo felici e onorati – dichiara Maddalena De Luca – di ospitare nella Galleria un’opera di Sofonisba Anguissola, artista intimamente legata alla città di Palermo dove ha conosciuto tra gli altri Antoon van Dyck e dove si trova la sua tomba, custodita nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi. L’intuizione di mettere in dialogo questa sua celebre opera con una tela inedita, grazie al lavoro congiunto con Leticia Ruiz Gómez, esperta di ritrattistica spagnola, e con Vincenzo Abbate, storico dell’arte, ha riacceso i riflettori su artisti noti e personalità di spicco dell’aristocrazia siciliana che, nella seconda metà del Cinquecento, assunsero ruoli di grandissimo prestigio alla corte di Filippo II».

Ritratti di corte a Palazzo Abatellis è la testimonianza concreta di come l’arte sia in grado a distanza di secoli, oltrepassando confini e vicende personali, di riscrivere la storia. Nella fattispecie questa esposizione ha aggiunto un prezioso tassello al quadro dei reciproci e fecondi scambi culturali tra Palermo, la Sicilia vicereale e la Spagna.

«Il ritratto in prestito alla Galleria Abatellis è senza dubbio una delle opere più belle e rappresentative della pittrice, in quanto raffigura a figura intera Isabella di Valois, la regina che spinse la Anguissola ad approdare alla corte spagnola – dichiara Leticia Ruiz Gómez, curatrice della sezione di Pittura Spagnola del Rinascimento del Museo del Prado che sarà presente all’inaugurazione con un intervento di approfondimento dell’opera. A questa corte, la pittrice di Cremona conobbe e interagì con Alonso Sánchez Coello, ritrattista ufficiale di Filippo II e della sua famiglia, un artista fondamentale che contribuì a consolidare le convenzioni della ritrattistica di corte in Spagna. Nell’esposizione dell’Abatellis Sánchez Coello è presente con un’opera finora sconosciuta alla maggior parte degli specialisti di ritrattistica spagnola; dopo il restauro rivelerà parallelismi con l’opera di Sofonisba Anguissola. Un’eccellente opportunità per ammirare il lavoro di questi pittori».

Il magnifico ritratto di Isabella di Valois rende evidenti le ragioni del successo della Anguissola, considerata una delle migliori interpreti del ritratto di corte in Spagna nella seconda metà del Cinquecento, insieme ad Alonso Sánchez Coello e al fiammingo Anthonis Mor, in un ambito in cui la lezione cromatica e luministica di Tiziano assumeva un ruolo di primo piano. Nei suoi ritratti, Sofonisba riuscì a esprimere l’autorevolezza e l’eleganza del personaggio ufficiale, senza mai tralasciare una sottile introspezione psicologica.
D’altro canto la tela inedita affiancata a quella dell’artista cremonese si è mostrata da subito accostabile per qualità e caratteristiche stilistiche. L’unico dato certo di questo dipinto, fino ad oggi ritenuto disperso, è la provenienza dall’importante asta dei beni appartenuti al conte Giuseppe Lanza di Mazzarino, tenutasi dall’11 al 20 giugno del 1964 a Palazzo Mazzarino. Nel catalogo a stampa dell’asta (Roma, 1964), l’opera veniva identificata tramite foto e didascalia come il Ritratto di Dorotea Barrese, Balia di Filippo IV.
Le vicende collezionistiche e la rilevanza della personalità di Dorotea Barresi e Santapau, principessa di Pietraperzia, sono state ricostruite da Vincenzo Abbate, già direttore della Galleria e studioso della illustre casata siciliana dei Branciforte.
L’accostamento delle due opere in mostra ha rappresentato un’occasione privilegiata per importanti aggiornamenti critici e nuove contestualizzazioni. Da una parte, Leticia Ruiz Gómez ha avanzato fondate perplessità sull’identificazione della figura ritratta con Dorotea Barresi: per ragioni cronologiche, infatti, alla nobildonna non si addicono alcune peculiarità dell’abbigliamento, della pettinatura e, soprattutto, non appare pertinente lo schema compositivo dell’opera. Il palese riferimento al rinomato ritratto di Carlo V di Tiziano, oggi custodito al Prado, connota infatti il dipinto in modo inequivocabile come il ritratto di un membro della corte reale. Potrebbe trattarsi, verosimilmente, di un’opera che la Barresi portò con sé al ritorno dalla corte spagnola durante il trasferimento in Sicilia – e di cui si perse l’identità molto presto, come dimostrano gli inventari di famiglia – oppure di un bene rientrato in Sicilia per mano del nipote della Barresi, Francesco Branciforte, sposo di Giovanna d’Austria.

La mostra è visitabile fino al 20 settembre 2026 con biglietto di ingresso alla Galleria, € 10 intero, € 5 ridotto. Orari: da martedì a sabato dalla 9.00 alle 19.00; domenica e festivi dalle ore 9.00 alle ore 13.00; ultimo ingresso 30 minuti prima dell’orario di chiusura. Lunedì chiuso, eccetto i festivi.

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