Commercio a Enna, l’ultimatum di Confcommercio: «Su Via Roma promesse elettorali vane. Nuovo sindaco, non c’è più tempo»
L’associazione di categoria gela gli entusiasmi della campagna elettorale: «Senza un cambio radicale di prospettiva, i sogni dei candidati resteranno sogni. Ecco l’agenda in due fasi per salvare il centro storico dal degrado».
«Adesso o mai più». Non usa giri di parole il Presidente di Confcommercio Maurizio Prestifilippo, per descrivere lo stato di salute del commercio di vicinato a Enna, con particolare riferimento a una Via Roma da anni sprofondata in un preoccupante stato di abbandono. In una nota dura e dettagliata, l’associazione di categoria analizza le promesse arrivate da entrambi i candidati sindaco — di destra e di sinistra — definendole «suggestive», ma destinate a rimanere «una promessa vana» se non sostanziate da un cambio totale di paradigma.
“La disponibilità al confronto con le istituzioni c’è sempre stata, afferma il Presidente Confcommercio, ma troppo spesso i sindaci e gli assessori vedono il ruolo degli stakeholder come un fastidioso peso alla propria libertà d’azione. Oggi, però, i numeri e la realtà dei fatti dicono che il tempo della propaganda è scaduto.”
La radiografia della crisi: perché i piccoli negozi spariscono
Invertire la rotta non è semplice. Confcommercio traccia una radiografia impietosa dei fattori che stanno uccidendo le attività di prossimità. Da un lato ci sono i giganti macroeconomici: la concorrenza spietata delle vendite online, i grandi centri commerciali, gli outlet e, non ultimo, un mercato su aree pubbliche spesso incontrollato, dove si muovono operatori al limite (o ben al di fuori) della legalità. Dall’altro, pesano le normative europee che hanno di fatto soppresso gli strumenti di programmazione commerciale e liberalizzato gli orari, privando i Comuni di armi regolatrici.
C’è poi una questione strutturale legata alla città di Enna. I locali commerciali sotto i 150 metri quadri — tipici del centro storico — faticano a integrarsi nelle moderne catene di franchising. Se a questo si aggiungono l’irreperibilità di parcheggi pertinenziali, una mobilità urbana inefficiente e il traffico proibitivo nelle ore di punta, si capisce perché il centro storico continui a svuotarsi.
«La scomparsa dei negozi dai centri storici non è solo un problema economico — avverte Confcommercio — ma determina insicurezza, sporcizia, buio, degrado, svalutazione del patrimonio edilizio e costi sociali enormi a carico delle amministrazioni».
L’Agenda per il nuovo Sindaco: il piano in due fasi
Per dimostrare che non si tratta solo di una critica distruttiva, Confcommercio lancia una vera e propria sfida al futuro primo cittadino, mettendo sul tavolo un’agenda politica concreta, divisa tra azioni immediate e progetti strutturali.
Il piano d’urto immediato
• Guerra ai locali sfitti: Identificare subito tutti i proprietari dei “bassi” nelle zone da riqualificare. Introdurre agevolazioni fiscali per chi avvia un’attività e, di contro, sopprimere ogni bonus per chi tiene i negozi chiusi.
• Pugno di ferro sul decoro: Azione sostitutiva del Comune (con addebito dei costi ai proprietari) per ripulire e mettere in sicurezza gli immobili privati, abbandonati, che deturpano l’immagine della via.
• Rivoluzione mobilità: Ripensare il trasporto pubblico con bus navetta dai parcheggi periferici (potenziati nei weekend), segnaletica commerciale di pregio e sistemi meccanizzati (scale mobili e tapis roulant) per superare i dislivelli della città.
• Servizi base ineccepibili: Pulizia straordinaria, diserbo delle strade e totale revisione dell’illuminazione pubblica per combattere l’effetto “via buia e insicura”.
Gli investimenti a medio e lungo termine
Una volta superata l’emergenza, il Comune dovrà mettere mano a investimenti più dispendiosi ma vitali: l’illuminazione artistica dei monumenti, l’apertura prolungata dei contenitori culturali e la creazione di incentivi non solo per il commercio, ma per tutta la filiera dell’accoglienza (alberghi, B&B, ristoranti e bar). Il tutto supportato da itinerari pedonali sicuri per i turisti e da un cartellone di eventi capaci di far tornare ai residenti la voglia di vivere la propria città.
«Tutto parte dalla visione che hanno dentro di sé»
Prestifilippo chiude con un interrogativo che sa di sfida aperta alla futura classe dirigente: “Lo faranno? Staremo a vedere.”
La palla passa ora ai candidati. Secondo Confcommercio, la riuscita di questa scommessa dipenderà esclusivamente da due fattori: la “visione di città” che i futuri amministratori hanno dentro di sé e la capacità di dare una sferzata alla cronica lentezza burocratica degli uffici comunali.
Prestifilippo conclude: “La certezza è una sola: la città non può più aspettare.”


