L’Italia continua a creare irregolari mentre le imprese cercano lavoratori
Piazza Armerina (EN)
19 maggio 2026
Il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez ha avviato una nuova riforma sull’immigrazione che punta a regolarizzare centinaia di migliaia di migranti già presenti nel Paese, favorendo così l’inserimento lavorativo e contrastando il lavoro nero e l’emarginazione sociale.
Una scelta che sta facendo discutere in tutta Europa e che, secondo Don Bosco 2000, dovrebbe aprire una seria riflessione anche in Italia, dove migliaia di persone restano senza documenti pur essendo pronte a lavorare e richieste dalle aziende.
“Oggi il sistema produttivo italiano ha bisogno di lavoratori e questo non lo diciamo noi, ma i dati ufficiali”, dichiara Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000. “Secondo Unioncamere e il Sistema Excelsior, nel 2025 le imprese italiane prevedono oltre un milione di ingressi destinati a lavoratori immigrati. Confcommercio parla di oltre 250 mila lavoratori mancanti solo nei settori del commercio, della ristorazione e del turismo”.
“Eppure”, continua Sella, “mentre le imprese ci chiedono personale, continuiamo a creare irregolarità. Tantissimi ragazzi presenti nei centri di accoglienza non riescono ad ottenere un documento e quindi non possono lavorare regolarmente, nonostante abbiano competenze, formazione e opportunità concrete”.
Don Bosco 2000 segue da anni percorsi di integrazione lavorativa in Sicilia e collabora con numerose aziende che richiedono personale.
“Solo a Piazza Armerina accompagniamo mediamente circa 50 ragazzi ogni anno verso un contratto regolare di lavoro”, spiega Sella. “Le aziende ci chiedono lavoratori ogni giorno. Agricoltura, edilizia, ristorazione, logistica, assistenza alle persone: ci sono settori che senza manodopera straniera rischiano di fermarsi”.
Secondo Don Bosco 2000, le attuali norme italiane stanno producendo un effetto paradossale.
“Molti giovani restano bloccati nei CAS o nei centri semplicemente perché non riescono ad avere un permesso”, aggiunge Sella. “Così finiscono nel lavoro nero, nello sfruttamento oppure ai margini delle città”.
Per Don Bosco 2000, la scelta spagnola rappresenta un modello pragmatico da osservare con attenzione. Anche l’Italia deve avere il coraggio di fare una scelta concreta, umana e utile per il Paese. Il lavoro resta il più grande strumento di integrazione, dignità e sicurezza sociale


