Crisafulli rilancia Enna: «Basta parole, serve progettazione. Istituzioni, impresa insieme e università insieme»
Mirello Crisafulli mette l’economia al centro della sua candidatura a sindaco di Enna e lo fa con un incontro aperto, concreto e partecipato. All’Hotel Sicilia, il candidato ha riunito le principali associazioni di categoria — Confartigianato, Confcommercio, CNA e Imprenditori del Turismo — per avviare quello che ha definito non un appuntamento occasionale, ma l’inizio di un ascolto strutturale e permanente tra futura amministrazione e mondo produttivo: un confronto che ha fotografato le difficoltà del tessuto produttivo cittadino e tracciato le linee di un progetto che punta al futuro. Le associazioni di categorie con testimonianze vive hanno rappresentato le problematiche con le quali si confrontano quotidianamente, dagli affitti alla fiscalità, con l’orgoglio di rappresentare chi non si piega alle difficoltà ma avanza una richiesta chiara: “l’amministrazione comunale che verrà torni ad ascoltare”, perché sorda fino ad ora.
«Le parole restano parole: dobbiamo passare ai fatti e mettere in moto una progettazione seria per reperire i finanziamenti», ha detto Crisafulli, fissando subito il tono del confronto. La sua visione è netta: nessun rilancio è possibile senza costruire un sistema in cui istituzioni, università e impresa lavorino insieme. «Non possiamo immaginare un percorso di sviluppo per questa città senza mettere insieme questi tre sistemi», ha ribadito.
Il programma si articola in tre direttrici prioritarie.
La prima è il rilancio del centro storico, declassato a periferia nell’ultimo decennio. Il programma prevede l’attuazione di leggi regionali già vigenti, agevolazioni fiscali e sulla locazione degli spazi commerciali, incentivi per nuove aperture e il recupero degli esercizi abbandonati. «Il Comune deve accompagnare chi investe nella città, non ostacolarlo con burocrazia e lentezze», ha sottolineato.
La seconda direttrice riguarda l’integrazione tra università, impresa e servizi. Riportare gli studenti nel centro di Enna alta — con trasporti adeguati, convenzioni con ristoratori e commercianti, attività ricreative — è la condizione minima per trasformare la presenza universitaria in un motore economico reale. «Basta rincorrere fantasmi: la Facoltà di Medicina a Enna alta c’era già, ma ce l’hanno tolta». A questo si aggiunge la realizzazione del Policlinico e del Centro di Riabilitazione di Pergusa, che genererebbe un significativo indotto economico, occupazionale e di servizi.
Il terzo pilastro è la valorizzazione del patrimonio culturale: riapertura immediata del Museo Varisano e del Museo Alessi, regionalizzazione dei costi di gestione sul modello di Centuripe, restituzione delle collezioni di Geracello e Cammarata alla comunità e costruzione di una rete museale cittadina. Come sede di riferimento, Crisafulli ha indicato provocatoriamente l’edificio dell’ex Banca d’Italia, a condizione che non venga ceduto prima.
La squadra e gli strumenti
A supporto di questa visione, Crisafulli ha schierato figure tecniche di profilo. L’economista Michele Sabatino, designato assessore al Reperimento di fonti extracomunali e Pianificazione, ha parlato di «inversione del circolo vizioso della povertà» come presupposto di qualsiasi strategia credibile. Sul piano operativo ha indicato quattro strumenti concreti: il rafforzamento delle imprese esistenti e dei loro operatori, la creazione di un incubatore d’impresa, l’istituzione di un Forum degli interessi tra i principali attori economici e sociali della città, e la realizzazione di un centro di ricerca permanente orientato all’innovazione locale. La dirigente scolastica Marinella Adamo, designata assessore alla Pubblica istruzione, ha sottolineato il legame necessario tra scuola, impresa e parità di accesso alla formazione e al lavoro, con particolare attenzione alle donne.
Le voci del territorio confermano la rotta
Il mondo produttivo ha risposto con chiarezza. «Finalmente qualcuno comincia ad ascoltare», ha dichiarato Maurizio Prestifilippo, presidente di Confcommercio. Valentino Savoca, presidente della CNA, ha parlato di «amministrazioni sorde» e richiamato l’esigenza di interlocutori presenti. Angela Maccarone, segretaria provinciale di Confartigianato, ha indicato la costruzione di un «habitat favorevole alla rinascita imprenditoriale» come obiettivo urgente, anche sul piano fiscale. L’imprenditrice Nietta Bruno ha sollevato una questione diretta: «Dove sono finiti i fondi raccolti con la tassa di soggiorno? I turisti a Enna pagano per servizi che non hanno».
A istituzionalizzare il dialogo ha provveduto la proposta dell’onorevole Fabio Venezia di creare una Consulta delle attività produttive, organismo di confronto periodico tra amministrazione e operatori. Il presidente del Libero Consorzio Piero Capizzi ha invitato Enna a candidarsi a capofila dei comuni dell’area interna, uscendo dalla marginalità. L’onorevole Maria Stefania Marino deputata alla Camera ha chiamato i cittadini a una «scelta consapevole» per riaccendere le luci di una città che ha le risorse per invertire la rotta.


