U Signuruzzu torrna ‘nno lacu.
Il luogo più delizioso del territorio ennese è il Lago di Pergusa: “un tempo sulle sue sponde dal novembre all’aprile, era costante il brulichio dei cacciatori che venivano dalla città di Enna e dalle altre vicine, avidi di far colpo sulle anatre, sui germani reali, sulle folaghe, sugli aironi e su tutte le specie di uccelli acquatici migratori, che popolano il lago in quantità talvolta sorprendenti.”
Per fortuna la caccia nella riserva non esiste più, ma così scriveva Sinicropi nel 1929. Questo stralcio dimostra come da sempre questo luogo sia popolato da fauna e flora rilevanti per la bio-diversitá. E continuava :
“Dalle sponde di questo lago, cinto di verdeggianti colline su cui siedono bellissime case, famosi poeti fecero uscire il carro di Plutone, rapitore di Proserpina. Pergusa chiamasi il Lago, da Pergo, per ricordare il passo fatto da Plutone con la preda divina, che trasse sino a Siracusa, nel luogo dove esiste la fonte Ciane. Luogo dalla natura incontaminata, la conca Pergusina con il lago, la selva, il villaggio, le campagne circostanti che si affacciano sull’Etna, sono considerati uno dei più bei panorami paesaggistici di Sicilia.”
Nessuna descrizione, in effetti, riesce più bella ed efficace di quella fattane da Ovidio nel libro V delle Metamorfosi, nella narrazione del Ratto di Proserpina, ma belle descrizioni ne fecero pure Claudiano, Solino, Cicerone.
Il nucleo fondante e originario del villaggio fu proprio a ridosso delll’attuale chiesa del SS. Crocifisso e fu edificato tra il 1936 e il 1937, circa dieci anni dopo l’erezione di Enna a capoluogo di provincia, avvenuta il 6 dicembre 1926. Il Villaggio poteva ritenersi completamente attrezzato: una casa del Fascio, la chiesetta, edifici pubblici indispensabili alla vita collettiva come la casermetta, la delegazione podestarile, la scuola, le case dei coloni con le loro famiglie.
Anche il Villaggio Pergusa ha la sua festa che getta le origini nel periodo fascista quando, di fatto, fu costituito l’intero villaggio con la bonifica dei territori palustri circostanti il lago.
Un tempo la festa si svolgeva il tre e quattro maggio, dove si festeggiavano Nostro Signore e la Madonna degli Angeli, celebrati in due distinte chiese campestri. Tradizionale era il ritorno dei braccianti del Lago sull’imbrunire del 4 maggio, intorno ai quali una miriade di citttadini si recavano, per accoglierli, verso gli stradali di sotto via Pergusa, ed insieme inneggiando a primavera e buon umore, rientravano nella città.
Il periodo di maggio coincideva con l’antica festa dell’invenzione della Croce, che permise a diversi centri siciliani di festeggiare la Santa Croce di Cristo il quinto mese dell’anno; proprio per questo motivo pare che sia stata istituita la festa del Crocifisso di Pergusa, che nacque ufficialmente nel 1937 e che fu spostata poi al primo maggio e nei giorni a suo ridosso. La festa, vista la concomitanza con i festeggiamenti assai sentiti di San Filippo di Aidone, fu spostata dall’1 alla prima domenica di maggio.
I giorni erano caratterizzati dalla questua, la raccolta di offerte per la realizzazione dei festeggiamenti, solitamente composte da frutti della terra, ovini, bovini e pollame, e dai caratteristici giochi campestri che si svolgevano soprattutto il 30 aprile, vigilia. In tale data, infatti, soprattutto i ragazzi davano vita ai giochi del villaggio, tra cui la rottura delle pignate, vasi di ceramica che venivano riempiti di premi, la corsa con le barche, la corsa coi sacchi. Il giorno di festa, il Primo Maggio, era caratterizzato dalla mattinata trascorsa dalle famiglie sulle rive del Lago di Pergusa con caratteristici pic-nic e la raccolta del “fiore valico, o balicu”, arbusto lacustre che veniva raccolto in abbondanza per l’addobbo della chiesa. Subito dopo il pranzo altro momento importante era la gara degli spaghetti pepati, il tiro alla fune, la padedda mascarata, la corsa coi scecchi. Subito dopo avveniva la processione della croce, abbastanza rudimentale, che veniva portata sino all’originario nucleo abitativo del villaggio e alla piccolissima chiesetta di Santa Maria degli Angeli, recentemente ricostituita e ristrutturata. Al ritorno in chiesa i festeggiamenti proseguivano con la “ntinna” e la serata danzante.
Solo successivamente si istaurò l’usanza di portare la croce nel bel mezzo del lago con l’ausilio di un battello: negli anni ’40 fu commissionato l’attuale Crocifisso di pregevole fattura, mentre dagli anni ’70, con l’istituzione della confraternita del SS.mo Crocifisso si diede vita all’attuale conformazione della festa, con la processione del Crocifisso su una barcaccia intagliata che compone il fercolo dal 1987. La Parrocchia SS Crocifisso di Pergusa fu fondata nel 1967.
La Confraternita SS. Crocifisso di Pergusa fu fondata, invece, nel 1973 dai “Lacari”, figli di coloro che diedero origine all’ antica festa “do’ Signuruzzu du lacu”.
Oggigiorno la festa si svolge nei tre giorni precedenti alla prima domenica di maggio. Il clou della processione continua ad essere la traversata del lago: il Crocifisso viene portato in processione, nel pomeriggio della domenica, lungo l’asse viario di Pergusa, percorre l’ingresso dell’autodromo per poi essere adagiato su una barca e da lì iniziare il giro dell’intero specchio d’acqua, tra lo sguardo incuriosito di centinaia di fedeli accorsi alle rive dei giunchi.
L’incantevole cornice del Lago Pergusa rende molto suggestiva la traversata, particolarmente toccante il momento in cui al centro del lago viene letto un passo del Vangelo che racconta l’apparizione di Gesù Risorto nelle acque del lago Getsemani.
Dopo la benedizione delle acque in serata riprende la processione per ritornare in chiesa, nel cui sagrato vengono poi sparati i giochi pirotecnici.
Dopo anni, per via di problemi idrici del lago, il Crocifisso questo pomeriggio tornerà sul lago: che la sua traversata possa portare ad una nuova stagione di fioritura per il lago e tutta Pergusa.


