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Calcio a 5 serie A2. il bilancio della stagione della Gear Piazza Armerina da parte del DG Eddy Festone

Riccardo Aprile 27, 2026 9 minuti letti

“A tu per tu con Eddy Festone!”. Le parole del Direttore Generale sulla stagione sportiva e tanto altro ✍🏻 Leggi l’intervista ⚪️🔵⬇️
—
D: Direttore si è appena conclusa la tredicesima stagione della GEAR, quale è il suo bilancio?
R: Sicuramente una stagione che a livello personale mi ha trasmesso una grande adrenalina, abbiamo lottato per la vittoria del campionato sino alla penultima giornata, abbiamo partecipato alla Coppa Italia di categoria, ed abbiamo centrato l’obiettivo che ci eravamo posti ad agosto, ovvero migliorare il risultato della stagione precedente; queste sono emozioni che non provavo da troppo tempo.
Ovviamente il rammarico e la rabbia per non aver vinto un campionato alla portata, e soprattutto, per la figuraccia rimediata nel primo turno playoff, li porterò con me per molto tempo.
Guardando oltre al risultato sportivo abbiamo sicuramente compiuto degli step importanti come società, passo dopo passo stiamo cercando di creare un asset ed un ambiente degni delle nostre ambizioni.
—
D: Cosa secondo lei è mancato per coronare un sogno che ha definito alla portata?
R: Diciamo che questa squadra è stata costruita, nella primavera 2025, con la consapevolezza di unire scommesse ad elementi di esperienza e di qualità comprovata.
Sugli elementi di esperienza non siamo stati particolarmente fortunati; Giovanni Marino si è infortunato seriamente al terzo allenamento con il gruppo, Luca lamurella ha giocato solamente le prime 3 gare di campionato, Vitinho non è stato mai al top della condizione ed ha dovuto stringere i denti per poter essere sempre presente. Dal 6 dicembre, gara di andata con il Messina, in poi sicuramente non siamo stati al meglio e nelle 3 gare in cui serviva quella marcia in più, ovvero la gara di andata a Soverato, la gara di ritorno con l’Eur a Roma e poi la penultima gara a Messina, ci è mancata quell’upgrade fondamentale per vincere un titolo.
—
D: Non ha menzionato il turno playoff con l’Eur Roma, cosa è successo?
R: Chi mi conosce un pochino potrà sicuramente immagine il lunedì di passione post gara di andata. Seconda contro quinta non poteva e non doveva finire così, punto!Dopo un buon approccio alla gara siamo spariti dal campo, una prestazione di cui vergognarsi e per cui abbiamo chiesto scusa ai nostri sostenitori. Io cerco sempre di imparare dalle situazioni negative e sicuramente quella gara mi ha fornito tante risposte.Alla gara di ritorno ci ho sempre creduto poco, serviva una prestazione che riscattasse l’andata e c’è stata e forse il lato da tifoso che è in me sul 3-0 ci ha anche creduto ma quando il tiro di Castrogiovanni ha colpito il palo interno per poi uscire ho capito che non ci sarebbe stata speranza, sono segnali che in 13 anni di GEAR ed in 35 di sport ho imparato a cogliere.
—
D: Una gara non all’altezza cancella il lavoro svolto nel recente passato?
R: Assolutamente no! Lascia tanto rammarico ma nelle ultime due stagioni, insieme a mister Magalhaes, abbiamo dato alla GEAR uno status che sembrava quasi un utopia negli ultimi anni. Le prime 4 stagioni di A2 sono state sempre quelle del vorrei ma non posso, quelle degli alibi, delle scelte sbagliate e dei tanti rimpianti. Nelle ultime due annate abbiamo cambiato marcia, abbiamo dimostrato che con le giuste figure professionali, ma soprattutto, con le giuste persone, si può crescere e sognare, l’entusiasmo in società ed in città è tornato quello dei momenti migliori e quindi dobbiamo essere molto soddisfatti.
La gara di Roma, ma anche quella di Messina del 6 marzo, non andranno mai dimenticate, dobbiamo tenerle lì, come un post-it sul frigorifero, a ricordarci giornalmente cosa poteva essere ed invece non è stato.
—
D: Cosa dobbiamo aspettarci, quindi, in futuro dalla GEAR?
R: Abbiamo sempre puntato al miglioramento e continueremo a farlo, migliorare un secondo posto sicuramente ti proietta verso qualcosa di importante e la prossima stagione molte cose, che riteniamo parzialmente responsabili della non vittoria, cambieranno; dovremo andare verso una direzione ben precisa e servirà anche una gestione diversa di alcuni aspetti, meno alibi, più pressione, ed esami costanti per tutti.
La luce della stanza dei bottoni della società non si è mai spenta e quotidianamente andiamo ad aggiungere le tessere che riteniamo indispensabili per il nostro futuro.
—
D: Andiamo quindi ad argomenti che scaldano i tifosi, cosa si dovranno aspettare dal mercato?
R: Il grosso del roster è stato confermato già durante la stagione o addirittura anche prima, ovviamente le ultime gare hanno fatto sorgere qualche interrogativo che stiamo valutando; sul versante uscite chi è interessato ai nostri giocatori, già rinnovati, sà bene che hanno un contratto e che quindi dovrà trovare un accordo prima con la GEAR, sul fronte degli arrivi ci lavoriamo da un bel pò, abbiamo già chiuso un importante nuovo arrivo e sappiamo bene cosa ci manca e come intervenire.
Stiamo valutando eventuali altre riconferme, ovviamentecon il mister quotidianamente lavoriamo per sistemare quanto non ha funzionato, oltre all’accordo già raggiunto puntiamo ad inserire in rosa almeno altri 2 elementi validi.
—
D: Durante la stagione abbiamo visto la GEAR entrare in una nuova casa, cosa ne pensa?
R: Sono sempre molto legato ai luoghi che mi hanno regalato emozioni forti, il Campetto Sant’Antonio prima ed il PalaFerraro poi, hanno segnato la nostra storia, sono stati teatro delle nostre imprese sportive e lasciarli non è mai facile e non lo si fa a cuor leggero.Ma siamo in A2, con ambizioni importanti, e con uno stile di gioco che necessità di una location all’altezza. Quindi, non appena l’amministrazione comunale ha reso reale quella che era diventata oramai un utopia per la città, non potevamo tentennare, la prima gara alla riapertura rimarrà uno dei ricordi e sicuramente uno dei passi sportivi più importanti nella storia di questa citttà.
Il Palasport rappresenta una grande opportunità per lo sport armerino e sicuramente consente alle società, che da anni portiamo in giro per la nazione il nome di Piazza Armerina, di poter pianificare al meglio le attività ed il futuro.
—
D: Quindi la GEAR non è, come si vocifera, chiusa in se stessa e restia alle opportunità?
R: Non scherziamo, non siamo mai stati bigotti e mai lo saremo, abbiamo solamente sempre difeso la nostra creatura quando abbiamo ritenuto che andava fatto.
Siamo sempre stati collaborativi con le istituzioni e con quelle società che hanno una visione, così come saremo sempre dalla parte opposta di chi pensa a lucrare con lo sport e solo alle proprie esigenze. Quello che abbiamo creato dal nulla è sotto gli occhi di tutti quindi abbiamo anche la presunzione di dire di saper scegliere e prendere le giuste posizioni.Sicuramente dalla fine del 2024 l’amministrazione comunale è tornata ad essere attenta alle dinamiche sportive, l’ottimo lavoro nel settore sport credo sia sotto gli occhi di tutti e la riapertura del Palasport rappresenta la ciliegina sulla torta.
Nelle ultime due legislature l’operato degli assessori Filetti prima, e Zanerolli adesso, merita i complimenti degli addetti ai lavori.

D: Quindi le attuali discussioni politiche sullo sport locale vedono la GEAR spettatrice indifferente?
R: Se abbiamo voluto donare il nostro tempo e le nostre risorse ad un progetto come la GEAR è chiaro che non siamo solo spettatori ed amiamo questa città.
Così come quando abbiamo fatto notare che alcune scelte gestionali della politica non andavano bene, esponendo pubblicamente il nostro pensiero, abbiamo anche sempre elogiato le cose positive, una società sportiva deve essere oggettiva nelle valutazioni perchè è responsabile di tanti tesserati.
A chi voleva spingerci verso le recenti polemiche, su eventuali chiusure delle strutture, abbiamo risposto che l’amministrazione è stata trasparente informandoci per tempo della possibile problematica, ed ha cercato di trovare con noi la soluzione alla temporanea emergenza, cosciente che abbiamo obblighi federali che non possiamo ignorare.
Il clima fazioso stile tifoseria che si è creato tra gli schieramenti politici, sicuramente è deludente e non aiuta lo sport e la città, serve collaborazione e non continui scontri.
—
D: Passiamo, invece, alla politica della gestione del futsal da parte della Divisione, cosa pensa la GEAR?
R: Sicuramente l’attuale governance sta lavorando sodo e sta dando al nostro sport il lustro che merita, conoscendoli sappiamo che non si fermeranno e continueranno quest’opera di valorizzazione.
Oltre ai traguardi raggiunti, ultima l’ospitare la Champions, una delle grandi doti che questo gruppo ha mostrato di avere, è sicuramente la vicinanza alle società ed il continuo confronto; ascoltare le eventuali problematiche ed essere propositivi nel cercar di risolvere sicuramente aiuta il nostro lavoro.
Al miglioramento non c’è mai fine quindi tanto altro c’è da migliorare per rendere sostenibile, competitivo ed attrattivo il nostro sport.
Come GEAR siamo sempre stati e saremo sempre disponibili a metterci a disposizione per il movimento del futsal italiano, l’importante non è solo sapersi lamentare, quello è facile per tutti, la politica del fare e di rimboccarsi le maniche non deve mai passare di moda.
—
D: Concludiamo con le vicende extra campo di giustizia sportiva, che hanno visto la GEAR parte lesa, e che hanno animato l’inizio di stagione.
R: Si sono dette tante cose, anche troppe, la realtà è stata distorta, raccontata e diffusa in malo modo.Come società abbiamo solamente messo a conoscenza gli organi competenti, Federazione e Procura su tutte, di un modo di operare ed educare che consideriamo sbagliato. Siamo stati derisi, infangati ed offesi alle spalle, senza alcun confronto; è stata distorta la realtà delle cose e si è inquinata la volubile visione adolescenziale di molti ragazzi e non solo.
Nell’ombra, ed in maniera totalmente gratuita, è stata portata avanti una campagna di calunnia verso la GEAR, ed i suoi componenti, un’ ossessione malata che ha avuto la giusta valutazione da parte delle autorità competenti.
Volutamente non abbiamo voluto dare pubblicità alla cosa perchè non fa parte del nostro stile, per chi vuole conoscere la verità dei fatti e tutta la storia ci sono delle sentenze pubblicate accessibili a tutti, documentarsi non fa mai male.

 

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