È una contrapposizione straordinaria e necessaria: mentre le mani plasmano l’argilla di “Oltre il respiro” per denunciare la distruzione, le stesse mani rifiniscono “Donare è vita” nel marmo e nell’acciaio. C’è un equilibrio poetico in questo tuo impegno. Da un lato la fragilità dell’argilla che soffre il “vento della guerra”, dall’altro la solidità eterna del marmo e dell’acciaio che celebrano l’atto supremo dell’altruismo.
Vi aspetto…
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