La Madonna de’ Carusi…di Gaza
Oggi, come ogni prima domenica di settembre, la città di Enna guarda ancora una volta alla Madonna e lo fa con un titolo che si lega al passato, alla vocazione mineraria di questa terra e a una delle pagine più terribili della sua storia, quella dei Carusi, i piccoli bambini-operai sfruttati per la loro statura e agilità nel lavoro delle miniere, per trarre profitto e denaro.
In questa domenica di festa, però, non possiamo dimenticare i tanti “Carusi” di oggi: non solo i nostri bambini, quelli di questa città, il nostro futuro, ma tutti i bambini del mondo. E specialmente quei ” carusi” che sono vittime di una vera e propria carneficina, di un genocidio che molti, troppi, cercano di camuffare: i “carusi” di Gaza.
‘Carusi’ che non giocano, ma che sono costretti a vivere sotto pesanti bombardamenti, nell’angoscia , nel dolore, costretti a dimenarsi tra le macerie, privati dei servizi essenziali, delle cure salvavita. Migliaia di questi “carusi” sono affetti da malnutrizione acuta, ridotti a scheletri viventi, affetti da terribili patologie, trascorrono le loro esistenze nella fame, nella sete, perché gli aiuti umanitari scarseggiano. Oltre 50mila di questi “carusi” sono morti o feriti. Decine di migliaia di minorenni rimasti soli. Centinaia di migliaia condannati alla malnutrizione. Incalcolabili i danni psicologici.
Almeno 1009 dei bambini uccisi avevano meno di un anno, e quasi la metà (450) di questi neonati è nata durate la guerra e a causa di essa è stata uccisa; almeno 21.000 bambini rimasti invalidi a vita. Migliaia di altri sono dispersi o presumibilmente sepolti sotto le macerie.
Numeri impressionanti , ignorati, sottostimati, silenziati dall’assordante mondo che ci circonda, assuefatto dalla bramosia di potere.
In questa domenica di festa per la città, per il quartiere, per la confraternita, per i bambini , protagonisti dei giochi di quartiere e del festival canoro, non dimentichiamo, vi prego, anche solo per un attimo “i carusi di Gaza” e tutti i “Carusi” vittime dell’odio, della violenza, della fame, della povertà , della guerra.
Cosa possiamo fare ? La domanda sorge spontanea.
Non facciamo silenzio, anzitutto.
Facciamo rumore! Manifestiamo, parliamo, divulghiamo. Non lasciamo che questa ” strage degli innocenti” ci lasci indifferenti e si perpetri anche grazie al nostro silenzio.
Non la accettiamo! Perché un essere umano non può accettare una barbarie del genere !
Doniamo, attraverso le tante ONLUS che cercano di portare aiuto in quella terra di miseria e devastazione.
E preghiamo, per chi si aggrappa alla fede, perché possa albeggiare presto un raggio di pace.
Davanti alla semplicissima, ma tanto cara immagine della Madonna de’Carusi, Madre con il Figlio in braccio, che è così materna, così genuina, ma che sembra per un attimo triste , ripenso alle parole che F.Sapienza ha dedicato a Maria e circolate mesi fa su internet, così vere, così attuali.
Le rivolgo ancora a lei, le condivido con voi, perché possiate anche voi fare altrettanto.
“Ave, o Maria di Gaza
Madre che piangi
tra le macerie,
con il tuo bambino
tra le braccia,
sotto il cielo
che non ha più stelle.
Tu sei abbandonata
tra le madri,
e abbandonato è
il frutto del tuo dolore.
Santa Maria,
Madre di Dio
sotto le macerie,
prega per noi
che continuiamo
a guardare senza far nulla ,
adesso e nell’ora
del giudizio di Dio. ”
E prenditi cura di loro, Madonna de Carusi di Gaza, di quei Carusi che non hanno più niente, che continuano a lottare o che non ci sono piu .
Prendili tutti in braccio e stringili a te, rassicurali, asciuga il loro pianto, lenisci il loro dolore,che sentano forte quell’Amore che non siamo stati in grado di dare loro o che, come peggiori delle bestie, abbiamo strappato loro via.
E a chi ancora vive questa dura battaglia, concedi la tua benedizione: perché qualunque credo essi professino, sono Figli di Dio, e quindi anche Figli Tuoi.
Amen


