Asp di Enna, 2.100 prestazioni nell’ambulatorio integrato di nutrizione clinica
Grandi numeri per il servizio diretto dal medico anestesista Linda Scarpello nato nel 2021. Ecco quali sono i motivi di questo successo
di Angela Montalto
Nel 2021 le prestazioni dell’ambulatorio Integrato di Nutrizione Clinica dell’Asp di Enna, diretto dal medico anestesista Linda Scarpello, erano 120, oggi sono diventate 2100. Questi i dati riportati stamane, durante la conferenza stampa, per fare un primo bilancio sull’attività svolta. Gli elementi che hanno reso vincente il progetto, come hanno spiegato i fautori, sono tre: il lavoro di team, avere semplificato l’accesso all’ambulatorio e aver garantito la continuità terapeutica tra ospedale e territorio.
L’ambulatorio di Nutrizione clinica nasce nel 2021 all’interno dell’Unità Operativa di Anestesia e Terapia Intensiva, diretta da Ezio De Rose. Il suo team oggi è composto dai medici Veronica Russo, dietista con competenze specifiche nella prevenzione della Sindrome da rialimentazione; Carla Linguanti e Giuseppina Cinzia Di Martino farmaciste ospedaliere con pluriennale esperienza nell’ambito della farmaco-nutrizione e nutrizione parenterale galenica e sul territorio funge da anello di congiungimento il dottore Mirabile.
Di cosa si tratta
Ma esattamente di cosa parliamo? «Di nutrizione artificiale, che garantisce un’integrazione calorico-proteica a quel paziente malnutrito che ha, quindi, una malattia nella malattia- esordisce la dottoressa Scarpello- Il nostro è un progetto tanto essenziale nella sua semplicità quanto indispensabile sotto il profilo dell’erogazione dei servizi, che si rivolge a pazienti oncologici, neurologici, geriatrici o con problemi di deglutizione».
Come è facile comprendere, siamo di fronte a un ambito scientifico molto vasto ma, nell’era delle “diete a intermittenza” è meglio fare un’ulteriore precisazione: la nutrizione clinica non va confusa con quella fisiologica mirata a soggetti che combattono con patologie quali diabete, ipercolesterolemia, obesità. La nutrizione artificiale, attraverso l’integrazione di supporto nutrizionale orale, nutrizione enterale per sonda e nutrizione parenterale, costituisce un intervento terapeutico imprescindibile in tutti quei pazienti che a causa di patologie non riescono più a nutrirsi adeguatamente e in alcuni casi la nutrizione artificiale risulta indispensabile per affrontare la terapia prima e l’intervento chirurgico dopo.
Se il primo step è stato quello di prendere in carico i pazienti ospedalizzati e accompagnarli alle dimissioni, dal 2022 il secondo passo è stato quello di realizzare una rete con i medici sul territorio, ha spiegato il team. Il paziente che giunge in ambulatorio, arruolato in ospedale perché ricoverato, viene seguito poi anche sul territorio a domicilio, offrendogli un grande aiuto anche ai caregiver familiari. Altresì in remoto vengono seguiti e monitorati quei pazienti segnalati dai medici di medicina generale e dalle comunità terapeutiche.
Burocrazia sconfitta
Ma la cosa che rende straordinario il servizio, con una procedura innovativa nel territorio regionale, è avere “smantellato” la burocrazia che vi sta dietro. Si è passati da un sistema farraginoso in cui il paziente, dopo la valutazione medica e la prescrizione, doveva prima rivolgersi agli uffici di Medicina di base e poi andare in farmacia, a quello in cui il paziente nella stessa giornata e nello stesso posto: ottiene una valutazione nutrizionale esaustiva dal medico specialista con relativa prescrizione; riceve un’elaborazione del piano nutrizionale da parte del dietista ed infine può ritirare la fornitura necessaria nella stessa farmacia ospedaliera o in qualsiasi altra farmacia territoriale.
I commenti
«La cosa che m’inorgoglisce, oltre al chiaro esempio di buona sanità che il servizio propone all’interno dell’Asp che dirigo- ha dichiarato il Direttore Generale, Mario Zappia – è il team multidisciplinare che lo rende possibile e la filosofia che lo muove. L’ambulatorio nasce a seguito della richiesta della Regione Siciliana di rendere operativo il Pdta per i pazienti oncologici, ma cresce nelle intenzioni e nell’operosità dei professionisti che lo compongono, semplificando con empatia l’accesso dei pazienti all’ambulatorio e garantendo loro la continuità di cura attraverso l’integrazione tra ospedale e territorio».
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«La nostra Asp con questo servizio- ha sottolineato Zappia- si è posta il problema di andare a casa dei pazienti che hanno una prescrizione, evitando loro di perdersi tra le pastoie della burocrazia della pubblica amministrazione. Con un solo accesso, infatti, si riesce ad avere garantita l’assistenza per l’intero percorso, un modo per dimostrare al paziente il rispetto e l’attenzione che gli è dovuta», conclude il direttore generale.
«Oggi la nostra partita è una partita vincente, proprio perché in questi anni ognuno di noi ha lavorato al meglio al fine di portare a termine quello che è il nostro obiettivo comune: il bene del paziente- ha dichiarato la responsabile Linda Scarpello– Ringrazio soprattutto la Direzione generale per la sensibilità e l’entusiasmo con i quali ha aderito alle iniziative che abbiamo messo in campo in questi anni, divenendo punto di riferimento anche per le altre realtà provinciali».


