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CLIENTI INFEDELI DA COLTIVARE, CARRELLI INTELLIGENTI DESTINATI A CAMBIARE PER SEMPRE L’ESPERIENZA DI ACQUISTO, L’ITALIA CHE SUPERA AMAZON CON STORE AUTONOMI CHE CRESCONO: ECCO COME CAMBIA LA GDO

Riccardo Maggio 8, 2026 9 minuti letti

CLIENTI INFEDELI DA COLTIVARE, CARRELLI INTELLIGENTI DESTINATI A CAMBIARE PER SEMPRE L’ESPERIENZA DI ACQUISTO, L’ITALIA CHE SUPERA AMAZON CON STORE AUTONOMI CHE CRESCONO:

ECCO COME CAMBIA LA GDO

Al Grocery Connect di Retail Hub le grandi catene come Conad, Coop, Finiper, Penny e molte altre raccontano il grocery contemporaneo e le sfide future tra smart store, private label identitarie e prossimità

Il cliente non è più fedele, gli smart cart trasformeranno il supermercato in una piattaforma dati in tempo reale, l’AI entra concretamente nei processi della GDO, gli autonomous store – al contrario della débacle Amazon – in Italia funzionano eccome, la private label diventa sempre più uno strumento identitario e relazionale. E ancora: assortimenti iper-locali, category management guidati dai dati, negozi sempre più esperienziali e una nuova centralità delle persone e del territorio.

È questa la fotografia scattata dall’osservatorio Retail Hub – tech company che connette startup e corporate per accelerare la trasformazione del retail a livello internazionale – durante uno dei suoi eventi di punta, il Grocery Connect, che ha riunito retailer, manager, startup e innovatori per fare il punto sui trend che stanno ridefinendo il futuro della grande distribuzione organizzata.

Un appuntamento che rappresenta concretamente la mission di Retail Hub: mettere in relazione grandi aziende e startup innovative, creando connessioni tra il mondo della distribuzione e le tecnologie che stanno trasformando il settore. Un lavoro che il gruppo porta avanti quotidianamente attraverso la piattaforma Innovation Explorer, gli eventi, la formazione, gli Innovation Tour internazionali, grazie ai quali osserva direttamente i trend più evoluti nei mercati retail di tutto il mondo per poi trasferirli alle aziende italiane.

LA NUOVA SFIDA DELLA GDO? ESSERE RILEVANTI, NON SOLO CONVENIENTI

Durante l’evento si sono alternati sul palco i manager dei più grandi player della grande distribuzione con i quali Retail collabora da sempre – Dao, Conad, Coop, Gruppo Finiper, Selex, Etruria Retail, Sogegross, Penny, CDS Gruppo Romano, PrestoFresco – esperti di AI e startup innovative, delineando un settore in piena trasformazione. Guidati da Massimo Volpe – founder e CEO di Retail Hub – e Stefano Motta – Chief Operating Officer di Retail Hub – hanno dato prova di un cambiamento che non riguarda più soltanto il pricing o la promozione, ma investe profondamente il rapporto con il cliente, la gestione del punto vendita, la logistica, il lavoro umano e persino il concetto stesso di fidelizzazione.

La parola che più di tutte sembra sintetizzare il futuro della GDO è infatti “rilevanza”. Perché se il consumatore di oggi frequenta quattro, cinque o anche sei insegne diverse, la sfida non è più trattenerlo “per sempre”, ma riuscire a essere rilevanti ogni singola volta. Non a caso, uno dei concetti più discussi durante Grocery Connect 2026 è stato proprio il superamento della loyalty tradizionale. Carte fedeltà, punti e promozioni non bastano più se il retailer non riesce a costruire un rapporto autentico con il cliente, basato su fiducia, relazione e capacità di interpretarne i bisogni reali.

DALLE AI AGENTICHE AI CARRELLI INTELLIGENTI: IL RETAIL ENTRA IN UNA NUOVA ERA

Ed è proprio qui che entra in gioco la tecnologia. Grande protagonista della giornata è stata naturalmente l’intelligenza artificiale, raccontata non più come tecnologia futuristica, ma come infrastruttura concreta destinata a rivoluzionare l’intera filiera retail. Lo ha spiegato bene Alberto Mattiello, Head of Innovation di Retail Hub e membro dell’Advisory Board: il settore stia entrando nell’era delle AI agentiche: sistemi capaci non soltanto di generare contenuti, ma di agire concretamente su software, dati e processi aziendali. “L’output dell’AI non sarà più una risposta, ma un’azione”. Lo scenario futuro parla di un’ AI capace di navigare il web e costruire automaticamente carrelli della spesa, dashboard intelligenti che analizzano i dati dei punti vendita e suggeriscono decisioni operative, software creati su misura direttamente dalle aziende e personal AI che in futuro aiuteranno le persone a scegliere cosa acquistare in base alle proprie abitudini, al proprio stato di salute e persino ai propri obiettivi alimentari. Secondo i dati, il traffico generato dalle AI verso gli e-commerce sarebbe già quadruplicato anno su anno.

AI, COMPUTER VISION E SMART RETAIL: LE TECNOLOGIE CHE STANNO CAMBIANDO IL SUPERMERCATO

Molto spazio è stato dedicato all’innovazione grazie alla presenza di alcune tra le start up più dirompenti sul mercato, individuate grazie al lavoro di scouting che fa Retail Hub costantemente attraverso la propria piattaforma proprietaria. Come Mira, startup che ha sviluppato Solo, una soluzione di self-checkout autonomo basata su computer vision ed edge AI, con l’obiettivo di eliminare la scansione tradizionale dei codici a barre e rendere il pagamento in negozio molto più rapido e fluido. Cust2Mate che ha introdotto il tema dei smart cart presentando la sua tecnologia e spiegando quanto il momento più importante dell’esperienza d’acquisto non sia più la cassa, ma il corridoio del supermercato, ovvero il punto in cui il cliente prende realmente la decisione d’acquisto. I nuovi smart cart consentono infatti di identificare il cliente, monitorare il contenuto del carrello in tempo reale, proporre offerte personalizzate e ridurre drasticamente le code alle casse, trasformando il negozio fisico in una vera piattaforma dati. Youtiligent, startup che ha sviluppato una piattaforma AI per monitorare e ottimizzare i sistemi di refrigerazione nel food retail aiuta i retailer a prevenire guasti, ridurre sprechi energetici e proteggere vendite e margini.

AMAZON SI FERMA, IN ITALIA GLI STORE AUTONOMI CRESCONO

Tra i temi più discussi anche quello degli autonomous store, ovvero i supermercati intelligenti senza casse tradizionali, capaci di utilizzare AI, computer vision e sensoristica per rendere l’esperienza d’acquisto completamente automatizzata. Un tema che negli ultimi mesi ha acceso il dibattito internazionale soprattutto dopo il fallimento Amazon. In Italia invece la tecnologia funziona, e anche molto bene. Durante l’evento è stato infatti raccontato il caso dei punti vendita autonomi sviluppati da DAO Cooperativa insieme a Retail Hub, che nel novembre 2023 hanno dato vita a un progetto innovativo nato proprio con l’obiettivo di portare in Italia uno dei modelli di retail tecnologicamente più avanzati oggi presenti sul mercato internazionale. Il primo store autonomo aperto a Verona ha ormai superato la fase della semplice “curiosity experience”, trasformandosi in un vero negozio di prossimità utilizzato quotidianamente dai clienti. Il punto vendita ha registrato nei primi mesi del 2026 oltre un milione di euro di fatturato in circa 200 metri quadrati e centinaia di migliaia di scontrini, mentre il secondo store aperto a Trento sta crescendo con performance ancora superiori.

LA TECNOLOGIA ACCELERA, MA AL CENTRO TORNANO PERSONE E TERRITORIO

Il futuro della GDO non sarà fatto soltanto di AI e automazione. Anzi, uno dei messaggi più interessanti emersi dall’evento è proprio che più il retail diventa tecnologico, più diventano centrali le persone e il territorio. Molti retailer intervenuti hanno infatti sottolineato come la vera differenza competitiva continui a essere rappresentata dalla relazione umana, dai collaboratori, dalla capacità di conoscere il cliente e dal presidio territoriale. Il concetto di prossimità è emerso in maniera fortissima: non soltanto come vicinanza geografica, ma come capacità di interpretare davvero il territorio, adattando assortimenti, prodotti e servizi ai bisogni specifici delle persone. “Il cliente del centro di Milano è diverso da quello della periferia di Milano”, è stato sottolineato durante uno dei panel dedicati alla personalizzazione. Ed è proprio per questo che molte insegne stanno investendo sempre di più in category management evoluti, assortimenti localizzati e prodotti territoriali.

DAL PRODOTTO LOCALE ALLA PRIVATE LABEL IDENTITARIA

Diversi retailer hanno raccontato come il prodotto locale non sia più soltanto una referenza da scaffale, ma un vero strumento identitario. Alcune aziende stanno supportando piccoli produttori del territorio aiutandoli nello sviluppo delle ricette, nel packaging e persino nei processi di qualità, trasformando la GDO in un ecosistema capace di valorizzare le filiere locali. “In un Paese fatto di mille comuni e mille dialetti, interpretare davvero il territorio è una sfida enorme”, è emerso durante il confronto. Anche il tema private label ha occupato un ruolo centrale nel dibattito. Oggi la marca privata non viene più raccontata soltanto come leva di convenienza, ma come elemento identitario e relazionale. In alcuni casi rappresenta già oltre la metà del fatturato di alcune insegne e sempre più spesso evolve in un vero sistema di valori, capace di dialogare con community, creator digitali e nuovi target di consumo.

IL SUPERMERCATO DEL FUTURO SARÀ SEMPRE PIÙ ESPERIENZIALE

Dal confronto emerso durante Grocery Connect 2026 appare chiaro anche un altro aspetto: il supermercato del futuro non potrà più limitarsi a vendere prodotti. Sempre più retailer stanno infatti lavorando su format ibridi che integrano ristorazione, corner esperienziali, bakery, pizzerie, skincare experience e shop-in-shop pensati per trasformare il punto vendita in uno spazio relazionale e di permanenza. “Se l’innovazione si riduce solo a pricing e volantini, il rischio è la monotonia”.

Nonostante il forte focus su AI, dati e automazione, Grocery Connect 2026 ha riportato al centro anche il tema del lavoro umano. Diversi retailer hanno sottolineato come la vera sfida dei prossimi anni sarà attrarre e trattenere personale qualificato in un settore sempre più complesso. Non a caso, tra le startup presentate, alcune hanno mostrato soluzioni tecnologiche dedicate proprio al benessere fisico dei lavoratori. Come Agade, startup italiana deep-tech che sviluppa esoscheletri intelligenti per il mondo del lavoro, pensati per ridurre la fatica fisica, prevenire disturbi muscolo-scheletrici e migliorare sicurezza ed efficienza nelle attività manuali ripetitive. In pratica realizza “robot indossabili” che aiutano gli operatori nei lavori più gravosi, soprattutto in logistica, industria e movimentazione carichi.

Ciò che emerge, è il ritratto di una GDO che sta cambiando profondamente pelle. Un settore sempre più guidato da AI, dati, automazione e tecnologie intelligenti, ma che allo stesso tempo riscopre il valore della prossimità, della relazione umana, dell’identità territoriale e della capacità di interpretare bisogni sempre più frammentati e fluidi.

A proposito di Retail Hub…

Retail Hub è una tech company fondata nel 2020, diventata in pochissimi anni l’advisory per tutte le aziende che cercano innovazione in ogni settore del retail, grazie a una piattaforma proprietaria che permette di automatizzare tanta di questa innovazione dialogando con l’AI, e che vanta ad oggi circa 5000 start up, ognuna di esse un’eccellenza dal grande potenziale. Retail Hub ha portato in Italia il primo autonomus store e la sua mission si espande con la House of Innovation, uno spazio unico sul territorio, grande hub dell’innovazione basato a Milano. Fondata da Massimo Volpe, Retail Hub si distingue per il suo focus internazionale e il costante scouting di soluzioni tecnologiche. Volpe, con una ventennale esperienza nel settore, è stato il primo italiano a far parte della National Retail Federation (NRF) e nel 2023 è stato inserito nella classifica “Top Retail Influencers” di Rethink Retail. Retail Hub organizza inoltre eventi e programmi di formazione come il Leadership in Retail, l’Innovation Club, e i Retail Innovation Tour, che offrono alle aziende l’opportunità di esplorare le ultime tendenze globali del settore retail.

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