Periferie: Cgil e Sunia sollecitano confronto con parti sociali, comitati di quartiere e assegnatari di case popolari “affinché i 500 milioni dei Pui non siano un’ occasione sprecata per la rigenerazione edilizia”
Palermo, 10 lug- La Cgil e il Sunia regionali tengono promuovono in questi giorni incontri con le associazioni e i residenti delle periferie delle grandi città sul tema della rigenerazione edilizia e sollecitano i territori e i quartieri interessati ai Piani urbani integrati (Pui) e ai processi di rigenerazione la creazione di laboratori di quartiere. La partecipazione delle parti sociali e delle comunità , sottolinea una nota delle due organizzazioni, è “d’altronde esplicitamente prevista dalla normativa”. La Sicilia complessivamente godrà di un finanziamento di euro 515.7771.051 di euro per 5 piani urbani integrati che interessano le aree metropolitane di Palermo Messina e Catania. “Sono uno strumento- scrivono in una nota Francesco Lucchesi, segretario confederale della Cgil Sicilia e Giusi Milazzo, segretaria generale del Sunia regionale)- che potrebbe svolgere una funzione importante per migliorare le condizioni di vita della popolazione più fragile che vive nelle periferie e nelle aree marginali. Si tratta di interventi previsti dal Pnrr per favorire l’inclusione sociale riducendo l’emarginazione e le situazioni di degrado sociale”. Cgil e Sunia annunciano l’intenzione di “monitorare con attenzione i Pui affinché non si perda l’occasione di un uso sensato dei 500 milioni a disposizione. Chiediamo per questo – sottolineano Lucchesi e Milazzo- che si avvii da subito il confronto con le parti sociali, con i comitati di quartiere e con gli abitanti a partire dagli assegnatari degli immobili di edilizia residenziale pubblica”. “E’ infatti nelle periferie- prosegue la nota- che occorre sostenere promuovere e accelerare la rigenerazione non solo edilizia e infrastrutturale ma anche sociale e culturale. Perché in questi quartieri ad alta densità di edilizia residenziale pubblica e con una presenza di popolazione giovanile alta, particolarmente nelle città e nelle aree metropolitane del Mezzogiorno, si gioca la sfida per il futuro e per una città più vivibile, giusta e democratica”.


